Candeline e barchette di carta …

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Non credo che le barchette di carta, con la scritta ""Aprite i porti"",  polemicamente  varate in fontane e piccoli specchi d'acqua, contribuiscano a salvare vite umane. Esse appaiono stucchevole folklore, iniziative inutili e fastidiose, tanto quanto i gessetti colorati e le candeline all'indomani degli attentati dell'ISIS che hanno insanguinato l'Europa e non solo. Avrebbero sicuramente più efficacia misure che blocchino le  partenze, impedendo che i migranti affrontino il mare  su gusci di noce che  per giunta cadono a pezzi, o su gommoni in  chissà quale infimo stato.

 


Il tragico copione va ancora una volta in scena, sempre nuovo nel suo orrore e allo stesso tempo terribilmente vecchio perchè visto troppe volte : mezzi  che sarebbe generoso  definire inadeguati, fanno  naufragio a pochi chilometri dal porto di partenza. I  pochi superstiti raccontano di centinaia di persone a bordo, cadute in acqua, il numero non è certo.  Anche i mezzi non sono chiaramente descritti…  non si sa se siano gommoni in infimo stato  o barche  marcescenti.

L’unica certezza, oltre  purtroppo la morte di tante persone,  è la puntualità con la quale, anche nel recente passato, queste tragedie  seguono un qualsiasi tentativo di arginare il fenomeno dell’immigrazione illegale.

Questi ultimi naufragi, in particolare, verificatisi all’indomani della decisone  di chiudere i porti, oltre  al dolore che a simili eventi è legato, hanno  scatenato polemiche e una ridda di accuse, persino grottesche, rivolte all’Italia, definita responsabile di questi poveri morti.
Come possa essere giudicata responsabile una nazione a quasi 500 km… quando queste tragedie del mare sono accadute a pochi km dalle coste libiche, mi è difficile da comprendere.
Inoltre, a complicare ulteriormente la matassa, già aggrovigliata in modo penoso, si aggiungono le insinuazioni, davvero pesanti, sulla veridicità di quanto accaduto, in particolare riguardo alle morti di tre neonati. Le strazianti immagini del recupero dei corpicini, infatti, appaiono, a detta dei dietrologi, troppo scenografiche, fasulle, addirittura con l’impiego di bambolotti ad altissima  verosimiglianza, chiamati Reborn, i quali riproducono in modo impressionante le fattezze di bambini piccolissimi. In questo clima, è anche andata in scena una protesta con finto annegamento con protagonisti volontari e membri dell’ONG Open Arms insieme a degli eurodeputati.

Non credo che le polemiche e le sceneggiate  contribuiscano a salvare vite, così come appaiono solo stucchevole folklore le barchette di carta, con la scritta “”Aprite i porti””,  polemicamente  varate in fontane e piccoli specchi d’acqua.  Iniziative inutili e fastidiose, come i gessetti colorati e le candeline all’indomani dei sanguinosi attentati dell’ISIS

Credo, invece, che al di là di qualsiasi ideologia e partito, sia necessario porre in atto misure che blocchino le partenze, impedendo che i migranti affrontino il mare  su gusci di noce che  per giunta cadono a pezzi, o su gommoni in  chissà quale infimo stato.

Prima di poter usare una  semplice auto, per legge, devono essere controllate l’usura e la pressione degli pneumatici, la fanaleria, lo stato generale del veicolo…Impensabile che possa circolare un’auto  senza  queste verifiche. Invece, con assoluta incoscienza, leggerezza, follia pura, si incoraggiano i migranti ad affrontare il mare, confidando nella  presenza delle ONG  che provvederanno a salvarli a pochi chilometri dalla partenza.

Solo  impedire queste partenze incoscienti salverebbe vite umane. Non le compiacenti e interessate ONG che pattugliano il Mediterraneo alla ricerca di clienti.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale

Candeline e barchette di carta …

di A.D.Z.

Buon senso con il Tricolore

di Massimo Nardi

A un anno dalle elezioni comunali, Forza Italia apre la corsa al cambiamento sventolando il tricolore in una delle zone più degradate della città. Ma il centro destra, saprà arrivare compatto all’appuntamento o prevarrà lo stupido egoismo di partito?

Sono tornato dalla Sicilia …

di Alberto Venturi

… con due richieste per le istituzioni e la politica. La prima è affrontare lo spreco perpetrato negli anni dalla bellissima regione meta  delle mie vacanze. L’altra richiesta riguarda i  parcheggiatori abusivi, onnipresenti, perfino in zone facilmente controllabili come il lungomare.

Ong, diritto internazionale e pirati

di Paolo Danieli

Non c’è alcun motivo né giustificazione giuridica perché dei “migranti” salvati dalle navi delle Ong battenti bandiera di vari stati europei debbano essere sbarcati in Italia e poi sia l’Italia a dover farsene carico.

Japanese Beauty: Mishima – Una vita in quattro capitoli

di Francesco Saverio Marzaduri

In un Giappone sempre più occidentalizzato, il protagonista identifica nello smarrimento dei valori nazionali tradizionali il tradimento più grave che un popolo possa subire, quello della sua storia e della sua cultura.

The Crypto Bubble

di Eugenio Benetazzo

Una profonda analisi dell’andamento dei mercati finanziari e consigli agli aspiranti investitori, ricordando in ogni caso di allocare esclusivamente il capitale che ci si può permettere di perdere interamente senza che questo intacchi il nostro stile di vita o le nostre esigenze finanziarie.
“Dimostrazione di vestizione kimono”

di Samuele Guerzoni – Servizio fotografico di Corrado Corradi

Durante l’evento, curato da Yamaguchi Sachiko, mostrato l’antico e suggestivo rituale attraverso il quale il Kimono – costume nazionale del Giappone che letteralmente significa “cosa da indossare” – viene
modellato sul corpo di una Geisha

Auguro a tutti buona settimana e buona lettura del n. 613 – 294

 

 

 

 

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