CANI GUIDA PER NON VEDENTI E IPOVEDENTI:

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EUROPA VERDE CHIEDE ALLA GIUNTA DI ADOPERARSI SIA PER AUMENTARE L’OFFERTA E RIDURRE I TEMPI DI ATTESA PER CHI NE FA RICHIESTA, SIA PER INCREMENTARE LE RISORSE PER L’ACQUISTO DI STRUMENTI SPECIFICI COME BASTONI ELETTRONICI, PREVEDENDO ANCHE SGRAVI FISCALI E ACCORDI CON L’ORDINE DEI VETERINARI

Aumentare l’offerta di cani-guida di accompagnamento per non vedenti e ipovedenti per ridurre i tempi di attesa per ottenerli, aprendo una scuola di addestramento o stipulando apposite convenzioni, ad esempio, con il Servizio Cani Guida dei Lions ODV a Milano o la Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi di Firenze, territorialmente più vicine. Lo chiede il Gruppo Europa Verde alla Giunta regionale con un’interrogazione depositata oggi con la quale sollecita la Regione anche ad incrementare le risorse destinate al sostegno delle persone non vedenti e ipovedenti e a stipulare appositi accordi con l’Ordine dei Veterinari per contenere le spese di cura dei cani-guida.

In Emilia-Romagna non esistono scuole per l’addestramento dei cani guida per ciechi e ipovedenti. I cittadini emiliano-romagnoli in questa condizione devono rivolgersi a scuole fuori regione, come quella gestita dai Lions a Milano, che acquista i cani, li addestra e li cede gratuitamente, autofinanziandosi con donazioni e i fondi raccolti dai volontari. In Italia, a eccezione della Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi di Firenze, che è finanziata dalla Regione Toscana, e del Centro Regionale Helen Keller di Messina istituito dalla Regione Sicilia, le altre scuole si autofinanziano principalmente attraverso contributi di privati.

Per ottenere un cane guida addestrato un cieco o ipovedente deve rivolgersi ad uno dei centri di addestramento esistenti, che in genere forniscono i cani gratuitamente. Il problema – fa notare Europa Verde nell’interrogazione – è rappresentato dalle liste di attesa: possono variare dall’anno e mezzo ai tre anni, un periodo durante il quale l’autonomia e il raggio di azione delle persone cieche o ipovedenti rischiano di ridursi in maniera considerevole e crescente.  Dai dati forniti dal Servizio Cani Guida dei Lions ODV di Milano emerge che il centro milanese è in grado di addestrare e consegnare 50 cani guida all’anno; le persone attualmente in lista di attesa sono 130, di cui 10 residenti in Emilia-Romagna. Dal 2009 ad oggi il Servizio Cani Guida dei Lions ha assegnato 55 cani guida a emiliano-romagnoli.

“I cani guida rappresentano per le persone non vedenti e ipovedenti una risorsa preziosa e insostituibile – dichiara Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde e vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna – Non solo si occupano dell’incolumità fisica delle persone che accompagnano, aiutandole a superare o evitare ostacoli, ma svolgono anche un prezioso ruolo di tipo psicologico perché aiutano ciechi e ipovedenti a non richiudersi in casa, grazie alla sicurezza e alla fiducia che infondono, col risultato di restituire benessere e ridurre lo stress quotidiano. Per aumentare l’offerta di cani guida e ridurre i tempi di attesa, con l’interrogazione depositata oggi chiedo alla Giunta regionale se non ritenga opportuno aprire una propria scuola di addestramento o stipulare una convenzione con il Servizio Cani Guida dei Lions ODV a Milanoo con la Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi di Firenze più vicine territorialmente. Nell’interrogazione evidenzio inoltre che la qualità della vita e il livello di autonomia delle persone cieche e ipovedenti dipendono in larga parte anche dalla possibilità di affrontare un’ampia gamma di spese legate alla condizione in cui si trovano. Spese che solo in piccola parte sono coperte dai servizi pubblici o sono detraibili dalla denuncia dei redditi, come ad esempio la frequentazione di corsi di orientamento e di autonomia domestica, l’acquisto di bastoni elettronici e di strumenti digitali specifici per non vedenti e ipovedenti, l’uso del trasporto pubblico e di taxi e, nel caso dell’ottenimento di un cane-guida, spese veterinarie e per il mantenimento e la cura dell’animale. Ho quindi chiesto – aggiunge la consigliera Zamboni – se la Regione non ritenga opportuno sia impegnarsi in sede del proprio bilancio per aumentare le risorse destinate alle persone non vedenti e ipovedenti sia intervenendo in Comitato Stato-Regioni per far loro riconoscere sgravi fiscali (ad esempio per l’acquisto dei bastoni elettronici il cui costo si aggira intorno ai 1500 euro più una cifra necessaria per seguire corsi di formazione) e per ridurre l’Iva sugli alimenti per i cani. Inoltre suggerisco di promuovere convenzioni con l’Ordine dei veterinari per introdurre un tariffario agevolato per visite e cura dei cani guida”.

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