Benigni, Siena, Dante e la Lingua italiana

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Ormai rientrati dalla serena vacanza a Sorafurcia, Renzo e Prissy hanno ripreso la vita quotidiana, con i soliti alti e bassi e qualche scaramuccia. Prissy a volte fa di tutto per provocare Renzo, ma lo fa in modo grossier, puerile e stizzoso.

Il risultato è che Renzo non si cura minimamente delle sgangherate provocazioni; anzi,  osserva invece divertito i girotondi circensi che la povera donna, a guisa di otaria con la palla sul muso, è costretta talvolta a fare pur di negare l’evidenza.

Difficilmente Renzo usa il computer, sia perché non ha instaurato, fin dall’inizio, un buon rapporto con lo strumento, sia perché preferisce la carta stampata. Tuttavia, ogni tanto ne fa uso, per reperire in fretta notizie o documenti.

È stato così anche per la questione di Benigni. Anche i non akkültürati sanno che il fine dicitore sta cavalcando per l’Italia, declamando e commentando i canti della Divina Commedia.

Tutto ebbe inizio, se ricordo bene, con l’abile lettura in tv del canto XXXIII del Paradiso.

Bene, mentre sta leggendo il suo quotidiano, Renzo improvvisamente si alza, accende il pc e traffica con la tastiera.

Prissy, colpita e incuriosita dall’evento inconsueto, non resiste e chiede:

          Che cosa stai cercando di tanto interessante?

          Mi sto documentando su un evento di alta cultura. – Risponde Renzo fra il laconico e il misterioso.

          Alta cultura? Di che si tratta?

          Benigni è andato a recitare la Divina Commedia a Siena. Il pubblico ha assistito gratuitamente.

          Benigni è un essere superiore, non si cura del danaro, e meriterebbe il Nobel per ciò che sta facendo nelle piazze italiane.

          Ma certo . Dopo averlo elargito a quell’altro saltimbanco, perché non darlo anche a questo? Tuttavia occorre riconoscere che la gente lo va ad ascoltare. Magari, come ha scritto Vittorio Sermonti con bonomia: “il pubblico esce dallo spettacolo uguale a quando ci è entrato”, ma un bel Nobel, come un sigaro o un seggio da deputato, non si deve negare a nessuno dei cultori colti della colta cultura di sinistra.

          Che intendi dire? Cos’è questa storia del pubblico? Chi è questo Sermonti di Bonònia? Un mezzo aristocratico decaduto?

          Lascia perdere Prissy. Quanto al fatto del denaro, che notoriamente è lo sterco del diavolo, i titolari di un vasto deposito locale della materia in questione hanno provveduto a dargliene da mangiare con abbondanza. Si tratta, lo avrai intuito, del Monte dei Paschi di Siena: uno fra gli istituti di credito più attento alle iniziative culturali, tanto caro ai tuoi compagni. Caro assieme ad altri istituti di credito, s’intende.

Prissy comincia a vedere rosso. Le allusioni perfide di Renzo la stizziscono non poco, ma non riesce a capire dove vuole arrivare e mantiene la calma.

          Gli avranno semplicemente pagato le spese. Com’è andata la serata? – Chiede guardinga.

          Molto bene . Piazza del Campo era gremita. Del resto la città e i dintorni erano stati tappezzati di manifesti che annunciavano lo spettacolo, sottolineandone la gratuità.

          Bene. Però non ho capito che bisogno hai di controllare sul pc. – Prosegue lei sempre più curiosa.

          Desidero anch’io attingere qualche briciola di cultura vera, profonda e voglio leggere l’invito apparso sul sito del Monte dei Paschi di Siena, nella pagine della cultura appunto. Eccolo qui.

Renzo legge velocemente il testo, poi soggiunge:

          Quindi, ricapitolando, siamo a Siena, culla della Lingua italiana, si parla del Sommo Poeta e della sua Commedia, chi scrive è un Istituto che si fa garante della cultura autentica, solida, profonda: l’unica riconosciuta come tale. Ecco il testo:

Ebbene si, a Siena sarà possibile .. GRATIS!!. Offerto della Banca Monte dei Paschi di Siena, nella città del Palio sarà possibile assistere all’unica tappa completamente gratuita dell’ormai mitico tour “Tutto Dante” di Roberto Benigni. L’esilarante spettacolo dedicato dal toscano più famoso di oggi al toscano più famoso di ieri farà tappa in Piazza del Campo il prossimo 15 luglio per quella che sarà, come dicevamo, l’unica data gratuita del tour e che prometterà di riempire la straordinaria ‘conchiglia’ di una delle piazze più celebri e belle del mondo. L’emozionante declamazione dei versi del Sommo Poeta, ritmatamente inframezzati dagli interventi comici del folletto di Vergaio, saranno anche un’eccellente occasione per festeggiare il decimo compleanno de La Vita è Bella, il film del 1997 che lo consacrò come astro della cinematografia internazionale facendogli vincere anche un premio Oscar. Durante la serata verrà effettuata una raccolta di fondi a favore delle Olimpiadi del Cuore, che la Banca sponsorizza, e della Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer[1]

A questo punto la discussione fra Prissy e Renzo si fa animata ed è impossibile riportarne tutti i passaggi.

Riassumo brevemente le osservazioni di Renzo.

“Ebbene si, …”: è avverbio e va accentato: “Ebbene sì, …”.

“Offerto della Banca Monte dei Paschi di Siena”: “Offerto dalla Banca ….” Forse un semplice lapsus calami.

“L’esilarante spettacolo …”: dubito che l’acculturato scrivente, conosca il significato dell’aggettivo “esilarante”, né, tanto meno, sappia che cos’è il protossido di azoto [2] . Come si può definire “esilarante” la lettura dei canti della Divina Commedia?

“… l’unica data gratuita del tour …”: interessante questa faccenda delle date che si comperano: chissà dove le vendono solitamente? Forse al MPS?

“… che prometterà …”: il futuro è totalmente fuori luogo. Semmai il futuro poteva essere della subordinata con il verbo “riempire”, come diceva l’antica regoletta sintattica latina: minor, voveo, spero, promitto e iuro vogliono l’infinito futuro. Quanto a quel “che”, sarà riferito all’”esilarante spettacolo” o alla “data gratuita”? Mistero.

“L’emozionante declamazione …. saranno anche un’eccellente occasione …”: di eccellente c’è un magnifico anacoluto, ovviamente involontario.

“Ritmatamente”: non esiste in italiano codesto obbrobrio: forse voleva scrivere “ritmicamente”.

“Inframezzato”: molto, molto meglio scriverlo con la doppia: “inframmezzato”.

Trascuriamo il fantasioso uso dell’interpunzione e ignoriamo lo stile dell’esposizione che è in buon equilibrio fra l’agghiacciante ed il nefando.

L’estensore del meraviglioso testo avrebbe guadagnato, con un insegnante indulgente, un buon due meno meno di incoraggiamento.

Abbiamo a che fare con uno scrittore, con un correttore di bozze, con un supervisore, con un alto dirigente (e chi più ne ha più ne metta), che hanno scritto, corretto ed approvato il turpe testo da pubblicare. Tutti semianalfabeti akkültürati: ab uno disce omnes [3] .

Gente che si cimenta in questioni di là dalla propria portata intellettiva e culturale. Gente abituata a smerciare, con la stessa proterva impudenza, oltre a questa esemplare conoscenza della Lingua di Dante, anche ciò che chiamano “scienza” o “storia”, spacciando il tutto per sapienza e cultura.

In realtà si tratta di trinariciuti saccenti e presuntuosi, riconoscibili anche dall’odore ircino, col pizzetto barbino sempre al vento, intrisi solo di kültüra di finta plastica.

Prissy, dopo aver tentato di reggere la palla sul muso aiutandosi con le pinne, la raccoglie, la ripone e se ne va in cucina a meditare, per quanto le riesce di fare, povera donna.



[2] Gas esilarante, così detto perché, respirato, produce euforia. Un tempo era usato come anestetico negli interventi chirurgici.

[3] Impara, da uno solo, a conoscerli tutti.

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