Burqa: schiavitu’ moderna

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L’Assessore alle Pari Opportunità Claudia Severi interviene sulle polemiche sollevate sulla stampa

 

“La lotta contro il burqa non è solo una battaglia di sicurezza, ma è una battaglia contro un simbolo di segregazione delle donne. Il Burqa è totalmente incompatibile con i diritti di libertà, di uguaglianza e di pari dignità condivisi da tutti i paesi democratici.

Si tratta di una schiavitù moderna simbolo di sottomissione e discriminazione delle donne islamiche che vivono in Italia, diametralmente opposto al concetto di integrazione”.

L’Assessore alla Pari Opportunità del Comune di Sassuolo Claudia Severi riafferma la necessità di un’ordinanza che vieti il Burqa in città dove già si sono verificati casi segnalati all’Assessorato, in risposta alle polemiche sollevate in questi giorni sulla stampa.

“E’ tempo di passare dalle parole ai fatti – prosegue – per contrastare qualsiasi forma di sopraffazione, di cui la prigione di stoffa ne è un monumento. Auspicando che il Parlamento  a breve vari una legge nazionale, in discussione ormai da troppo tempo, a Sassuolo abbiamo deciso di passare dalle parole ai fatti. L’ordinanza che vieta il Burqa – aggiunge l’Assessore Claudia Severi – è una battaglia di civiltà e di cultura: un segno di orgoglio per le nostre tradizioni e per le nostre conquiste di libertà.

Una donna, se davvero è libera, potrà uscire e stare in mezzo alla gente senza burqa. Se invece non potrà più uscire, come sostiene Acis, restando in casa segregata, allora significa che per questa donna l’integrazione è ancora negata. Siamo pronti ad ascoltare quelle donne che si sentano segregate dai mariti, perché imporre alla stessa moglie la clausura e la reclusione a casa è perseguibile penalmente.

Queste donne non sono distanti dalla condizione di schiavitù che ci riporta alla storia passata. Diversamente da allora, però – conclude l’Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Sassuolo Claudia Severi –  affrontiamo questa paura: una sanzione amministrativa rende coattivo l’obbligo di girare a volto scoperto, mentre l’indifferenza ed il silenzio non aiutano né le immigrate né l’integrazione”.

 

U.st.

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