Biden o Trump? Le ricadute per l’Europa

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Al di là dell’oceano, nella capitale dell’impero, con le elezioni di novembre,  l’inquilino della casa Bianca potrebbe cambiare, ossia il presidente. Quello che ha il potere di decidere di fare la guerra e la pace, di usare la bomba atomica o no.  Roba che interessa anche noi che non siamo americani, ma che dalle decisioni americane dipendiamo.

Chi sarà il prossimo inquilino della Casa Bianca? Se n’erano accorti tutti che Biden qualche problemino ce l’ha. Tutti, meno gli americani democratici che alle primarie lo hanno appena designato come candidato alla presidenza degli States.

Dopo il confronto Biden-Trump. Adesso però, di fronte all’evidenza emersa impietosa nel faccia a faccia con Trump, qualche dubbio cominciano ad averlo anche quelli del suo staff. Ma non lo possono più ritirare. E’ la legge. Questo può avvenire solo se è lui a deciderlo. Ma ‘Sleepy Joe’ non ci pensa nemmeno.

E poi, se anche lo facesse, cambiare cavallo in corsa diventa un problema anche per i cowboy. E poi chi candidano? Kamala Harris, la sua vice? O chi? La moglie di Obama? E perché non la figlia, la moglie o la sorella?

Insomma, per i democratici è un bel problema.

Al contrario per Trump, che di problemi gliene hanno creati a nastro a cominciare da Capitol Hill, le cose si stanno mettendo bene. Vince nei sondaggi, straccia il concorrente nel confronto diretto e mette addirittura in discussione la sua candidatura.

Una vittoria che avrebbe subito una ricaduta importantissima in Europa, perché significherebbe la fine della guerra in Ucraina. Anzi, addirittura Trump ha detto che, se 4 anni fa fosse stato eletto lui, la guerra nemmeno sarebbe iniziata. E c’è da crederci, visto che Biden, ad appena un giorno dalla sua elezione, la prima mossa che fece fu quella di dare dell’assassino a Putin, contro ogni bon ton diplomatico, voce dal sen sfuggita che la dice lunga sulle sue intenzioni.

Invece Trump, come a suo tempo rivelato dal Washington Post, sarebbe favorevole a cedere la Crimea e il Donbass alla Russia, di fermare l’espansione ad est  della Nato e lasciandone fuori l’Ucraina. Gli Usa manterrebbero le loro basi in Germania, Inghilterra e Turchia e si impegnerebbero solo con le forze aeree e navali. Ai membri europei toccherebbe occuparsi delle forze terrestri.

E qui del programma di Trump c’è il rovescio della medaglia per l’Europa. Gli Usa garantirebbero la loro ‘protezione’ solo ai paesi che spendono per la difesa più del 2% del Pil.  Su 31 paesi Nato 8 non lo fanno. E fra questi l’Italia.

Trump, infatti, è stufo che gli americani spendano il 3,5% del Pil per difendere l’Europa. 

E questa è, tutto sommato, una pretesa ragionevole.

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