Capodanno 2011 indagine sui ristoranti del territorio

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Il cenone rimane tra le preferenze dei modenesi. “Nei locali, presenze stabili e in taluni casi in aumento”  

 

In leggera flessione la formula con ‘menù a la carte’. Si riconferma la tendenza di mangiare fuori durante le festività natalizie, “Consumatori però molto oculati’

La tradizione a tavola si conferma carta vincente anche a capodanno: i ristoranti di città e provincia che hanno proposto il tradizionale cenone a base di tortellini, cotechino e lenticchie, confermano un numero di presenze stabile ed in alcuni casi in aumento. In calo invece gli avventori nei locali con proposta ‘a la carte’. “Con un occhio sempre di maggior riguardo al portafoglio senza rinunciare alla qualità – fa notare Daniele Cavazza, coordinatore di Fiepet-Confesercenti Modena – ha sicuramente prevalso tra i consumatori, l’aver chiaro da subito quanto poter effettivamente spendere. Un segno dei tempi: si fa il possibile per uscire, a maggior ragione in occasione di momenti come il capodanno, ma la gente è molto più oculata”.

L’indagine 

Già emersa nel periodo strettamente natalizio vigilia, Natale e Santo Stefano, la tendenza già registrata nel 2010 e cioè quella di una diffusa abitudine di magiare fuori casa, è stata riconfermata anche in occasione del 31 dicembre 2011. Complici, diversi fattori: la rinuncia di trascorrere le vacanze all’estero o in montagna, il desiderio di festeggiare insieme ai parenti o agli amici, ma anche chi sotto l’albero al posto del regalo ci ha infilato la cena di capodanno per sé e famiglia. Fiepet-Confesercenti Modena ha quindi posto sotto la lente una cinquantina di ristoranti – da quelli tradizionali a quelli più rinomati, passando per trattorie pizzerie ed enoteche – tra città e provincia, montagna e area nord comprese, al fine di monitorarne l’andamento nei termini di consumi e avventori in occasione dell’ultimo dell’anno.

Come è andata

Il numero di prenotazioni e presenze, se raffrontato al 2010 ed escludendo un 7% di interpellati che ha optato quest’anno per la chiusura, è risultato stabile e invariato quasi nel 40% dei casi, mentre segnala un aumento il 28% degli intervistati. Si tratta generalmente di locali che proponevano al formula del classico cenone a menù tradizionale – antipasto, tortellini in brodo, zampone e/o cotechino e lenticchie/purè, dolce, lambrusco e spumante brut per brindare alla mezzanotte – o leggermente rivisitato in chiave creativa, per una spesa media intorno ai 40 euro a persona . Diversi i locali che hanno segnalato il ‘tutto esaurito’ con prenotazioni ultimate qualche giorno prima di capodanno. Meno bene circa un 25%, anche se si tratta di flessioni lievi – taluni comunque parlano di sostanziale stabilità – quei ristoratori la cui offerta prevedeva il ‘menù a la carte’: la possibilità di poter scegliere le pietanze è piaciuta, ma i coperti sono stati in calo. Inoltre si segnalano consumi di prodotti pregiati, vini e champagne in particolare, molto più ridotti rispetto lo scorso anno. La media delle presenze si aggira invece introno alle 55 unità; tenuto conto di chi offre ‘solo’ 36 coperti e ha fatto il tutto esaurito e di chi ne ha fatti oltre 150 proponendo sia il cenone che la pizzeria. Va ricordato inoltre che tra tutti gli intervistati quasi nessuno proponeva l’intrattenimento musicale, al fine di contenere i costi.

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