Black Friday e il mercato drogato

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Conveniente o non conveniente, il Black Friday contribuisce a distruggere il rapporto di fiducia che dovrebbe esistere fra consumatore e venditore, sia esso iper, super o semplicemente negozio di vicinato.

La prima domanda sul Black Friday riguarda la sua vera convenienza.

Stando ad Altroconsumo la risposta è no. “Negli scorsi anni, abbiamo monitorato i prezzi di centinaia di negozi per capire se, a differenza delle settimane precedenti, le offerte proposte in questa ricorrenza fossero reali o specchietti per le allodole. Ne abbiamo tratto che gli stessi prezzi possono essere disponibili anche in altri periodi”.

“Verificando lo storico dei prezzi di alcuni prodotti segnalati come scontati nello scorso Black Friday, abbiamo visto che “le offerte” di fatto esistevano già prima dei quella data”. “Addirittura, in alcuni casi questi prodotti erano scontati maggiormente in passato rispetto al periodo del Black Friday. Insomma, per trovare l’offerta giusta non è necessario aspettare il quarto venerdì di novembre, ma basta un monitoraggio attento per trovare prezzi simili anche in altri momenti dell’anno”.

Conveniente o non conveniente, il Black Friday contribuisce a distruggere il rapporto di fiducia che dovrebbe esistere fra consumatore e venditore, sia esso iper, super o semplicemente negozio di vicinato. Un tempo i prezzi non cambiavano per  tutta la stagione ed i saldi, rigorosamente due volte all’anno, servivano a vuotare i magazzini della merce invenduta, tanto è vero che diversi esercenti si vantavano di non dovere praticare le svendite di fine stagione.

Oggi invece un prodotto e un servizio non hanno più un prezzo chiaro e così il latte –per esempio- che oggi paghi 1,5 € al litro, domani scende a 0,99 € per poi, dopo una settimana, risalire. Tra saldi, promozioni, Black Friday, ‘vendotutto’, ‘cambio gestione’ e ‘rinnovo locale’, il consumatore aspetta l’occasione propizia per avere un po’ di sconto o, più probabilmente, per non pagare in modo esagerato quella giacca o quella camicia che gli servono. Perché, se il prezzo scontato è una certezza e un’abitudine, significa che il prezzo di listino è soltanto uno specchio delle allodole e che il rivenditore calcola il suo guadagno sul prezzo scontato. Significa anche che i saldi e le altre promozioni sono le ‘vendite’ e non ‘svendite’.

A pagare il prezzo più pesante di questo nuovo modo di fare commercio, sono gli imprenditori più piccoli, quelli del negozio che da sempre ha vissuto su un rapporto di fiducia con il cliente. Alla grande distribuzione interessa piuttosto tenere viva l’attenzione dei consumatori e il loro portafogli aperto, perché non può permettersi settimane senza fuochi d’artificio.

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