Caro Minozzi, così non va.

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“Un grande imprenditore non può ritirarsi da un giorno all’altro e dire che non ci sono alternative, lasciando sulla strada 750 lavoratori e le loro famiglie”,

dicono in una nota i consiglieri regionali del Partito Democratico Gian Carlo Muzzarelli e Matteo Richetti, criticando la decisione di Romano Minozzi, patron dell’Iris.

“Non è vero che “la crisi non si può arginare”, anzi: come ha ricordato proprio in questi giorni il presidente di Confindustria Ceramica dalla crisi il distretto può uscire più forte.

Diverso, certamente, ma più forte. Questo è lo spirito che deve animare i nostri imprenditori, e del resto anche le decisioni di continuare con l’azienda GranitiFiandre dello stesso imprenditore Minozzi fanno pensare che non tutto sia così da buttare come vuole fare apparire”.

Proseguono Muzzarelli e Richetti:

“E’ troppo comodo stare in sella finché le cose vanno bene (secondo quanto pubblicato dai quotidiani, Iris ha segnato utili per 8 milioni di euro nel 2005, 16 milioni di euro nel 2006 e 57 milioni – compresi i 52 milioni derivanti dalla vendita di una società – nel 2007), e poi chiudere baracca e burattini quando le difficoltà si fanno serie.

La libertà degli imprenditori è fondamentale, e non è un caso se proprio l’Emilia-Romagna è da anni la Regione in cui i cittadini hanno più libertà economica, ma fare impresa non è un’attività solitaria. Siamo convinti che la responsabilità sociale debba essere prerogativa non solo di istituzioni e sindacati, ma anche degli imprenditori, che sono tenuti, con il sostegno dell’intero sistema, a lavorare per il benessere diffuso di un territorio, delle imprese e delle famiglie che lo abitano. Lo stop alla decisione della liquidazione è per noi importante, proprio perché l’obiettivo è assicurare la continuità dell’impresa e non solo le garanzie del capitale. Il coraggio dell’imprenditore sta nel non tornare al passato, ma lavorare sempre per dare futuro alla propria impresa, salvaguardarla fin oltre se stesso. Da parte nostra, siamo impegnati nel Tavolo istituzionale per trovare le soluzioni migliori: è necessario il massimo senso di responsabilità da parte di tutti perché il Tavolo dia i risultati sperati e venga assicurata la permanenza di un’industria tra le più importanti della Provincia; un’industria, tra l’altro, che negli ultimi anni aveva effettuato numerosi investimenti, che potranno essere decisivi per la seconda vita del distretto ceramico modenese, più hi-tech, più specializzato, sempre più di qualità.”.

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