Benzina e debito pro-capite alle stelle

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Giorgia Meloni non deve inseguire le politiche di sinistra. Intendiamoci, avere il 60% del costo
dei carburanti destinato a tasse è una vergogna che urla vendetta al Cielo ed è evidente che così
non può continuare. Ma questo non può accadere se non si mette mano allo spreco di denaro
pubblico in marchette e bonus vari.

Fa male Giorgia Meloni ad inseguire Forza Italia e quanti insistono per tagliare oggi le accise sui carburanti. E gli Italiani fanno male a concentrarsi sulle accise senza guardare al quadro generale. Intendiamoci, avere il 60% del costo del carburanti destinato a tasse è una vergogna che urla vendetta al cielo ed è evidente che così non può continuare. Ma questo non può accadere se non si mette mano allo spreco di denaro pubblico in marchette e bonus vari.
Partiamo da un dato, il debito pubblico pro-capite: nel 2022 è salito dell’8% passando dai 43.452€ del 2021 ai 46.942 del dicembre scorso, 3mila500 euro in più in un anno. In dieci anni, questo macigno sulle spalle dei nostri figli è cresciuto del 36%: nel 2013 avevamo a testa “appena” 34.341€ da restituire ai creditori del nostro Paese. Fra l’altro, in dieci anni la popolazione italiana – il numero dei debitori, in sostanza – è calato di 1,2 milioni: da 60,277 a 59,03 milioni. In un anno il debito pubblico è cresciuto di 197 miliardi€. La situazione è vicina al punto di non ritorno.
Quindi, sbaglia chi chiede continuamente bonus ed agevolazioni perchè non fa altro che alimentare il debito pubblico in maniera assai ingiusta dato che, sempre più spesso, queste agevolazioni non vanno a tutti gli italiani ma a determinate lobby o coorti di popolazione: un esempio è il superbonus al 110%, quasi 68 miliardi di cui hanno beneficiato qualche decina di migliaia di famiglie.
Le accise sui carburanti vanno tagliate, ma questo a fronte di un taglio identico nei bonus e nelle agevolazioni che la Repubblica concede a piene mani. Tagliando i benefici per le lobby, tutti i cittadini potrebbero pagare meno i carburanti; il trasporto pubblico locale ci costerebbe di meno e combatteremo l’inflazione per davvero tagliando alla radice una delle voci, il trasporto, che in Italia avviene essenzialmente su gomma e quindi a gasolio.
Ma è evidente che nulla si può fare in un quadro di alto debito pubblico e di deficit su base annua.
Su questo il centrodestra dovrebbe dare dei segnali importanti, uscendo da undici anni di deficit spending del centrosinistra…

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