Camici sporchi

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Con il suo articolo Alex Scardinafa il punto sullo scandalo recente nella Sanità modenese

Camici sporchi è il nome dato dai NAS di Parma all’operazione “chirurgica” cominciata alle 5:00 di venerdì mattina presso il policlinico di Modena. Ben 68 sono i medici indagati, 12 le aziende che fornivano materiali al policlinico a cui è stata vietata qualsiasi contrattazione con la Pubblica Amministrazione, nove gli arresti, di cui otto domiciliari, tra loro Maria Grazia Modena, primario del reparto di cardiologia nel periodo relativo ai casi contestati; in carcere solo Giuseppe Sangiorgi, ex direttore della struttura di Emodinamica.

L’Accusa?

In ordine: sperimentazioni cliniche e impiego di apparecchiature non autorizzate, e, in alcuni casi, addirittura difettose; falsificazione di cartelle cliniche; corruzione, tangenti e truffa ai danni dello stato.

Secondo le ricostruzioni i ricchi dottori arrestati erano ai vertici di tre Onlus che avevano il compito di raccogliere le laute “donazioni” provenienti dalle aziende che così “promuovevano” i propri prodotti; se questo non fosse sufficiente, poiché “donazioni”, le tangenti erano pure deducibili dalle tasse.

Insomma, secondo i NAS di Parma eravamo in mano ad una equipe in grado di tenere il bisturi con la mano destra e le mazzette con la mano sinistra.

Questi i fatti e le indagini, per i commenti, invece, è sicuramente ancora presto.

Posso solo dire una cosa: qualora quanto ricostruito corrispondesse alla realtà dei fatti quelle imprese dovrebbero essere sciolte, se italiane, o costrette a non lavorare in Italia per diversi anni, se straniere. Per quanto riguarda, invece, i medici, essere operati senza anestesia con le apparecchiature non autorizzate che hanno imparato a conoscere bene…

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