Berlusconi: «Quanto marcio nelle Coop e nei tribunali»

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Nel comizio modenese il Premier punta il dito contro le connivenze tipicamente emiliane.Accolto da un bagno di folla, in forma smagliante ha sfoderato il suo repertorio più aggressivo che lasciamo ai commenti dei nostri lettori

 

Sabato è stato il giorno di Silvio Berlusconi. Il Presidente del Consiglio ha scelto la bolscevica Modena come unica tappa regionale del suo tour elettorale,un bagno di folla  una scommessa vinta, una scommessa coraggiosa proprio perché lanciata nella tana del lupo, dove il mondo cooperativistico e lo strapotere Ds ha radici radicate e profonde.

Il Premier non ha concesso interviste alla stragrande maggioranza degli organi di informazione ma dal suo comizio-show i concetti sono emersi con decisione.

 

  Berlusconi e le Coop. Che sia diventato il suo cavallo di battaglia, soprattutto dopo il caso della scalata di Unipol a Bnl è un dato di fatto. Che Berlusconi accetti la cooperazione è innegabile, ma quello che non riesce ad accettare è la collusione politica-mondo affaristico. «Qui a Modena – attacca – avete un ottimo esempio della palese truffa che ha portato alla condanna solo di chi non era iscritto al partito Comunista. Una truffa che ha coinvolto la Lega delle cooperative, consentendo a funzionari pubblici, provenienti dalle coop, di raddoppiare lo stipendio e farsi pagare i contributi dall’Inps. Ricordate gli inizi degli anni ’90 quando l’ex sindaco Alfonsina Rinaldi, con tutta la sua giunta comunale, fu assunta dalla libreria “Rinascita” e subito messa in aspettativa, così da avere un raddoppio dell’indennità e contributi a carico dello stato. E’ una truffa palese che altrove ha portato alla condanna degli imputati. Invece qui in Emilia Romagna non è successo niente. Qui la coop Rinascita ha assunto il sindaco e sette assessori e non c’è stata nessuna condanna di questi signori». Ma il Presidente fa riferimento anche alle attuali connivenze, in particolare agli appalti per i servizi non ospedalieri di Baggiovara. «Mi raccontano di casi di ospedali (e il riferimento modenese è evidente, ndr) in cui le coop hanno vinto la manutenzione per vent’anni». Il caso era esploso su denuncia di Isabella Bertolini che aveva accusato una rosa di coop di essersi fatto finanziare con 30 milioni di euro dalla Popolare vincendo la gara per la gestione tra le altre di mensa e parcheggi. «In Emilia funziona così, quello che sono dei loro, insomma quelli della famiglia, e quelli che non sono dei loro. A loro vanno gli appalti e i servizi, gli altri che non sono d’accordo devono imparare. Se dovesse andare al potere la sinistra sarà una democrazia malata, ma non succederà».

  Berlusconi e la Sinistra. «Siete dentro un rosso –  fa notare Berlusconi agli oltre 2000 sostenitori presenti al forum Monzani – così rosso che più rosso non si può. Mentre venivo qui ho visto un tramonto rosso, è proprio vero che siamo in una regione rossa». Battute, certo, ma neanche troppo campate in aria, ogni cosa gli ricorda la sinistra, anche un mazzo di rose, rosse, che una signora gli regala. «E’ l’unico rosso che conosciamo, quello dell’amore. E sapete qual è la differenza tra noi e loro? Che loro sono sempre incazzati e noi sappiamo prenderci in giro. Il programma della sinistra è scritto sull’acqua, non esiste, non riusciranno ad andare d’accordo su niente. Non parliamo di cosa vogliono fare della scuola cattolica, addirittura, da quando si sono uniti con i Radicali, vogliono abolire l’otto per mille. E’ una cosa che offende la nostra radice cristiana».

 Berlusconi e Prodi. Il concorrente diretto per palazzo Chigi entra nelle mire di Berlusconi direttamente, quando il Presidente cita un’interpellanza di Carlo Giovanardi. «L’attuale ministro fece un’interpellanza sulle tempistiche della variante di valico e Prodi rispose che i lavori non sarebbero iniziati prima dell’accordo di lavoro a favore delle Coop. La normale attività di Prodi era svendere le aziende le aziende al suo amico De Benedetti». Per fare chiarezza anche su questo aspetto si dovrà attendere il faccia a faccia programmato su Rai Uno in cui i due candidati si ‘affronteranno’ per un ora e trenta minuti.

 Berlusconi e la Giustizia. Il Premier rivolge una domanda al pubblico “Qual è l’obiettivo finale della riforma sulla giustizia?». La risposta pepata di un partecipante è “Manda i pm Cuba”. Un assist che Berlusconi coglie al balzo per l’ennesimo affondo. «Ahimè, sono sicuro che hanno le idee radicate nel passato della scuola di Mosca, se andassero a Cuba tornerebbero dopo aver fatto turismo sessuale senza aver imparato nulla. C’è del marcio nelle Coop ma c’è del marcio anche nella nostra magistratura. Non di devono tollerare delle corporazioni di giudici che non tutelano i cittadini cercando invece di modificare la società nella direzione che vogliono. D’Ambrosio è l’emblema di questo malaffare: Nell’inchiesta che coinvolse Primo Greganti, allora tesoriere del Pds, raggiunse un primato: fu la prima volta che un magistrato scagiona un imputato. E dov’è finito D’Ambrosio? Proprio nelle liste elettorali dei Ds».

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