Bici elettrica, che passione!!

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La notizia ha scosso il popolo degli ambientalisti: in Italia ci sono circa 30 milioni di biciclette, ma nelle aree urbane vengono utilizzate solo nel 2 – 3% del totale degli spostamenti. Come dire che nel 97 – 98% degli spostamenti che il cittadino compie in città viene usata l’automobile, lo scooter o, raramente, i mezzi pubblici. Ma allora l’affannoso impegno delle giunte mirato a ritagliare, anche nel percorso urbano, le tanto bramate piste ciclabili a cosa sarebbe servito? Il due- tre per cento è un risultato avvilente! Che la colpa sia da imputarsi all’inesorabile invecchiamento della popolazione modenese e quindi alla minore propensione all\’uso della due ruote a pedali ? Ma ecco che la tecnica ci viene in aiuto: vi affaticate troppo a spingere la bici con le sporte della spesa, dovete scendere in prossimità dell’odioso cavalcavia, vostra sorella abita troppo lontano per la vostra autonomia muscolare? Niente paura, arriva per voi la bici elettrica che vi dona la “”pedalata assistita con il modulatore di velocità””, un aiuto a quale ricorrerete sempre più spesso, fino ad usarla come un normale motorino ma con il vantaggio di non dover indossare il casco, di non pagare né il bollo né l\’assicurazione e viaggiare così comodamente per 25-30 km, Naturalmente sfrecciando a 25km/ora anche lungo le ciclabili, sorpassando gioiosamente gli amici sugli antiquati velocipedi a pedali. è un mezzo assolutamente ecologico, dicono. in effetti le emissioni sono praticamente zero ma poi bisogna mettere le batterie sotto carica per almeno 6-8 ore, consumando energia elettrica per produrre la quale le centrali creano inquinamento e il cerchio del controsenso ecologista si chiude. ma la comodità del viaggiare senza faticare, eehh che tentazione, chi resiste? E così va a ruba tra tutti i ceti sociali, perchè la bici elettrica non è di destra nè di sinistra: è al centro delle nostre voglie. La surclassata bicicletta però aveva anche un pregio non secondario: ci teneva in forma facendo ruotare ginocchia, caviglie, le nostre anche e giunture che cominciavano a patire l’offesa degli anni, e ci manteneva una buona capacità polmonare. Se dovessimo abituarci a stare solo seduti su poltrone, selle e sedili, nella completa immobilità delle gambe, quale fisiatra  ci potrebbe recuperare all’uso del quotidiano vivere ?

 

 

 

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