Caos nel PD: Renzi se ne va, forse si forse no

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Imbroglio alle regionali fra PD E M5S. Siamo in mano a dei venditori di fumo che ci raccontano che quello che fanno è per il bene dell’Italia.

 


La notizia è dell’ultima ora. Matteo Renzi lascia il PD, ma a quanto sembra continua ad appoggiare la nuova ibrida alleanza giallo rossa. Vedremo nei prossimi giorni se questa iniziativa coinvolge solo il vertice (deputati e senatori), o anche una dirigenza medio bassa e soprattutto la base del partito rosso. Dare dei giudizi ora è prematuro, però gatta ci cova. Azzardiamo, che in previsione di un cambiamento della legge elettorale in programma fra i giallo rossi il Magnifico ci voglia mettere lo zampino. Vale a dire: – A Zingaretti statte accuorto -.  Sul modello di Re Francesco II a Don Liborio Romano.

Nella prima puntata della nuova trasmissione del bravo giornalista Paolo Del Debbio, è stato trasmesso un servizio riguardante le motivazioni della crisi del governo giallo verde e la successiva nascita del governo giallo rosso. Motivazioni, peraltro, anticipate dalle colonne del nostro settimanale nel numero on line della settimana appena trascorsa. Ora, a distanza di due settimane si cominciano già a vedere gli effetti nefasti di tale unione contro natura. Chi ha un po’ di fantasia e legge fra le righe di quello che scrivono i grandi giornali e blaterano i commentatori politici dei tanti talk show della politica, vedono un futuro non proprio roseo.  Personalmente, della sinistra non mi sono mai fidato: in primis per l’età e poi per i tanti libri di storia che ormai straripano dagli scaffali di casa mia. Non mi fido, inoltre, anche perché se hanno cambiato nome, non ho mai sentito spendere una parola “contro” un’ideologia che li ha tenuti a battesimo e che ha milioni di morti, compreso un bambino di undici anni, sulla coscienza. Per anni hanno fatto finta di non vedere cosa accadeva oltre la cortina di ferro. Centinai di migliaia di morti, dal Baltico al Mediterraneo e in tutte le nazioni, dove sono andati al potere, hanno usato la violenza e l’inganno. Anche da noi ci hanno provato con la famosa Svolta di Salerno, spiegata ai posteri in modo quasi benevolo dagli storici. Io che sono più realista, sono convinto che se non siamo diventati l’ennesimo satellite è più semplicemente perche le truppe d’occupazione erano americane e inglesi, mentre nel resto dell’Europa dell’Est c’era l’armata rossa. Ora, mi si può lasciare il dubbio che gli eredi di Lenin e Stalin non siano del tutto cambiati? Certo, oltre che avere la voglia d’imporre il pensiero unico, adesso hanno anche altri obiettivi che sono quelli di occupare posti di potere per di distribuire lavoro ad amici e parenti. Per la cronaca hanno sistemato un po’ di persone piacenti al Montalbano della politica nei vari sottosegretariati, lasciando così a bocca asciutta il machiavellico toscano. Ora, si aspetta la prossima primavera con la grande abbuffata di poltrone di enti pubblici. I sanculotti grillini prendono tempo. Dopo le batoste elettorali hanno scoperto che non vanno da nessuna parte, o meglio, molti di loro vanno verso l’ufficio di collocamento. Quindi, dopo essersi raso davanti allo specchio, il Saint Just campano, si è preso a schiaffi ripetendo – rosso è bello! Motivo per cui, inventiamoci assolutamente una qualsiasi forma per andare uniti alle prossime regionali -. Come dice il proverbio, si sa, l’appetito vien mangiando un po’ come il detto: – Francia e Spagna, pur che se magna -. I grillini hanno fame e devono mettere insieme il pasto con la cena. Come direbbe il mitico Cetto La Qualunque – Qualunquemente (e sono costretto a usare un sinonimo),…alla malora, gli ideali! -.

Termino con una riflessione. Digerire ancora per un mandato Stefano Bonaccini è duro ma, fra bicarbonato e amari vari, ce la possiamo fare. Il peggio, invece, è se questi pseudo democratici si mettono insieme per rifare una nuova legge elettorale a loro uso e consumo. Rischiamo veramente grosso. Sì, perché da un po’ di anni e non lo dico mica io, ma esperti del settore, sembra che si facciano delle leggi, non per governare, e qui subentra sì, il bene dell’Italia, ma per non far vincere l’avversario politico. 

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