Caro amico ti scrivo, così ti spavento un po’…

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""Così come nel romanzo epistolare ci sono dettagli precisi, informazioni circostanziate, anche minuzie maniacali riportate, allo stesso modo, in quella lettera, compaiono nomi, date, rinfacciamenti...""
art. di Maria

 

 

Non l’avrei mai immaginato, il commerciante ittico Walter Lavitola, occupato a scrivere lunghissime lettere, come un novello Werther o uno Jacopo Ortis redivivo.

E, invece,  in questi giorni, una sua lunghissima missiva è sotto gli occhi di tutti, letta  in ogni sua parte, con certo più interesse da parte degli inquirenti che della persona cui era diretta.

Così come nel  romanzo epistolare ci sono dettagli precisi, informazioni circostanziate,  anche minuzie maniacali riportate, allo stesso modo, in quella lettera, compaiono nomi, date, rinfacciamenti, blandizie,dichiarazioni di amicizia e rispetto reiterate, e poi, ancora, lamentazioni, per essere stato isolato, non tenuto più nello stesso gran conto, dal destinatario della missiva …nientemento che Silvio Berlusconi.

Tra affettuosi richiami rispettosi all’antica amicizia, e sottintese minacce, neppure tanto nascoste, si dipana un documento lunghissimo, che è la morte della decenza, della giustizia, del merito, della politica come servizio, della virtù civile, che in un uomo politico dovrebbe essere la più grande delle qualità.

Per questo motivo, anche il cittadino trova interessante, ancorchè nauseabondo, tale documento…. Perché si dipana la storia d’Italia degli ultimi venti anni, in un vortice di personaggi sempre alla ribalta, per fama e ruoli ricoperti, tanto quanto per indagini a loro carico, con processi che li hanno visiti protagonisti riottosi.

E’ proprio un altro mondo, quello, nel quale si conoscono tutti, personaggi le cui vite e le cui attività si sono intrecciate all’insegna del malaffare, della corruzione, della assoluta indifferenza verso i probblemi e le difficoltà della Nazione ….in un balletto nel quale il denaro e il potere, imperano, mescolati a tratti , quà e là, con il meretricio e con lo squallido sottoprodotto della sessualità che è la lascivia.

Ma allora, viene da pensare, gli inquirenti non avevano sognato del tutto…qualcosa c’era… reati,  intrallazzi, mazzette, truffe, inciuci …non era una “macchina del fango” come ormai stucchevolmente viene definita qualsiasi azione che porta alla luce  verità incredibili.

Le inchieste  non sono frutto di sogni notturni, che poi al mattino gli inquirenti cercano di realizzare, aprendo fascicoli, indagando  a caso, su persone immacolate, incolpando mammolette, oltraggiando col sospetto politici degni di rispetto e colmi di virtù.

E pensare che noi siamo qui ad aspettare che  tornino in campo, certe persone, per salvare l’Italia. Non siamo messi benissimo.

Maria

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