Botta e risposta

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Terremoto nel gruppo del PdL in consiglio comunale a Modena. Tre eletti su nove abbandonano il gruppo ed aderiscono ad altri partiti. Questi alcuni commenti e precisazioni a caldo.


Andrea Galli, Pierluigi Taddei e Sergio Celloni

 

Luca Ghelfi: scelta che non condivido, ma su cui riflettere

 

Non è il momento migliore visto che stiamo entrando nuovamente in campagna elettorale, e non credo sia una scelta opportuna visto il cambio di equilibrio nell’alleanza a livello comunale: Andrea Galli, Pierluigi Taddei e Sergio Celloni, annunciano una decisione che mi dispiace molto, e che francamente non condivido. Mi rammarico davvero che persone che da sempre vivono nella politica, e che con coerenza avevano sposato la strada che ha condotto al partito unico del centrodestra, oggi facciano scelte diverse, pur nel rispetto dell’alleato Lega Nord, che almeno per quanto concerne Taddei e Galli, accoglierà i fuoriusciti.

Sentiremo domani le motivazioni di questi ultimi, e oggi abbiamo letto quelle del consigliere Celloni. Ma credo che comunque sarà necessario farsi alcune domande su quanto sta accadendo, e sul perché persone che sono state coerentemente sempre dalla stessa parte, che hanno contribuito nel loro piccolo a comporre il partito unico, oggi a Modena scelgano di andare altrove. Cosa non ha funzionato qui da noi? Sarebbe troppo facile bollare questa come la scelta dei singoli. Un grande partito in crescita, deve chiedersi sempre il perché di certe scelte. E soprattutto perché il malcontento di alcuni non ha trovato altra via dell’abbandono del partito.

E’ questo che io per primo tenterò di capire: e invito la dirigenza modenese a fare altrettanto. Auguro buona fortuna nei loro nuovi partiti a Taddei, Galli e Celloni, nell’obiettivo comune di portare l’alternanza di governo anche nella “rossa” Modena.

 

Avv. Luca Ghelfi

Consigliere Provinciale – PDL


Bonaccini: “Il Pd aggrega, il Pdl perde pezzi”

Il segretario regionale dei Democratici commenta il “terremoto” che ridisegna la mappa del centrodestra in Consiglio comunale a Modena

 

Trasmettiamo una dichiarazione del segretario regionale del Pd Stefano Bonaccini.

« I fatti parlano chiaro. A Modena, mentre il Partito democratico aggrega altre forze politiche riformiste – socialiste e di sinistra – il Pdl perde pezzi a destra e a manca. Se è vero quanto anticipato in queste ore dalla stampa, siamo di fronte a un terremoto che ridisegna la mappa del centrodestra in Consiglio comunale. Il Pdl perde in un colpo solo tre consiglieri, uno verso il sud di Lombardo, due verso il nord della Lega. In questo modo il Partito delle libertà diventa il Partito del “Liberi tutti”: nonostante abbia preso alle amministrative più del doppio dei voti della Lega si ritrova, a Modena, con 5 consiglieri, uno meno del Carroccio. Una novità clamorosa che mette in evidenza due cose: a) il peso crescente della Lega e della sua politica estremista, in barba a quanti, nel centrodestra, dichiarano di rappresentare l’opinione pubblica moderata; b) le crescenti difficoltà del centrodestra, sia a livello locale che nazionale, a tenere insieme le diverse anime della coalizione.

Non siamo soliti occuparci dei litigi in casa altrui ma quanto sta accadendo a Modena ci riguarda tutti ed è evidentemente il sintomo di una crisi più grande che investe direttamente la leadership di Berlusconi. Il Paese avrebbe bisogno di stabilità e di certezze. Invece il centrodestra, sempre più spaccato al suo interno, non è in grado di offrire certezze nemmeno ai suoi elettori, a Modena come a Roma»


  Il 3 nel 2

 

Le prove di trasmissione esercitate finora dal gruppo
consiliare del PDL hanno fatto saltare i fusibili ai tre suoi componenti che hanno deciso di passare alla Lega Nord ed al MPA.

La convinzione è quella di non avere mai fatto pulizia in casa in merito agli scopi da raggiungere ed alle “”figure politiche”” da presentare all’elettorato modenese del PDL.

Nè può essere portata come scusante il “”mancato ballottaggio”” della candidatura a sindaco di Pellacani, che non avrebbe comunque provocato alcun ribaltone.

La verità vera è che non è mai stato risolto il confronto interno alla ex Forza Italia sul ruolo politico della Bertolini, che ha condizionato anche il gruppo di AN  e quello dei Popolari al momento della costituzione del PDL e che ha determinato di fatto una impasse politica e la ingovernabilità del partito dei moderati modenesi.

L’invito a coloro che hanno a cuore la credibilità del neonato PDL è quello di farlo subito, questo confronto, in modo che risulti un vincitore vero, un capo, che abbia il consenso elettivo e non un “”mandato”” da un Verdini qualsiasi.

 

Giuseppe Barbanti 

  Circolo della Libertà – Cognento – 


“Dopo nemmeno sei mesi il Pdl va in tilt”

Il segretario cittadino del Pd, Boschini, commenta l’uscita simultanea dal gruppo del Pdl di ben 3 consiglieri comunali  

 

“Nemmeno sei mesi dalle elezioni e il Pdl di Modena va in tilt. Viene da chiedersi se il Popolo delle libertà sia un partito vero, dotato di valori, ideali e visioni comuni, o piuttosto solo una raccolta di percorsi individuali, che possono cambiare traiettoria con facilità. In ogni caso, è la conferma che il Pdl a Modena è segnato da lacerazioni profondissime, che continuano a segnarne l’azione politica”.

Così il segretario comunale del Pd Giuseppe Boschini commenta la pressoché simultanea uscita dal gruppo del Pdl di ben tre consiglieri comunali: Sergio Celloni, che va a “fondare” a Modena il MpA; Andrea Galli e Pierluigi Taddei, che invece entrano nella Lega Nord.

“In attesa di conoscere meglio le motivazioni di questi passaggi – prosegue Boschini – le domande sono molte. Viene da chiedersi cosa ci sia davvero, almeno a Modena, sotto la sigla Pdl: quanto consenso c’è per il ‘partito del predellino’ nelle persone stesse che dovrebbero incarnarlo in città? E i modenesi che hanno votato Pdl possono sentirsi tranquillamente rappresentati da una forza politica che in pochi mesi ha perso un terzo dei suoi eletti? E come si inseriranno nella Lega Nord i nuovi arrivati? Ci auguriamo che queste modifiche nel panorama politico modenese, a pochissimi mesi dall’avvio della legislatura, segnino la definitiva sconfitta dell’opposizione urlata e volta solo a delegittimare chi governa la città, cui abbiamo assistito finora, a favore di una minoranza più capace, nel merito, di fornire un contributo di idee, proposte, anche di critiche dure ma costruttive, per il bene comune di questa città”.

 

PdL al capolinea: UdC vera alternativa alla sinistra

 

La recente vicenda modenese, che ha visto ben tre consiglieri comunali del PDL uscire dal proprio gruppo per approdare in quello della Lega e, nel caso di Celloni, addirittura fondarne uno nuovo (MPA), non fa che confermare ancora una volta l’evidente fallimento del bipartitismo forzato che sta impedendo al nostro Paese di avere quella necessaria spinta riformatrice di cui ha strenuamente bisogno.

E’ da tempo che noi sosteniamo che PD  e PDL non sono due veri partiti ma solamente due grossi contenitori, del tutto incapaci di dare risposte di governo; difatti, dove conquistano il potere sono costretti a sottostare ai diktat dei loro alleati più estremi, Lega Nord e Italia dei Valori, dove, invece, non sopraggiunge la vittoria elettorale, si manifesta una sostanziale incapacità a svolgere il ruolo di opposizione,
tanto che, in poco tempo le divisioni interne riaffiorano spaccando la classe dirigente.

Stiamo, dunque, assistendo a Modena al naufragio del PDL, un progetto politico che, basandosi unicamente su personalismi e particolarismi, è, per stessa ammissione dei consiglieri dimissionari, del tutto incapace di perseguire il bene comune e rappresenta il vero alleato di comodo del PD, oggi più che mai in difficoltà anche nella nostra provincia.

Si prenda dunque atto che a Modena, come nell’intera Emilia Romagna, l’unica alternativa credibile alla sinistra è rappresentata dall’Unione di Centro, una forza moderata, che ha come faro il bene comune, capace di esprimere contenuti programmatici in linea con i bisogni dei cittadini, ai quali va garantita finalmente una vera alternanza di governo anche nella nostra regione.

           

Davide Torrini                                                                                                   

Consigliere comunale   

Capogruppo UDC Commissario regionale UDC 


 

Gian Paolo Lenzini: Il PdL recuperi il rapporto con la gente

 

L’uscita dal PdL dei Consiglieri Comunali di Modena dispiace enormemente, anche dal lato personale, perché interrompe un percorso politico comune con amici stimati ed impegnati.

Questo fatto,  se si vuole analizzare senza infingimenti la situazione del centro-destra modenese, rappresenta l’emergere della preoccupante situazione di malessere che grava sul Partito  a Modena.

Avevamo già denunciato, in tempi non sospetti, tale problematica, sottolineando l’esigenza che la Dirigenza provinciale del PdL affrontasse senza indugio e con spirito unitario il discorso del coordinamento politico dell’autonoma attività dei Gruppi Consiliari, la stretta collaborazione con i dirigenti periferici, il radicamento del nostro movimento sul territorio.

Ritenere che quanto avvenuto sia frutto delle sole tensioni del Gruppo Consiliare di Modena, è politicamente sbagliato: è soprattutto la presenza e l’attività del PdL sull’intero territorio provinciale che deve essere affrontata e rivista.

Credendo nel progetto del PdL ci sentiamo impegnati a realizzare tale disegno anche nella nostra realtà: ancora una volta ci mettiamo a disposizione, invitando i Coordinatori provinciali ad una urgente ed approfondita riflessione sull’odierna situazione e sulle sue implicazioni, coinvolgendo tutte le sensibilità interne al PdL modenese in un dialogo aperto, costruttivo, inclusivo.

Per quanto riguarda il PD che oggi parla della sua capacità di aggregazione, vorrei ricordare che alle ultime elezioni ha rischiato di andare al ballottaggio un po’ ovunque in Emilia. Che a livello nazionale continuano a staccarsi pezzi, e che il PDL è in crescita, contrariamente a quanto accade di solito a chi è al governo.

Quindi a Boschini e Bonaccini suggerirei di occuparsi delle difficoltà di casa loro, che sono tante, e di tutt’altra dimensione.

Avv. Gian Paolo Lenzini  

Vice coordinatore regionale – PDL

 

Risposta a Malaguti PdL

Dal Gruppo Consigliare Lega Nord

 

I commenti al passaggio di Galli e Taddei dal PDL alla Lega Nord; un altro caso dove, le persone poco informate o in malafede, applicano la politica dei due pesi e delle due misure.

Per chi capisce e ci conosce sa che il nostro passaggio dal PDL alla Lega Nord è stato non solo meditato e fonte di riflessioni ma è il naturale sbocco di una situazione sentita come insostenibile per la poca chiarezza a livello nazionale ed in seguito alle lotte fratricide ed inconcludenti presenti nella nostra realtà.

Possiamo affermare che entriamo nella Lega con molta umiltà, rispetto delle nostre e delle altrui Tradizioni, in punta di piedi, con la massima attenzione per chi è già presente nella Lega ed opera sul territorio da tempo.

Non possiamo però far passare le dichiarazioni di un tale, consigliere provinciale, quindi consigliere nominato e non eletto,che chiede le nostre dimissioni come “trasformisti”; a tal riguardo lo vogliamo tranquillizzare.

Siamo nelle stesse condizioni di Andrea Leoni, apprezzato consigliere regionale, che ai primi di dicembre 2007 uscì da Forza Italia in Regione e costituì il Gruppo delle Libertà, per poi rientrare in F.I. alla chetichella; la cosa non stupì né il consigliere provinciale che oggi si lamenta né l’on.Bertolini che, anzi!,spiegò soddisfatta l’operazione in una pubblica cena.

Ugualmente possiamo affermare che l’operazione di massimo successo del CentroDestra nella nostra Provincia, Caselli Sindaco a Sassuolo, è maturata in tutt’altro contesto, grazie ad Aimi e Lenzini e non certo grazie a chi, rosicando di rabbia,l’ha accettata perché ormai non era più possibile bloccarla.

Oggi noi, in piena coscienza, con la massima tranquillità e con la voglia di chiudere le polemiche, ma certo non di subirle, possiamo aderire alla Lega Nord dicendo, come il Poeta, “ è molto più quello che abbiamo dato di quello che abbiamo preso”.

 

                                                             Gruppo Consigliare della Lega Nord

                                                                               Andrea Galli

                                                                                Gigi Taddei

Fuga dal Pdl, Trande: “Probabili altre transumanze”

 

Il capogruppo del Pd in Consiglio comunale a Modena, Paolo Trande, analizza le conseguenze politiche dell’ “addio” di tre consiglieri al gruppo del Pdl. Ecco di seguito la sua nota.

 

«Gli eventi di transumanza politica, registrati a Modena in questi giorni (Celloni dal PdL all’MPA, Galli e Taddei dal PdL alla Lega) vengono commentati dagli esponenti locali del PdL con una babele di analisi. Si va dalla presa d’atto di una gestione del Pdl non adeguata (Lenzini) al marchio d’infamia di “trasformismo” dei transumanti e “slealtà della Lega” (Berselli) passando attraverso le “perplessità” dei leghisti “doc” sull’adesione al progetto Lega (Zavatti).

Non manca poi il commento di Leoni che sentenzia l’inaccettabilità dell’interferenza del Pd il quale sarebbe in una situazione di crisi irreversibile (sic!).

Ma questo attiene alla serie “proviamo a parlare d’altro che è meglio”.

Tornando alle vicende di transumanza vanno dette alcune cose semplici e chiare. Dal punto di vista istituzionale la fuga di tre consiglieri dal PdL produce tre effetti: genera un vulnus tra voto degli elettori e rappresentanza istituzionale; modifica sostanzialmente la natura della minoranza consiliare; aggiunge complessità e frammentazione.

Dal punto di vista politico farebbe comodo a qualcuno derubricare la vicenda c
ome tradimento o trasformismo. Ma le parole di Taddei, Galli e Celloni dicono altro.

Deficit di democrazia, personalismi, posizioni inaccettabili, opposizione preconcetta su scelte importanti per la città e altro ancora. Si ha l’impressione che vengano al pettine i nodi culturali e politici del cartello elettorale denominato PdL e che si stia logorando progressivamente il collante elettorale che aveva tenuto assieme il Partito del Predellino. Non è casuale che due dei tre consiglieri che abbandonano il PdL siano ex An, abituati a discutere in partiti veri, strutturati. Vanno via anche perché il PdL modenese non garantisce loro sedi di confronto essendo divenuto un partito leaderistico che riproduce anche a livello locale il modello nazionale.

Gli effetti di questo terremoto politico locale potrebbero anche non limitarsi al centro-destra né riguardare soltanto Modena. E’ molto probabile che seguiranno altre transumanze che renderanno ancora più evidente l’inadeguatezza del Pdl a tenere insieme esperienze diverse che vanno al di là dell’adesione fideistica e/o anti-sinistra. Oggettivamente il Pdl a Modena è oggi più debole e più esposto senza, con questo, avere rafforzato “politicamente” la Lega. Galli ha ragione: la Lega intercetta del voto ex-An per ragioni legate alla proposta politica e alla offerta di un partito che esiste, “fisico”. Ma siamo veramente sicuri che la “trasfusione” di consiglieri comunali ex Msi-An sia l’evidenza dell’irresistibile magnetismo attrattivo della Lega? Siamo certi che questa sia l’evidenza della crescita anche di consensi della Lega? Non ne sarei così sicuro. Gli effetti di passaggi ad alto contenuto simbolico, così caratterizzati politicamente (ex MSI) in una terra antifascista e di tradizioni di sinistra potrebbero riservare delle sorprese.

Concludendo, abbiamo abbastanza elementi per dire che a Modena c’è un Pdl in piena crisi d’identità e democrazia, più debole, “balcanizzato” ma è ancora presto per dire se sarà la Lega a beneficiarne. Per molti ex Msi il passaggio dalle idee e dalla retorica nazionalisto-patriottica alla cultura delle piccole patrie potrebbe non essere così agevole e potrebbe infastidire una parte di voto di opinione ex-sinistra che in questi anni ha votato Lega. Delle volte, specie in politica, si dice “la somma non fa il totale».

 

Risposta a Paolo Trande  

Luca Ghelfi: in che mondo vive il signor Trande? 

 

Se un extraterrestre cadesse oggi a Modena e leggesse le dichiarazioni di Paolo Trande avrebbe un’idea dell’Italia alla rovescia, dove il Partito Democratico fa lezioni di unità, coesione, e tenuta dei governi ad un Popolo delle libertà diviso. Peccato che la storia degli ultimi 15 sia l’opposto: governi nazionali di centrodestra che durano quinquenni, e di sinistra che cadono per le turbolenze interne di un’alleanza fondata sull’antiberlusconismo prima che sulla condivisione di ideali.

Quello che accade a Modena è un assestamento interno normale di un partito che arriva da più partiti, e dove trovare spazi può essere difficile. Ognuno poi fa le sue scelte, interne, o esterne. Ma la lezioncina morale del PD che prevede sfracelli, quella no per favore. Pensino alle miserie di casa propria: facendo attenzione anche alle certezze locali, perché perdere 15 punti in percentuale, come è accaduto a loro, vuol dire passare da percentuali bulgare a normali maggioranze. E queste ultime possono cadere, perché nella democrazia dell’alternanza questo può succedere, non è un disastro, anzi è sintomo di salute del sistema.

Augurarsi di vincere per mancanza di avversari, non è democratico.

Avv. Luca Ghelfi

 

Consigliere Provinciale – PDL

 

 

Risposta a Davide Torrini

 

Luca Ghelfi: la fine del bipartitismo? Lo chieda a Casini…

 

Non possono mancare, quando un partito, soprattutto se un grande partito, ha dei fisiologici assestamenti interni, coloro che cercano un po’ di visibilità occupandosi delle faccende di casa d’altri. L’ha fatto il PD, provando a far dimenticare il disastro degli ultimi due anni, a livello nazionale, ci prova oggi l’UDC.

All’amico Davide Torrini, ricordo che nessuno ha obbligato l’elettorato a polarizzarsi sui due partiti maggiori, ma che evidentemente gli italiani cercando governabilità, hanno scelto così, memori delle epoche in cui partiti del cosiddetto “zero virgola” decidevano le sorti dei governi.

Ma chi ormai ha dovuto prendere atto del bipartitismo è proprio Pierferdinando Casini, che pur di “abbattere” l’ex alleato Berlusconi ha proposto un’alleanza vasta con la sinistra (pure con l’IDV di Di Pietro): altro che alternativi a tutti, altro che terza via!

E poi rimettiamo i numeri al loro posto: pur con le difficoltà che vediamo oggi, il PDL ha raccolto più del 20% di consensi a Modena. L’UDC il 3,5%, meno che a livello nazionale. Come alternativa di governo a Modena, come nel resto d’Italia, l’UDC è stata bocciata non da Silvio Berlusconi o da Pierluigi Bersani, bensì dalle urne, dai cittadini.

 

Avv. Luca Ghelfi   

Consigliere Provinciale – PDL

 

Gian Paolo Lenzini:

 

Non so a cosa si riferisca Trande, ma lo inviterei ad occuparsi dei problemi del PD, e a Torrini invece ricorderei l’esito delle urne

La mia militanza politica, lunga, mi porta a valutare certe scelte con un po’ più di tranquillità: quello che sta accadendo in questi giorni nel PdL locale non è cosa che mi faccia piacere, come ho già avuto modo di ricordare, e credo che quando si è condiviso un percorso bisognerebbe provare democraticamente a far valere il proprio pensiero nel proprio Partito.

Ma questo è il mio pensiero. E un grande partito democratico e popolare, nonché moderato come il PdL può avere assestamenti locali e nazionali, dati dalla dimensione, appunto, e dalla compresenza di molte anime. Per questo non capisco perché dal PD arrivino queste “Cassandre” che prevedono implosioni, esplosioni, transumanze e affini.

E’ il PD nazionale se non sbaglio che nelle ultime elezioni politiche ha ottenuto un risultato ben al di sotto del 30%, che a Modena ha perso di fatto 15 punti in percentuale rispetto a 5 anni prima, che ha rischiato di andare al ballottaggio a Modena, alla Provincia (dove senza IDV ci sarebbe andato).

E’ il PD che ha perso un rappresentante come Rutelli, voce dei moderati. Che non riesce a staccarsi dall’IDV, per timore di dissanguare il suo elettorato, già molto ridotto.

 

Per quanto riguarda Davide Torrini, che candida l’UDC a vera alternativa di governo al PD, ricorderei che Pierferdinando Casini sta cercando sponda  a sinistra contro Berlusconi, che col suo 6% nazionale, non riuscirà mai a sostituire. In ossequio ad un bipolarismo, che ormai è nelle teste dei cittadini, prima ancora che dei politici.

Insomma, chi è senza peccato scagli la prima pietra: per questo credo, che aldilà della normale dialettica politica, dove ci sta anche mettere in rilievo le debolezze dell’avversario, sarebbe bene guardare ai propri problemi interni, ben sapendo che la crisi dei partiti spesso è crisi della politica stessa, e questo non è un bene per la democrazia.

Avv. Gian Paolo Lenzini  

Vice coordinatore regionale – PDL

 

Olga Vecchi merita rispetto

 

Olga Vecchi ha una lunga militanza politica in Forza Italia ed è stata fra coloro che hanno abbracciato con più entusiasmo il progetto del partito unico. Molti di coloro che oggi la criticano duramente erano ancora sui banchi di scuola quando Olga Vecchi entrava in consiglio comunale come rappresentante di Forza Italia, in un territorio come il nostro, dove appartenere a questa formazione politica – per usare un eufemismo – non era molto apprezzato.

Oggi da costoro arrivano parole che fanno allibire: definire patetici, sconclusionati i ragionamenti di Olga Vecchi, o accusarla, dopo 14 anni di attività politica, di non aver fatto nulla è vergognoso. Si può dissentire dalle posizioni espresse, è legittimo, e in un grande partito può accadere; ma l’offesa personale è caduta di stile che non si addice a chi ha un ruolo nelle istituzioni locali.

Ho sentito questi giovani parlare spesso di valori, di patria, di famiglia: ebbene il rispetto di chi ha lunga militanza, e qualche anno in più è parte fondante di questi valori. Ripeto: si alla critica politica, no alle offese personali. Credo che sarebbe bene che questi ragazzi, pur confermando, se ritengono, il loro dissenso dalle opinioni di Olga Vecchi, porgano le loro scuse per le parole poco riguardose che hanno pronunciato.

Per quanto mi riguarda, nella mia veste di vice coordinatore regionale PdL, chiederò agli organismi regionali e nazionali del partito di adottare nei confronti di Ricco e Malaguti le sanzioni previste dallo statuto per chi lede, con affermazioni pubbliche, l’immagine del PdL.

 

Avv. Gian Paolo Lendini

Vice coordinatore regionale – PDL


 

 

PDL: l’Ing. Matteo Malaguti replica alle dichiarazioni di Gian Paolo Lenzini

 

“Nella sua difesa d’ufficio della Vecchi, Lenzini arriva addirittura alla minaccia e al tentativo di intimidazione nei confronti dei giovani del Popolo Della Libertà. Oggi si scaglia contro giovani del PDL che, a differenza sua, si sono sacrificati nelle piazze e sul campo al servizio del grande progetto di Silvio Berlusconi e che stanno combattendo con determinazione contro una sinistra opprimente.

Vorremmo ricordare che Lenzini, a differenza delle persone che oggi senza alcun rispetto offende, non è mai stato eletto democraticamente né in un congresso di partito, né in una tornata elettorale, e sinceramente non lo ricordiamo per avere condiviso e partecipato a nessuna delle battaglie politiche né di Forza Italia prima né del Popolo della Libertà ora. Ma noi non vogliamo però cadere nelle dannose ed inutili provocazioni di Lenzini che evidentemente è solo in cerca di visibilità. Noi, continueremo a credere a batterci, con Silvio Berlusconi, per una politica delle idee e dei contenuti. Lasciamo volentieri a Lenzini la vecchia politica delle polemiche, dei veti e degli attacchi personali e personalistici. Il Popolo della Libertà non ne ha bisogno”.


 

PDL modenese: basta sparate sui giornali. La politica si costruisce tutti i giorni con impegno e lavoro duro

 

Se la Signora Olga Vecchi ha intenzione di fare il Grillo Parlante del Popolo della Libertà modenese faccia pure, ma prima ci dica quali iniziative ha realizzato o sostenuto per il nostro partito e per la Città.

Il PdL modenese esiste. E’ in piazza ogni
settimana, si riunisce e dibatte i problemi di Modena. Agisce nel consiglio comunale e nei consigli di quartiere. Manca solo Olga Vecchi e ci dispiace che per farsi notare non abbia trovato di meglio che un attacco sconsiderato ai nostri vertici. Non ricordiamo nessuna sua battaglia di rilievo fatta per i cittadini, e per i “15 anni di militanza politica” di cui lei fa vanto, ci sembra un po’ pochino…

Personaggi come la Signora Vecchi, e anche altri, tengono il PdL modenese ostaggio della loro mancanza di iniziativa e di visione politica, credendo che qualche sparata scomposta sui giornali rappresenti il modo per scuotere il nostro elettorato. Siamo invece convinti che l’unica strada per recuperare credibilità e offrire una valida alternativa alla sinistra, siano l’impegno e il lavoro duro.

Un impegno da riversare nelle iniziative di piazza che già ci sono, nei momenti di discussione che già ci sono, nei momenti di riflessione e di apertura ai cittadini che hanno trovato una occasione fondamentale nella prima Festa della Libertà.

Festa tanto vituperata, che è tuttavia la dimostrazione che quando si propone e si lavora è possibile mettere in campo iniziative per aprirsi agli elettori e fare politica attiva.

In quella occasione tanti giovani, dirigenti ed eletti del Popolo della Libertà sono stati impegnati, mentre la Signora Vecchi è stata, lei sì, capace soltanto di fare passerella posando in prima fila per le foto di rito. Non una proposta, non una sola offerta di un qualsiasi aiuto.

Da giovani, non comprendiamo come chi non ha mai fatto nulla nè detto una sola parola di rilievo nelle riunioni del partito che si sono succedute negli ultimi mesi, si possa permettere di sparare ad alzo zero. Ora spariamo noi e chiediamo conto alla Signora Vecchi di tutto ciò che non ha fatto per il Popolo della Libertà negli ultimi anni. Noi siamo dalla parte dei modenesi, e lei? Da che parte sta? Quali risultati tangibili ha ottenuto in tutti questi anni? Quali iniziative politiche ha realizzato? Quanto è stata capace di fare per portare consensi al centrodestra? Come può prendere di pontificare chi ha ottenuto un così esiguo risultato personale alle ultime elezioni?

Anche noi chiediamo un chiarimento. Vogliamo sapere a che gioco sta giocando il gruppetto che tiene in ostaggio il gruppo PdL in consiglio comunale. Per chi giocano? Per il PdL o per lanciare qualche improbabile candidatura alle prossime regionali? Per dare visibilità a loro stessi o per rendere visibili i problemi di Modena?

 

Attenderemo di vedere la Signora Vecchi in piazza con noi, al freddo o al caldo, in mezzo alla gente.

 

(Roberto Ricco, Presidente Provinciale Giovane Italia (PdL) Presidente Circoscrizione 1 Membro Coordinamento Provinciale PdL – Ferdinando Pulitanò, Consigliere Circoscrizione 1 – Francesco Baraldi, Coordinamento Provinciale Giovane Italia (PdL) Capogruppo PdL, Circoscrizione 2 – Angelica Izzo, Consigliere Circoscrizione 2 – Emilia Lazzarini, Coordinamento Provinciale Giovane Italia (PdL), Consigliere Circoscrizione 3 – Giuseppe Ferrari, Consigliere Circoscrizione 3 – Guglielmo Gibertini, Consigliere Circoscrizione 4)


 

 

 

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