Bufera in Consiglio Comunale Leggi aggiornamenti

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A Modena, da qualche tempo si respira un clima di ostilità fra le forze politiche rappresentate che sempre più spesso degenerano anche con attacchi rivolti alla persona. Non potendo testimoniare dell’accaduto in quanto non presenti pubblichiamo quanto ci segnalano in proposito i diversi consiglieri comunali

 

 

Luca Ghelfi: rissa in Consiglio Comunale a Modena

 

Le dinamiche politiche fra maggioranza e opposizione possono essere dure, ma troppo spesso ultimamente il Consiglio Comunale di Modena è diventato un vero ring dove lo scontro è continuo, l’insulto all’ordine del giorno.

Dispiace vedere come sia sempre più frequente l’interpretazione delle interrogazioni da parte della maggioranza come forme di attacco personale, o insinuazioni, piuttosto che quello che esse sono: un esercizio di democrazia, da parte della minoranza, e un momento di chiarezza per la maggioranza, che ha occasione di spiegare e chiarire.

Attribuire a chi non ha il potere esecutivo, ma solo quello di controllo, come fa la Giunta, i continui scontri, è scaricare le proprie responsabilità. A domanda, a richiesta, al limite anche alla provocazione, chi governa dovrebbe rispondere con dati, numeri, e azioni. Non offendersi, o offendere.

Se le sinistre pensano di poter tornare agli anni delle maggioranze bulgare, se lo tolgano dalla testa: oggi l’opposizione rappresenta la metà della città, e della provincia in generale, ed è forte di questo che chiede spiegazioni. Le quali sono dovute, a chi rappresenta il voto di metà della città.

 

Avv. Luca Ghelfi

Consigliere Provinciale – PdL

 

Pd, appello all’opposizione: cambiamo insieme le regole

Il capogruppo in Consiglio comunale Paolo Trande chiede una riforma condivisa

 

Il commento di Paolo Trande, capogruppo Pd, a quanto avvenuto ieri in Consiglio

 

«Ieri, ancora una volta, in Consiglio comunale è andata di scena una gazzarra scatenata dalle provocazioni del consigliere Ballestrazzi che, freddamente e con rara cattiveria, pianifica attacchi personali e provocazioni  nei confronti della Presidente del Consiglio, del Sindaco e, prevalentemente, delle consigliere della maggioranza.

Non si era mai visto un consigliere rispondere al sindaco di Modena, dinanzi ad una richiesta di colloquio:

Se hai bisogno vieni qui”.

Questo è un attacco a tutto il Consiglio Comunale, compiuto per gettare discredito sulle Istituzioni, alimentando il clima di anti-politica che serve a portare acqua alla causa di improbabili difensori del popolo.

Complice un regolamento che non dà poteri sanzionatori alla presidenza del Consiglio e un clima già surriscaldato dalle intemperanze leghiste, il Consigliere Ball
estrazzi si è prodotto in una serie ripetuta di interruzioni e di insulti, anche personali, nei confronti di alcuni consiglieri del Pd e, in ultimo, della Presidente del Consiglio, accusata di essere parziale.

Il Pd difende con forza la Presidenza del Consiglio attaccata con viltà nonostante abbia sempre mostrato equilibrio, saggezza e completa aderenza al regolamento (altro che mancanza di polso).

Alle farraginosità e all’inefficienza del regolamento si aggiungono i provocatori di professione a rendere ancora più infruttuose le sedute del Consiglio aumentando l’arretrato di istanze, i tempi di risposta alle interrogazioni e di svolgimento delle mozioni.

Il gruppo del Partito Democratico condanna l’inciviltà politica e personale di alcuni consiglieri il cui unico contributo al dibattito è la provocazione e l’insulto. E’ ormai inderogabile una riforma del regolamento che dia più efficienza ed efficacia al Consiglio anche attraverso maggiori poteri sanzionatori per la presidenza del Consiglio, impossibilità di formare nuovi monogruppi non usciti dalle urne, introduzione del question-time, riduzione del numero di consiglieri in commissione. Non si tratta di mettere il bavaglio ad alcuno né di limitare il libero confronto ma di rendere operativi gli strumenti della democrazia. E lanciamo un appello alla parte più responsabile dell’opposizione – ovvero alla maggioranza dei consiglieri – per isolare i “seminatori di vento” e condividere con noi una riforma che non è di destra né di sinistra ma semplicemente di buon senso. Per il bene del Consiglio e della città».

 

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Consiglio comunale, “troppo testosterone”

Nuove regole, la consigliera del Pd Caporioni interviene nella polemica

 

La consigliera comunale del Pd Ingrid Caporioni interviene nella polemica sul nuovo regolamento del Consiglio. Ecco la sua dichiarazione

 

«Non riconoscere l’autorità dell’arbitro – e quindi i suoi poteri – è la parola d’ordine lanciata da una destra sedicente liberale che dei principi liberali se ne infischia allegramente. E’ la parola d’ordine, tanto per capirci, brandita dal presidente del Consiglio per attaccare di volta in volta il Presidente della Repubblica, la Corte costituzionale, il Csm e la magistratura tutta.

Una minoranza della minoranza in Consiglio comunale – incluso il consigliere Ballestrazzi – traduce in salsa modenese lo stesso schema, la stessa passione incendiaria per la provocazione e lo sfottò. E disconosce anch’essa l’autorità di chi – la presidenza del Consiglio – ha il compito di governare il corretto svolgimento dei lavori.

Nel caso di Berlusconi si accampa la scusa – alla faccia dei principi liberali – che gli organi di garanzia sono di parte; nel caso dei replicanti locali la scusa – ancor più miserevole – è, qualche volta, la presunta mancanza di polso del presidente del Consiglio, qualche altra, la sua presunta partigianeria.

Salvo poi gridare allo scandalo e stracciarsi le vesti quando il suddetto presidente dimostra di averne non uno ma due di polsi e difende giustamente non solo le sue prerogative ma quelle dell’Istituzione, che è al di sopra delle parti. E lo fa per il bene del Consiglio e della città, stufa di assistere a risse accese da pochi e ben individuati provocatori. Gli stessi che adesso vestono la pelle d’agnello e gridano “al lupo al lupo” agitando il pericolo di una dittatura della maggioranza.

Ho il fondato sospetto è che all’origine di tanta confusione – di idee e di comportamenti – ci sia non solo maleducazione e vuoto politico ma anche un tasso eccessivo di testosterone, una propensione tutta maschile all’aggressività verbale e non. D’altra parte non è un caso che la presenza femminile tra le file della minoranza sia ridotta all’osso come non è un caso che le ire dei “consiglieri-machisti” si rivolgano con particolare virulenza contro una presidenza che, per la prima volta nella storia del Consiglio comunale, è affidata proprio a una donna. Invidia?».

26 marzo 2010 

 

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“Un regolamento che garantisca anche l’opposizione”

  Le regole servono a dare a tutti le stesse opportunità

 

La consigliera Giuliana Urbelli del Pd, presidente della commissione Risorse, interviene nella polemica sul nuovo regolamento del Consiglio comunale. Ecco la sua dichiarazione.

 

«Esiste un problema generale che riguarda la modifica di alcuni passi del regolamento, necessaria per rendere più efficaci i lavori del Consiglio. Oggi riguarda anche il rafforzamento delle funzioni della Presidenza e le sanzioni al comportamento dei presenti in aula. Su questo fronte io credo che occorra trovare una soluzione che garantisca maggioranza e, soprattutto, opposizione. La democrazia non è “dittatura della maggioranza” – come sapevano già i padri della Costituzione americana – ma rispetto della volontà popolare nell’ambito di un sistema di garanzie che tuteli anche le minoranze. E’ esattamente quello che chiediamo. Le regole servono a dare a tutti le stesse opportunità, quindi bisogna cambiarle insieme – maggioranza e opposizione – e per questo il Pd è pronto a mettersi attorno a un tavolo per discuterne. Personalmente auspico che si vada in questa direzione, solo regole chiare e condivise danno la necessaria autorevolezza anche a chi ha il difficile compito di farle rispettare.

Poi c’é il tema del rispetto reciproco e della correttezza dei comportamenti che, in politica, non è solo forma ma sostanza. Su questo fronte credo che tutti dovremmo fare uno sforzo in più».

26 marzo 2010

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