Bice: croce e delizia

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Non può essere; Bice è una realtà che si esprime con non più di 21 lettere dell'alfabeto.Poche per chi vuole blaterare; troppe per chi vorrebbe il silenzio del pensiero

Avevamo preannunciato una intervista a Mauro Manfredini, ma ci ha comunicato che a causa dei molteplici impegni non rimandabili, dovuti alla sua attività di consigliere, per ora non è in grado di intervenire. Questo per opportuna informazione.

 

La scelta culturale e l’obbligo politico di mantenere Bice nell’equilibrio e dentro uno spazio di corretta equidistanza tra le forze in campo, sollecita a non proseguire nel discorso. Tuttavia tra le tante cose che balzano agli occhi e che vorremmo approfondire, ma non ci è dato, alcune devono essere messe in chiaro per evitare equivoci e malintesi.

In questo ultimo mese il sito è stato sottoposto ad una prova non prevista: sembrava l’auditorium, il luogo, anche se del tutto virtuale, dove si stava svolgendo un congresso di partito, con tanto di mozioni, interventi, applausi e contestazioni. Un congresso che sembrava dovesse essere presieduto da noi in base a regolamenti, ritmi e condizioni non scritti, ma affidati solo al buon senso

Qualcuno forse avrà, in quella occasione, pensato a Bice come se fosse uno strumento adeguato per sanare la carenza democratica di alcuni  partiti, ma non può essere così: i congressi si tengono nelle sedi idonee e attrezzate per consentire una loro corretta celebrazione.

Bice ha invece un altro ruolo, volendo molto più impegnativo: fare circolare idee, conoscenze, esperienze, culture diverse nel nostro territorio. Una specie di centro massaggi per il nostro sapere, per poterlo mettere sempre a disposizione, aggiornato ed efficiente, tra la nostra varia umanità.

Ovviamente può capitare in questo scambio di idee di registrare il dissenso verso un nostro rappresentante politico.

Mi preoccupa che questo possa rappresentare ancora un problema per alcuni.

Sull’etere corrono immagini, musiche, notizie, informazioni, seduzioni, sollecitazioni e tentazioni buone per tutte le stagioni. Tutte queste superano catene montuose, mari, continenti e le più rigide dogane. Addirittura attraversano i muri o le finestre anche se ben serrate, per rendersi disponibili al computer, alla radiolina o al cellulare dei ragazzi di Teheran, a dispetto delle prediche degli  ayatollah che quell’invisibile “satana” vorrebbero ridurre al silenzio.

Con Bice invece noi, che siamo un po’ più avanti, non ci accontentiamo di ricevere e ascoltare  le lusinghe di “satana”, ma siamo in grado, e spesso lo vogliamo e lo facciamo, di rispondere e di interagire…

Se di fronte a questa rivoluzione portata dalla tecnologia devono rassegnarsi gli ayatollah, altrettanto dovrebbero fare i nostri politici, modenesi e non. Il dissenso, la ribellione la dura contestazione non può essere uno strumento che solo i politici possono usare contro i loro avversari. Diventa sempre più insopportabile un loro certo atteggiamento da “Pregasi non disturbare” o far comprendere che la loro disponibilità è riservata “ai soli soci – amici”. E mentre questo sentimento di rifiuto non essendo sufficientemente amplificato dai media certificati, rimane a oggi un insignificante brusio, se invece si incanala via internet, senza freni o preventive censure, può trasformarsi in urla senza controllo.

Invito pertanto amichevolmente gli addetti alla politica a non sottovalutare tutto questo.

Può succedere che un giorno per le vie affollate ci sia capitato di non captare il saluto di una persona a noi conosciuta. Una volta all’anno si può far finta di non conoscersi, ma se accadesse tutti i giorni, il fatto diventerebbe incredibile.

Sollecito e invito i politici e i protagonisti della e nella realtà modenese a inserirsi nel dibattito generale. Li invito a bassa voce a non sentirsi vittime, a non atteggiarsi a tanti San Sebastiano, che devono temere i dardi dei bicenauti. Siete i nostri rappresentanti con più capacità e più conoscenza di noi, su molti problemi. Il vostro contributo è arricchente. La città dovrebbe pretenderlo così come deve pretendere il suo diritto di esprimere critiche e dissensi nei vostri confronti, senza per questo farvi sentire umiliati ed offesi.

A volte occorre la grandezza d’animo per capire che non basta dire le preghiere della sera e andare alla Messa la domenica per conquistarsi il Paradiso. Questa grandezza d’animo è fatta anche di umiltà. Sono sicuro che la classe politica di Modena e provincia è dotata anche di grande umiltà.

 

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