“Buona Condotta “

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Ovvero un inserto dal carcere, a cura del Gruppo “Carcere-Città” onlus, in allegato a Vivo Modena

 

“Il Gruppo Carcere – Città si è costituito pensando il carcere come una parte della città, come una istituzione al servizio del territorio e pensando il volontario come un cittadino che fa proprio il dovere di contribuire, con la propria esperienza, alla realizzazione di una città più solidale, più civile, più libera e quindi più sicura.

 

Coerenti con questo nostro mandato oggi proponiamo un “giornale” a tutti i modenesi – e grazie alla disponibilità di Vivo Modena ad ospitarci avremo una diffusione capillare.

“Buona Condotta” – questo il titolo dell’inserto allegato a Vivo – vorrebbe essere uno strumento per proporre idee, informazioni, interrogativi.

 

Contemporaneamente, con lo stesso titolo, nasce anche un blog (in corso di attivazione)  www.buonacondotta.it. Perché altre idee, altre considerazioni, altre emozioni possano circolare, tra loro dialogare, e insieme  fare un passo avanti verso una società capace di ascoltarsi e  di ascoltare, di fare cultura attraverso una pratica di cittadinanza nel rispetto reciproco.

 

Oggi, quando di fronte alla complessità dei contesti problematici si propongono risposte facili (sanzioni e ancora più carcere) risposte “rassicuranti” e non di sicurezza, di ordine pubblico e non di ordine sociale, noi, senza sottovalutare i problemi, proveremo dal nostro osservatorio, ad offrire anche un altro punto di vista”.

 

Paola Cigarini, Gruppo Carcere – Città, Modena

 

“Uscirà in decine di migliaia di copie, con una visibilità potenziale forse mai avuta in precedenza, una pubblicazione nata dentro e fuori dal carcere, insieme al carcere, tenendo aperto un canale di comunicazione vero, grazie al lavoro del Gruppo Carcere-città di Modena.

Al centro di Vivo Modena di questa settimana, come inserto staccabile a colori, c’è “Buona Condotta”, iniziativa editoriale gestita in autonomia da Carcere-Città.

Personalmente, sono contento che si sia chiesto a noi di veicolarlo e mi è piaciuta l’idea di poter aiutare ad aprire nuovi strumenti di dialogo per la città e certe sue parti problematiche, spesso negate e comunque dolorose, per chi vive la pena e per chi ha subito i reati che a quella pena hanno condotto. Senza dialogo, mi hanno insegnato, non c’è speranza di recuperare ad una vita attiva e positiva chi ha sbagliato. E non è questo ciò che in democrazia che chiediamo al carcere?”.

Roberto Serio, Direttore di Vivo Modena

 

 

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