Bimbi stranieri studiano italiano grazie agli industriali

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A Modena uno stanziamento di 200mila euro della locale Confindustria consentirà al Comune di organizzare per 4 anni corsi di lingua in 2 scuole elementari cittadine.

 

Spazi e insegnanti appositamente dedicati all’apprendimento della lingua italiana per i bimbi stranieri, soprattutto quelli arrivati da poco nel nostro paese: a Modena, grazie al generoso contributo di Confindustria, due tra le scuole elementari con la più alta concentrazione di alunni di origine straniera potranno potenziare le attività di sostegno linguistico e apprendimento della lingua italiana con i laboratori “”Paroliamo””.

Il progetto, realizzato in stretta collaborazione con l’assessorato all’Istruzione del Comune di Modena, prevede uno stanziamento di circa 200 mila euro che consentiranno di finanziare le attività per quattro anni scolastici, fino al 2013.

Le scuole cittadine interessate per quest’anno sono le Collodi e le Cittadella, che hanno una percentuale di bambini stranieri di quasi metà del totale, rispettivamente il 47,2% e il 46,3% degli iscritti. I laboratori saranno inaugurati nelle due scuole giovedì 22 e venerdì 23 ottobre.

L’assessore all’Istruzione del Comune di Modena Adriana Querzè esprime così la propria soddisfazione per l’avvio dell’attività:

“”col progetto ‘Paroliamo’, Confindustria Modena ha dato prova di condividere con l’Amministrazione comunale un’idea di città basata sull’integrazione e sull’accoglienza, soprattutto di quegli stranieri che desiderano far crescere il nostro territorio, dimostrando il proprio radicamento con la presenza di figli che, speriamo, potranno crescere sentendosi modenesi. L’altra cosa che mi pare opportuno sottolineare è che Confindustria ha scelto di collaborare col Comune per inserire il proprio progetto all’interno di un percorso didattico già avviato, sentendo il parere di esperti e concordando assieme quale fosse l’intervento più necessario. Insomma, la sinergia tra i diversi attori del territorio, di cui tanto si parla, questa volta siamo riusciti a metterla in pratica“”.

 

Con “”Paroliamo””, l’associazione degli industriali di Modena, già impegnata in progetti rivolti agli studenti delle scuole superiori, ha allargato per la prima volta il suo campo d’azione anche alla scuola dell’obbligo.

 

Afferma il presidente Pietro Ferrari

“”Confindustria Modena ha sposato il tema della formazione come strumento essenziale per la crescita del territorio. Ma il progetto che ho avviato con la mia presidenza, Teen Project, per la prima volta vede la nostra attenzione concentrarsi sul mondo della scuola a 360 gradi. Ci siamo posti il problema di come avremmo potuto contribuire a migliorare la scuola elementare e il dialogo con l’amministrazione comunale ha prodotto un progetto interessante e di lungo respiro””.

 

La scelta di finanziare corsi di italiano alle elementari nasce dall’individuazione di un bisogno di apprendimento linguistico, che si concentra non tanto tra i bambini nati in Italia da genitori stranieri, quanto tra i bimbi che arrivano coi genitori durante l’età scolare, e quindi si trovano ad essere inseriti nella scuola dell’obbligo senza una conoscenza sufficiente della lingua in cui si tengono le lezioni.

 

Afferma l’assessore alla Sicurezza e qualità della città Antonino Marino:

“”Una matura integrazione genera benefici sia per chi arriva sia per chi accoglie, e l’impegno di Confindustria Modena si colloca in un ventaglio di azioni positive e di prevenzione che, coniugate con politiche incisive di controllo del territorio, saranno il fulcro del nostro agire””.

 

 

La responsabile del progetto Education di Confindustria, Roberta Caprari, imprenditrice modenese di una storica azienda metalmeccanica, spiega così il lavoro di progettazione svolto insieme al Comune:

“”il progetto inizialmente prevedeva l’intervento nelle sole scuole materne, ma dialogando con il mondo della scuola e con l’assessorato all’Istruzione è stato poi meglio definito: le criticità maggiori – afferma l’imprenditrice – si manifestano infatti durante le scuole primarie quando l’apprendimento passa dal gioco all’istruzione vera e propria. L’inserimento anche in corso d’anno di bambini stranieri che non conoscono la nostra lingua è un momento critico per tutti, e poter fornire un sostegno concreto è un’occasione importante per le nostre scuole“”.

 

Nelle due scuole sono stati creati spazi attrezzati per la realizzazione di attività didattiche dedicate alla lingua ed alla comunicazione, pensati per essere accoglienti e ricchi di stimoli, strumenti e materiali. La frequenza sarà impostata con tempi e modalità flessibili, per permettere risposte adeguate ai diversi bisogni linguistici degli alunni. La conduzione dei laboratori è stata affidata a due insegnanti selezionate con una procedura pubblica in base alle competenze e all’esperienza maturata nell’insegnamento dell’italiano come seconda lingua. Ciascuna docente sarà impegnata per 24 ore la settimana, di cui almeno 20 di didattica e le altre dedicate alla preparazione dei materiali, al coordinamento con le insegnanti delle classi e con le insegnanti referenti dei progetti per l’integrazione, al monitoraggio e alla documentazione delle attivit
à. Il progetto è coordinato dal Memo, Multicentro educativo Sergio Neri del Comune di Modena.


Progetti d’integrazione nelle scuole modenesi/ scheda informativa

 

Oltre alla novità di “Paroliamo”, Comune e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena investono 65mila euro l’anno per insegnanti di lingua italiana per stranieri

 

La scuola come fattore chiave dell’integrazione, sia per i bambini di origine straniera, sia per le loro famiglie: è con questa filosofia che il Comune di Modena, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio e da quest’anno anche dalla locale Confindustria, investe da anni nei progetti di accoglienza e integrazione per gli alunni figli di immigrati.

Per il 2009/2010 l’investimento pubblico per le insegnanti di lingua italiana per stranieri alle scuole medie ed elementari della città è di 65mila euro, messi a disposizione dal Comune di Modena grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

A questo si aggiungerà per i prossimi quattro anni scolastici anche il finanziamento di Confindustria Modena, con 50mila euro l’anno per i laboratori linguistici “”Paroliamo”” in due scuole elementari cittadine.

Attraverso il Memo – Multicentro educativo Sergio Neri, il Comune di Modena mette inoltre a disposizione risorse per la formazione degli insegnanti, per i materiali didattici e per specifici progetti presentati dalle scuole, ad esempio organizzando un servizio di scuolabus per consentire ai bimbi stranieri del quartiere Madonnina di frequentare corsi estivi di italiano.

All’integrazione sono dedicati anche alcuni degli Itinerari scuola città, percorsi didattici messi a disposizione delle insegnanti per approfondire con i ragazzi specifici argomenti: il più gettonato, attivo dall’anno scolastico 1993-94, è “”Ti racconto il mio paese””, un’ora di lezione in cui si riflette, grazie alla testimonianza di un immigrato, su costumi e tradizioni di una terra diversa.

Con l’aiuto di mediatori culturali si cerca inoltre di favorire l’accoglienza non solo dei bimbi ma dei genitori, spiegando loro le consuetudini e le regole nel rapporto tra la scuola e la famiglia.

 

CS

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