Bisogna proporre la politica nell’ interesse di tutti

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Fabrizio Malaguti, 28 anni, segretario dei giovani Ds di Camposanto e assessore comunale. E’ lui uno dei pochi giovani modenesi under 30 a poter vantare un ruolo attivo nel Governo di un paese.

Bice continua il viaggio tra le nuove generazioni della politica modenese. Dalle parole di Malaguti si evince la passione politica che lo anima, ma si nota anche il desiderio di allargare gli orizzonti della politica, anche ai giovani.

 

Militi nel primo partito italiano per importanza numerica di iscritti. Pensi che la nuova classe politica dei Ds sia pronta a correre da sola oppure la presenza degli anziani è ancora determinante per definire le strategie di partito?

 

Penso che all’ interno del mio partito, a qualsiasi livello, dalla segreteria nazionale fino alle varie sezioni di base, sia necessario un confronto maggiore tra le varie generazioni, dove non siano esclusi gli anziani e la loro esperienza politica decennale ma anche le nuove leve siano valorizzate per la loro forza propositiva innovatrice. Tutto questo in un quadro italiano di profonda spaccatura tra le parti sociali e le varie generazioni, retaggio di cinque anni disastrosi di governo Berlusconi. Perciò il mio partito, partendo dalla propria classe politica, si deve far promotore di questa nuova  e maggior coesione tra le esperienze delle varie generazioni, nell’ interesse di tutto il centrosinistra e dell’ paese intero.

 

  A Camposanto sei l’assessore più giovane, l’unico sotto i trenta anni. Ma allo stesso tempo sei anche il segretario dei giovani Ds. La politica per te è solo passione oppure un futuro da politico non ti dispiacerebbe?

 

Fare politica con passione ed essere un politico per me vanno a braccetto; è da quando ero minorenne che mi appassiono alla politica perciò continuare su questa strada d’ impegno e soddisfazione personale per poi trovarmi un giorno a ricoprire un ruolo maggiore in ambito politico non mi dispiacerebbe.

Di sicuro  la mia voglia di impegnarmi in politica rimarrà immutata negli anni a prescindere del ruolo che potrei ricoprire in futuro, sia esso maggiore o minore di quello attuale.

 

Si dice spesso che i giovani non sono più attirati dalla politica, vuoi per l’alone di corruzione ormai insinuato nella mentalità collettiva, vuoi per la troppa ingerenza che le vecchi volpi esercitano, tappando le ali ai nuovi. Secondo te qual’è il vero motivo di questa disaffezione ?

 

Sul fatto che i giovani respingono la politica causa l’ idea di corruzione diffusa non sono tanto d’ accordo; in questi anni, dopo aver avuto contatti con giovani di tutte l’ età, mi sono accorto che queste generazioni sono poco qualunquiste ed hanno un forte spirito critico che cerca sempre di approfondire i temi di attualità oltre le apparenze riconosciute tacitamente dalla maggioranza delle persone. Direi che i giovani il più delle volte fanno politica a modo loro, con propri linguaggi, propri tempi e propri metodi e questo li porta ad allontanarsi da certi meccanismi grigi ed obsoleti che ancora permangono all’ interno dei partiti e della politica tradizionale. Il saper convogliare tutti questi nuovi stimoli sarebbe una ventata d’ ossigeno per il mondo politico, una nuova stagione di crescita ideale e programmatica che porterebbe a quel rinnovamento generale della società tutta.

 

Ti indico alcuni punti salienti del classico dibattito politico, quale ritieni il più importante? Scuola, lavoro, sicurezza, immigrazione, rilancio economico, sanità.

 

Premettendo che sono tutti di massima importanza ed ognuno complementare all’ altro, credo però che lavoro e sicurezza/immigrazione siano fondamentalmente i più importanti. Il primo va valorizzato e protetto dopo anni di precariato crescente che ha creato povertà e rischia col tempo di intaccare tutto il sistema economico; tenendo fermo il punto che il lavoro a tempo indeterminato è di centrale importanza e che quindi non si deve intendere come un privilegio ma una condizione contrattuale necessaria per lo sviluppo, bisogna passare da certi modelli di lavoro precario a modelli di lavoro flessibile dove le nuove forme di impiego siano supportate da diritti estesi e garantiti.

Per il secondo punto, sicurezza ed immigrazione tendo ad accorparli perché penso che attualmente un intervento che garantisca maggior sicurezza ai cittadini sia imprescindibile a politiche d’ integrazione dell’ immigrazione chiare e responsabili: devono essere combattuti tutti i vari crimini c
he derivano da una certa esclusione sociale ma nello stesso tempo vanno arginate con fermezza le varie speculazioni perpetrate nei confronti di immigrati giunti in Italia con la speranza di un futuro migliore rispetto il loro paese d’ origine.

Penso che il governo di centrosinistra, se vuole arrivare ad un punto di rottura con la scellerata politica berlusconiana di questi anni, debba fare suo il concetto di difesa della legalità, sempre però in un quadro di solidarietà e tutela verso certe fasce sociali svantaggiate che possono avanzare diverse problematiche. 

 

La devolution è ormai prossima ad una consulta popolare. Credi che i tempi siano maturi perchè Comuni e Regioni diventino effettivamente indipendenti?

 

La devolution è una proposta di legge avventata e pericolosa, dove si stravolge la spina dorsale della nostra repubblica e alla fine, nel caso dovesse passare, Comuni e Regioni si troverebbero ad affrontare più problemi che vantaggi. Spero vivamente che il 25/26 giugno prevalgano i no, poi successivamente sono d’ accordo all’ apertura di un dialogo costruttivo e responsabile tra centrosinistra e centrodestra(cosa questa auspicata anche da una certa parte di centrodestra che poco crede nella devolution) sull’ eventuale aggiornamento di alcuni punti costituzionali ormai vecchi e da adeguare, evitando facili stravolgimenti che non tengono conto del valore della nostra carta costituzionale nata dalla Resistenza.

 

  C’è qualcosa che cambieresti nel tuo partito? Magari esiste una posizione politica giudicata ormai superata e che voi giovani avete individuato ma che non riuscite a far accettare dagli altri.

 

Al mio partito chiedo di stare di più in mezzo alla gente, di uscire dalle sezioni e di tornare a far politica tra la gente e ascoltando la gente, oltre ai momenti delle feste dell’ unità, veri laboratori di dialogo e di scambio di esperienze tra militanti Ds e non. Evitiamo di chiuderci in atteggiamenti troppo referenziali e troppo limitati nei nostri soliti spazi di azione.

 

  Venerdì si è tenuto il congresso dei Ds che a breve voterà Stefano Bonacini come proprio segretario provinciale. Anche lui è piuttosto giovane. E’ un punto di arrivo o è soltanto l’inizio per ‘svecchiare’ i vertici del partito?

 

Non è la prima volta che a Modena si elegge un segretario provinciale giovane, vi ricordo che nel ’96 venne eletto alla guida del partito Massimo Mezzetti allora poco più che trentenne; e poi qua nella bassa sono diverse le sezioni di base che hanno o hanno avuto segretari Ds non ancora trentenni. Quindi questa linea giovane del mio partito, almeno qui a Modena non è una novità dell’ ultima ora.

 

Quali sono i principi dei Ds che secondo te potrebbero essere condivisi da tutti gli altri partiti, siano essi di destra o sinistra?

 

Il principio che più ammiro e riconosco a questo partito è quello di fare e proporre la politica nell’ interesse di tutti e non dei soli iscritti/simpatizzanti, credo che questo principio andrebbe condiviso da qualsiasi partito italiano, sia di maggioranza che di minoranza, sia di sinistra che di destra. Sarebbe un primo passo per stemperare i toni estremi, arroganti e faziosi che negli ultimi tempi sono diventati consuetudine nel dibattito politico; un dibattito non più impostato sul confronto ma il più delle volte sullo scontro che non fa altro che allontanare la gente comune dalla politica tradizionale e ad alimentare i soliti giudizi qualunquisti ormai diffusi ad ogni livello.

 

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