Buletoncrazia

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“La giustizia / che gioca co' la spada/ diventa giusta/quando cambia strada. “art. di Calibano

Il nostro amico grecista dice che stiamo andando verso una buletoncrazia. Il neologismo l’ha coniato lui per indicare il regime del governo dei giudici, tenendo conto che in greco giudice si dice “buleton”. E’ rimasto colpito dalla rabbiosa reazione dei soliti giudici politicizzati alla trombatura dei loro colleghi che si erano messi in lista alle elezioni.  

 

Egli vede la tendenza di tali giudici a invadere tutti i gangli del potere con reiterate manifestazioni di intromissione del potere giudiziario nella vita di ogni giorno. “ Ad esempio l’ ILVA – ci dice – con il provvedimento incomprensibile del blocco della vendita dei prodotti finiti, che non inquinano se non quando lasciati ad arrugginire in banchina”.

L’attacco, con indizi più o meno gravi, più o meno reali, agli stessi capisaldi dell’economia nazionale indica un chiaro intento destabilizzante. Se così fosse, sarebbe grave. Si rischierebbe di cadere in un regime analogo a quello sovietico, con la doppia morale e la “langue de bois” , ovvero la menzogna sistematica. L’ Europa, e in misura minore l’Italia, hanno già visto dei periodi di buletoncrazia.

Gli auto da fè dell’Inquisizione spagnola non erano altro che dimostrazione del potere dei suoi giudici che, si badi bene, ritenevano di essere nel giusto e di applicare correttamente le leggi. Per restare ad esempi di casa nostra, il processo a Galileo, il rogo di Giordano Bruno, i processi ai Benandanti, il rogo di Girolamo Savonarola sono esempi dell’esternazione dello stesso potere.

Anche oggi vi sono stati casi di arbitri. Non dobbiamo dimenticare che i processi nell’Europa dell’ Est e lo stesso processo di Stalin ai medici ebrei, fortunatamente troncato dalla morte del dittatore, avvenivano “”legalmente”, mandando a morte persone per qualche cavillo di legge. In questo caso il potere era saldamente detenuto dal tiranno, ma la buletoncrazialegibus soluta, lo sosteneva con la sua interpretazione delle leggi. Si potrebbe andare avanti parecchio con gli esempi di casi in cui il potere giudicante ha preso il governo, ma si può sintetizzare efficacemente con un aforisma del poeta romanesco Trilussa:

 La giustizia / che gioca co’ la spada/ diventa giusta/quando cambia strada. “
Nelle recenti elezioni gli Italiani hanno chiaramente indicato che non vogliono una giustizia invasiva, bocciando la lista dei giudici manettari. La casta dei giudici politicizzati risponde con una reazione rabbiosa. Vedremo chi la spunterà: se i giudici o il popolo.

Certamente è un brutto spettacolo.

 

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