Buon viaggio, buon lavoro

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Nell'inverecondo balletto delle ipotesi e  dei rimpalli di responsabilità  che in Italia seguono a ogni evento, tragedie comprese, quello che fa più male è leggere  che la ""Rotaia ha ceduto, stava per essere sostituita"". Tutto questo rende la tragedia ancora più dolorosa e ingiusta, perchè poteva essere evitata.

Fonte dell’immagine: http://milano.repubblica.it/


Sarà difficile, impossibile, dimenticare quello che è accaduto in una fredda mattina di gennaio, una mattina qualsiasi, uguale a tante altre, mattine che vedono spostarsi lavoratori e studenti. I pendolari usano il mezzo più sicuro, il treno: convinzione questa  non solo indotta dalla pubblicità delle FS, ma anche e soprattutto da considerazioni ragionevoli su traffico, nebbia, altre condizioni meteo pericolose e negative,  come la neve, il ghiaccio.

La realtà, purtroppo, è assai differente dall’ideale che gli smaglianti spot pubblicitari e le multicolori pagine patinate delle riviste ci propongono, ossia treni lucenti, puliti, in orario, comodi, silenziosi, a costi equi e accessibili, con tanti posti a sedere occupati da gentiluomini e gentildonne, senza un problema al mondo, se non quello di non disturbare il prossimo.

Invece, chi, per studio o lavoro, o anche per diporto, usa il treno,  sa che dovrà fare i conti con costi elevati anche per brevi tratte, con ingiustizie quotidianamente perpetrate, con passeggeri non paganti, con soggetti pericolosi impuniti, arroganti e violenti, con sudiciume  intollerabile anche per  chi non è particolarmente schizzinoso. Non si contano i ritardi, i disservizi, le anomalie incomprensibili  e frequenti.

Quando poi a tutto questo si aggiunge il pericolo reale ed effettivo della rete ferroviaria, trascurata, mal gestita, superficialmente controllata … si arriva alla tragedia, come quella avvenuta tra Seggiano di Pioltello e Segrate, alle porte di Milano, il  25 gennaio scorso, costata la vita a tre persone, con il ferimento di altre quarantasei e il caos totale per giorni sulla tratta interessata.  Il convoglio era partito da Cremona ed era diretto a Milano Porta Garibaldi con il suo carico di lavoratori e studenti.

Nell’inverecondo balletto delle ipotesi e  dei rimpalli di responsabilità  che in Italia segue a ogni evento, tragedie comprese, quello che fa più male è leggere  che la “”Rotaia ha ceduto, stava per essere sostituita””, rendendo la tragedia ancora più dolorosa e ingiusta, perchè poteva essere evitata.

Tutti, per un periodo lungo o breve della nostra vita, da studenti i da lavoratori, siamo stati dei pendolari o abbiamo avuto fra le persone a noi care chi viaggiava per gli stessi motivi… Augurare buon viaggio, buon lavoro, è  l’affettuoso e spontaneo saluto che si riserva  ogni mattina a chi esce di casa, non  si pensa certamente che vada incontro a pericoli, in particolare dovuti non alla fatalità, ma all’incuria, alla trascuratezza, alla colpevole ignavia nella manutenzione.
Non deve accadere che, per errori umani, per mancata diligenza, per colpevole leggerezza, la quotidiana routine si trasformi in tragedia, tale da sconvolgere per sempre  l’esistenza di chi ha perduto una persona cara… ma anche di chi, ferito e terrorizzato, vivrà con perenne angoscia i futuri obbligati  viaggi in treno.

Meschino e inquietante, infine, che a prendere il primo posto nei notiziari, appena passato il primo giorno, sia tornato  il mondo politico, ripiegato su se stesso e sulle sue interminabili beghe, con i politicanti occupati a organizzare incommentabili inciuci, preoccupati di accaparrarsi i seggi elettorali “”sicuri”” per avere la certezza dell’elezione onde poter posare le terga, per i prossimi cinque anni, su una poltrona qualsiasi.

Si candidano per il bene dei cittadini e del Paese, anche se dimenticano i cittadini nel momento stesso in cui pronunciano con sussiego queste parole.

Nel frattempo, i cittadini dimenticati continueranno ad alzarsi all’alba, per recarsi nei luoghi di studio e di lavoro, confidando  nella buona sorte più che nell’efficienza di chi li amministra.

Una piccola precisazione, prima di presentare il numero on line da oggi: con il più sincero grazie a tutti Voi per l’interesse che dimostrate a Bice, anche un avviso a chi, senza ritegno,  si spinge fino a copiare di sana pianta interi passaggi degli articoli, riproponendoli poi come propri, sui social. Ci sarebbe un nome per definire costoro. Mi limito a definirli patetici, anche perchè la copiatura, l’imitazione, costituiscono la forma più meschina di ammirazione.

In ogni caso, da oggi, la scritta ©Riproduzione Riservata, in calce agli articoli originali, protegge il lavoro degli Autori. Grazie.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Buon viaggio, buon lavoro

di A.D.Z.

Una settimana di terrore

di Massimo Nardi

Scelti dalle segreterie dei partiti i semifinalisti della gara per un posto al sole. Fra riconferme di persone incollate alla poltrona, poche le novita’ nelle liste elettorali.

Il centralismo per nulla democratico e il tempo della pioppa

di Alberto Venturi

C’è la conferma di come la democrazia non si identifichi con una formula, dalla quale può essere soltanto aiutata, ma soltanto dalla volontà di chi ha il potere, di condividerlo. La storia va così; ci sono anche i tempi in cui bisogna tenersi stretti alla pioppa.

Le interviste di BICE: M° Marco Montorsi

Redazionale

BICE intervista il M° Marco Montorsi, direttore della Corale Gian Federico Annoni Cámpori di Spezzano

Festival Cabaret Emergente

di Corrado Corradi

Grande successo per la seconda serata di selezioni della 25^ Edizione del Festival Cabaret Emergente, edizione 2018,  a Villa dei Glicini di Pozza di Maranello.

“”Ma mi faccia il piacere!””

di Paolo Danieli

Il M5S non è un partito, non è legato al  territoritorio nè a persone o gruppi. E’ un’organizzazione alle dipendenze del proprietario unico della piattaforma Rousseau, la struttura informatico-organizzativa attraverso la quale controlla tutto, compresa la scelta dei candidati. Solo lui ha le chiavi e tutti i dati.

Jobs Act

di Eugenio Benetazzo

I rappresentanti del PD si vantano dei risultati occupazionali prodotti grazie al varo di questa riforma sul diritto del lavoro: soprattutto Renzi non fa altro che ostentare il successo delle sue politiche occupazionali nei suoi precedenti anni di governo. Andiamo per gradi e vediamo se effettivamente è proprio così.

Auguro a tutti buona settimana e buona lettura del n. 592-272

 

 

©Riproduzione Riservata

 

 

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