Caroli Flavio e Modena 2017

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Dopo la collezione d’arte dello  psicoanalista Massimo Recalcati ecco la pinacoteca del critico d’arte Flavio Caroli. Poi, il ciclo di incontri con l’autore del “Forum Monzani” di Modena, ospiterà Vittorio Sgarbi che, con il quarto volume della sua storia dell’arte, ci  condurrà in un viaggio all’insegna dei tesori d’Italia.

Flavio Caroli ha una lunga e consolidata serie di rapporti con la nostra regione , con la città di Modena, in particolare. Nato a Ravenna, si è laureato all’Università di Bologna ( la prima moglie era reggiana –anche assessore alla cultura-), e, a partire dal 1985 , è stato almeno dodici volte  a Modena per presentare i suoi libri. I primi incontri si sono tenuti presso il “Club La Meridiana” di Casinalbo , che, a partire dal 1985 e fino al 2008,  ha ospitato-organizzato oltre seicento incontri con gli autori più significativi e prestigiosi. Tra gli altri (in ordine alfabetico) Giuseppe Ayala, Giulio Andreotti, Alberto e Piero Angela,  Renzo Arbore, Enzo Biagi, Norberto Bobbio, Antonino Caponnetto,  Flavio Caroli,  Sveva Casati Modignani, Philippe Daverio,  Luciano de Crescenzo, Michail Sergeevic Gorbaciov, Margherita Hack, Arrigo Levi, Rita Levi Montalcini, Mario Luzi, Valerio Massimo Manfredi,  Dacia Maraini, Indro Montanelli, Giuseppe Pederiali, Vittorio Sgarbi, Card Ersilio Tonini, Walter Veltroni, Sergio Zavoli, Antonino Zichichi ecc  ecc .  La lunga e consolidata presenza di Caroli a Modena, ha avuto inizio nel 1985 con il libro “ La pittura contemporanea” , è proseguita con “Sofonisba Anguissola e le sue sorelle” , “Leonardo da Vinci. Studi di fisiognomica” , “Storia della fisiognomica”, “Storia della fisiognomica. Arte e psicologia da Leonardo a Freud”, “Tutti i volti dell’arte. Da Leonardo a Basquiat” nel 2008 ( e qui si conclude il felice periodo culturale del “Club La Meridiana” ) e ,dopo il  suo successo  nella trasmissione di Fabio Fazio “ Che tempo che fa” , Caroli   è stato presente, più volte,  al “Forum Monzani” per gli “incontri con l’autore” voluti e organizzati dalla “BPER Banca”.  Come docente universitario (di storia dell’arte moderna presso la facoltà di architettura del Politecnico di Milano –dal 1995-) ha avuto tra i suoi assistenti-collaboratori il modenese Federico Teodoro (purtroppo, prematuramente scomparso) . Quindi, ribadiamo: Flavio Caroli , da almeno 32 anni, ha un eccellente rapporto con la nostra provincia. Le curiosità, gli aneddoti sono tantissimi. Ne ricordo solo uno che vede Caroli co-protagonista con Marta Marzotto, al “Club La Meridiana” , nel settembre 1987:  per lavoro ero a Milano e ,prima di rientrare a Modena, ho telefonato all’amica Marta Marzotto che mi ha chiesto “un passaggio” per Bologna (sua figlia  più giovane, Diamante, da poco si era sposata con un medico bolognese)  Sono andato a prendere la Marzotto all’Atelier di Raffaella Curiel (Piazza San Babila angolo Corso Matteotti) e siamo partiti. Durante il viaggio, ha preso in mano e “sfogliato” il libro di Flavio Caroli su Sofonisba Anguissola, che era sul sedile posteriore dell’automobile . Ha letto le” bandine” interne e la quarta di copertina e mi ha chiesto chi era “questa Sofonisba Anguissola” (allora quasi nessuno la conosceva. Anche se era citata già nelle “Vite” di Giorgio Vasari , grazie a Michelangelo Buonarroti che sosteneva che la ventenne pittrice avesse talento, non era conosciuta come Artemisia Gentileschi, o Elisabetta Sirani o Rosalba Carriera –altre pittrici rinascimentali ) . La sera, seduta in prima fila, al “Club La Meridiana” , dopo l’introduzione e il primo intervento di  Flavio Caroli , Marta Marzotto “ha preso il pallino” ed ha presentato la sua Sofonisba Anguissola, con l’autore del libro (che la studiava da anni ed aveva anche curato e promosso una mostra dedicata alla  pittrice, di nobile famiglia piacentina: un fratello e sei sorelle di cui 5 pittrici, Sofonisba la più famosa  anche come ritrattista ufficiale della Corte spagnola di re Filippo II )  con l’autore, dicevo, che si “accodava” alle interpretazioni di Marta Marzotto, aggiungendo (tra lo stupito e il perplesso) “sì, è proprio come dice la contessa Marta Marzotto”  e, citando, via via che la Marzotto proseguiva nella sua “lettura-interpretazione” della pittrice di Cremona, alcune sue opere come il disegno “Fanciullo morso da un granchio” (che Caravaggio ha poi reinterpretato nel suo “Ragazzo morso da un ramarro” ) e come la “Madonna dell’Istria”  nella Chiesa dell’Annunziata di Paternò, vicino a Palermo o come il “Ritratto delle Infante  di Spagna Isabella e Catalina”.  La Marzotto , grazie al suo acume, alla sua perspicacia e a tutto il bagaglio di conoscenze e di “astuzia” che la caratterizzavano, ha tenuto banco per oltre un’ora, raccontandoci-interpretando Sofonisba Anguissola, che fino a qualche ora prima non sapeva neppure fosse esistita.                                                                                                   Domenica 29 gennaio 2017, a partire dalle ore 17,00,  il ravennate Flavio Caroli ‘ è stato  di nuovo a Modena: al “Forum Monzani” ha  presentato  (con il supporto di diapositive) il suo nuovo libro  “Il museo dei capricci. 200 quadri da rubare” (pubblicato da “Mondadori Electa”) , che raccoglie il meglio delle decine di tematiche trattate-sviluppate   nelle lezioni-conversazioni che l’autore ha tenuto negli undici anni di collaborazione per “Che tempo che fa” di Fabio Fazio, su RAITRE.  E’ un libro nato dalla passione per l’arte dell’autore che  ci offre attraverso un “museo strutturato in ventinove  sale tematiche, 200 capolavori da rubare, la collezione ideale di un amico immaginario, soprannominato “l’Innamorato” – , che è l’alter ego di Flavio Caroli, e, come lui, innamorato dell’arte e di  artisti importanti (soprattutto per i gusti e nelle valutazioni di Caroli storico e critico e, soprattutto, acuto indagatore di arte, artisti e bellezza , che per Caroli “è la cosa più straordinaria che sia toccata  ai viventi in questo mondo. Merita di essere prodotta e spiegata” ) . Questo nuovo libro , che Caroli definisce un “divertissement”  (anche per il modo originale  in cui si sviluppa) , è il frutto delle “appassionate lezioni di storia dell’arte “ che “lo storico dell’arte, o, meglio, l’uomo  che trae piacere dall’arte” e trasmette questo piacere al telespettatore di “Che tempo che fa” prima e dei lettori , poi, oggi, grazie appunto all’edizione cartacea di 412 pagine con ben 244 immagini (soprattutto riproduzioni di capolavori di artisti dal passato remoto  fino ai giorni nostri) che l’Editore “Electa-Mondadori” ha appena pubblicato.   Come sottolinea l’autore “l’arte è un fenomeno di èlite. Però da tempo vediamo file di migliaia di persone per entrare ai musei e alle mostre d’arte.  Ciò fa credere che l’arte si stia avvicinando alla popolarità… Forse siamo al di là dell’èlite. Parlo dell’arte classica. Quella contemporanea è tutt’altro discorso . E’ più difficile e richiede una comunicazione adeguata, intelligente. E ha ragione chi ritiene che la critica sia spesso stupida, scioccamente incomprensibile, chiusa in se stessa. Critica autoreferenziale che spesso sfiora l’assurdo ed è priva di efficace comunicativa” .  Anche per questo l’Innamorato (dell’arte e dei capolavori dell’arte) Flavio Caroli  tiene le sue lezioni a RAITRE ed ha pubblicat
o questo nuovo volume che  è un invito a visitare (scrive Flavio Caroli, nell’introduzione) “il museo creato da un mio amico –l’alter ego “Innominato” nome mutuato, sottolinea Caroli dal pittore francese del 600, Valentin de Boulogne  soprannominato l’Innominato- , “uomo assai ricco assolutamente devoto alla Bellezza” . E l’introduzione si conclude con l’invito dell’autore al lettore “Seguimi, Non ti pentirai”  .Questo museo si sviluppa lungo 29 stanze –sale tematiche  (dall’erotismo ai misteri dell’arte, dal cibo all’amore, dalle stagioni al volto delle città, dall’amore all’arte del cinema, dalle stagioni allo scorrere del tempo ) Non è possibile ricordare tutte le 29 sale tematiche (invitiamo a farlo ai lettori che amano il bello e l’arte) . Ci limitiamo a citare solo alcune delle 29 sale tematiche. Cominciamo con la prima sala “Tipi psicologici””, che si ispira a un libro di Jung   (“Tipi psicologici”) e alla grande passione-interesse di Caroli per la fisiognomica. La sala, infatti,  presenta “corrispondenze fra il passato e il presente , che sono anche corrispondenze psicologiche” Incontriamo così “La donna con l’ermellino” di Leonardo affiancata ad una foto di Vittoria Cabello,  “L’ultima cena” di Tintoretto e la foto di Valentino Rossi,  il “Baro con asso di fiori” di George Le Tour con la foto di Lorenzo Jovanotti,  il “Gentiluomo con i baffi”  del bergamasco  Carlo Cereda  affiancato alla foto di Ugo Tognazzi , il “Suonatore di viola da gamba” di Nicolas Lancret e la foto di Piero Fassino, il “Concertino” di Pietro Longhi e il ritratto fotografico di Cesare De Michelis, “La Contessa di Chincon” di Francisco Goya e il ritratto fotografico di Luciana Littizzetto e via via. Cioè , Caroli ha individuato e poi “esaltato” le somiglianze –sorprendenti- tra personaggi “immortalati” da artisti del passato con ritratti fotografici di persone e personaggi del nostro tempo- E’ un vero e proprio “divertissement” che nasce dalla sempre presente passione di Caroli  per la fisiognomica . La seconda stanza è intitolata “Siamo qui”: dopo d “uno sguardo sul mondo interiore , deve seguire uno sguardo sulle bellezze del creato… cioè il paesaggio” … con anche “le malefatte e gli insulti perpetrati dall’uomo a danno della Bellezza”  con opere come “Porta Portello a Padova” del Canaletto affiancata-confrontata ad una foto di “Porta Portello di Padova”,  il “Paesaggio presso Riva del Garda” di Corot e una foto del “Paesaggio presso Riva del Garda” ecc . Segue la  terza stanza  “I migliori anni delle nostre vite” : è la sala a premi.  “Qui lo spettatore (lettore) deve scegliere tra due capolavori dello stesso maestro, per stabilire quale sia il punto più alto del lavoro di una vita” Così , abbiamo a confronto  il Caravaggio di “La vocazione di San Matteo”  con “Davide con la testa di Golia”, abbiamo “Lezione di anatomia del dottor Tulp” a confronto con “Ritratto di Hendricckye a letto” tutte due opere di Rembrandt, “il parasole “ e “Il gigante della guerra” di Goya, a confronto” ;   le due opere di Monet “Impression, soleil levant” e “Ninfee  nella luce della sera” sempre a confronto;  “Famiglia di saltimbanchi” e “Les demoiselles d’Avignon” di Picasso a confronto; “io e il mio villaggio” e “Il compleanno” di Chagall . E’ un gioco, un concorso per sollecitare il lettore a scegliere l’opera del cuore E così continua tutto il volume  Le stanze 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 sono dedicate ai temi “erotismo” “animali”, “cieli”, “bambini” (sono l’entità più difficile da rappresentare –sottolinea Caroli- perché ciò che è primario… non può che essere estremamente complesso. In questa sala, troviamo anche uno dei “grandi amori” di Flavio Caroli, Sofonisba Anguissola con “il bambino morso da un granchio” , Klimt con “ Le tre età della donna “ e Picasso con “ Paulo vestito da Arlecchino” ) , la sala 8 è dedicata all’ “acqua”, la nove al “cibo”  e la dieci ai “potentii” con anche i ritratti di Piero della Francesca” ( “Federico da Montefeltro”) e Tiziano (“ Ritratto di Carlo V”) . le sale che seguono sono dedicate a “il volto della città” (si apre con Ambrogio Lorenzetti –“Gli effetti del Buon Governo”-  e si chiude con Umberto Boccioni – La città che sale” , con la sottolineatura che   Lorenzetti “ è il primo a innalzare un tema secolare allo stesso livello di grandiosità dei temi sacri” ).   La sala dodici è intitolata  “Notti e nebbie” : è “il regno dell’Innamorato. L’anticamera dell’infinito” con opere che vanno da Manet (“Il bar delle Folies-Bergère”) a Guttuso (“ Boogie-woogie” )  Nella sua “lectio” di domenica 29 gennaio, Caroli ha sottolineato che l’erotismo rappresenta una sorpresa perché “è assente nel XX secolo. Non c’è negli artisti del Cubismo, né del Futurismo, né in quelli della Metafisica. L’ultimo grande dipinto erotico (secondo Caroli) è “Nudo sdraiato” di Modigliani. Si è poi soffermato sulla sala 22 dedicata a “il tempo” : documenta il mistero, il problema assoluto dell’uomo. La sala 16 è dedicata a “la primavera” :  si apre con “ La primavera” di Villa Arianna, a Stabiae e prosegue fino al “Susino in fiore e luna” del giapponese Hokusai e a Van Gogh del “Ramo di mandorlo in fiore” . La stanza 25 è dedicata a “Le vite degli altri” : ricostruisce le grandi rivalità della storia dell’arte come quella che ha diviso  Manet e Monet via via fino ai contrasti (anche personali-privati ) che hanno caratterizzato Willem de Kooning ( “Woman I”)  a Jackson   Pollock (“Portrait and a Dream”) , che si sono contesi-divisi anche la stessa donna-amante.  La stanza 26 è intitolata “cinema e pittura” : “molto il cinema ha preso dalla pittura e molto le ha dato da Rosso Fiorentino (“Deposizione dalla croce”) e Pier Paolo Pasolini nel film “La ricotta”, a Michelangelo Antonioni  e del suo direttore alla fotografia Carlo Di Palma di “Professione reporter”  che si sono ispirati a “Dune” di Mondrian. E qui, Flavio Caroli ha fatto una piacevole digressione sui suoi anni giovanili: viveva a Ravenna, dove è stato “girato” il film e tutti i giorni era sul set  “ammaliato” affascinato dall’arte cinematografica (e – ha ricordato Caroli- per “rompere i … sia al regista sia al direttore della fotografia. Ma incuriosito-innamorato dall’arte cinematografica) .   Domenica 29 gennaio 2017, davanti ad un “auditorium” gremito di un pubblico estremamente interessato ed attento,  dopo 90 minuti , Flavio Caroli (accompagnato ancora una volta dall’attenta e “preziosa” moglie e supportato dalle letture –dal suo testo per “Il museo dei capricci – della brava attrice Rossella  ) ha concluso la sua bella e coinvolgente “lezione d’arte e di bellezza” sottolineando che “il fine ultimo di questa intrapresa intellettuale e sentimentale dell”Innominato”  (leggi Flavio Caroli)  è prendere i grandi valori del passato e riproporli per il presente e il futuro”.   A partire dalle 18,30, ha avuto inizio il rituale del “firmacopie”:  sotto gli occhi attenti di Marco Panini ,  l’autore ha dedicato e firmato centinaia di copie del libro ai presenti , pazientemente ed ordinatamente in  fila, anche grazie alla ottima organizzazione del “Forum Monzani” ( Francesca Fiorini e Silvia Vandelli , in primis) e alla efficienza dei due soci della “Libreria UBIK” di Modena, Alessandro Lanferdini e Marco Sarti.   

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