Bullismo e delinquenza minorile: quali cause?

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Vanno moltiplicandosi anche in territori a noi vicini casi di “bullismo” o peggio di veri atti di delinquenza giovanile, anche da parte di ragazzi di buona famiglia. Il tema è stato affrontato da Pensiero Libero nel più ampio quadro dei rapporti tra famiglia e scuola, tra famiglia e società e ne è venuto fuori uno spaccato della situazione giovanile molto preoccupante. Scuola e famiglia non parlano e non collaborano abbastanza per l’educazione dei giovani. Genitori, insegnanti e ragazzi presenti hanno rilevato come la nostra società sia pervasa da apatia e sottovalutazione del problema e come sia diffusa l’inadeguatezza della famiglia e della scuola a svolgere la loro funzione di educatori in un rapporto di cooperazione e di “”coeducazione””. In funzione degli obiettivi che si prefiggono (educare, istruire,formare cittadini maturi), si tratta di un rapporto assolutamente insostituibile, lo stesso rapporto che hanno le due mani nell’atto di prensione. La famiglia corre sempre per produrre, guadagnare, consumare, per parcheggiare i figli e si ritrova troppo

spesso “”separata”” senza poter o voler dedicare tempo per la scuola. Anche la scuola vive i suoi problemi ed in particolare la precarietà, la demotivazione e la difficoltà di comunicare con la famiglia; inoltre si ritrova una materia prima (i ragazzi) impreparata all’impegno scolastico. In questo stato di cose è urgente riflettere sulle responsabilità e sulle buone regole che permettano alla famiglia di educare e alla scuola di insegnare con rinnovato calore umano e in un rapporto di reciproca stima, collaborazione e comunicazione. La dott.ssa Nordi, relatrice dell’incontro, ha pure dettato alcune buone ricette miranti ad arricchire la formazione dei genitori e degli insegnanti nel loro compito educativo e formativo, in particolare a puntare sull’empatia e le buone regole della comunicazione, per costruire nei ragazzi l’autostima. Allarmanti e significativi sono apparsi i dati di alcuni sondaggi effettuati un una scuola di Carpi e nell’Istituto C.Cattaneo su come i ragazzi considerino lo “”sballo””, sul perchè siano spesso assenti, sulle proposte che essi pongono a rimedio dei loro problemi, su come vorrebbero i loro genitori e gli insegnanti. Questi sondaggi hanno evidenziato ragionamenti dei giovani spesso trascurati e portano Pensiero Libero ad inserire anche questo tipo di politiche tra le priorità della nostra società.

 

 

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