Baton e spray? O è meglio “ombrello e eau de toilette”?

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Manganello sì, manganello no. Il dilemma consiste nel decidere se sia meglio dotare la polizia municipale di armi di autodifesa, o invece evitare in ogni modo di non militarizzare l’ambiente . Dubbio più che legittimo specialmente se qualcuno pensa che tra i vigili urbani vi possa essere una latente vocazione al rambismo.

 

Francamente a volte si ha l’impressione di quanto sfugga ai partiti la percezione del senso del ridicolo o, volendo, del macabro! Questa discussione rappresenta un chiaro esempio della spiacevole sensazione che a volte inquieta l’opinione pubblica: “mentre la città brucia , nel palazzo della politica si continua a discutere “del senso del controsenso”

In ogni caso, quasi fossero presenti nel corpo due anime in conflitto, la discussione modenese si è conclusa: manganello sì, ma senza i voti di Rifondazione.Vediamo i diversi punti di vista delle forze politiche in ballo, facendo un gioco, ossia guardando i commenti prima  e dopo il blitz del sindaco Pighi in Giunta, che ha spazzato via ogni dubbio.

Secondo i lettori chi ha ragione e chi ha torto o anche chi ha vinto e chi ha perso ?

 

PRIMA: così dicevano

 

Giorgio Pighi (Sindaco ) Stiamo discutendo, non parliamo di spaccatura. Se si pensa che ogni volta che si discute si manca di compattezza allora siamo rovinati. Semplicemente ci sono sensibilità diverse. Il confronto comunque è quello tra la montagna ed il topolino. La montagna è rappresentata dalla sicurezza, i rapporti tra immigrazione ed insicurezza. Il topolino è invece lo strumento di difesa personale per gli operatori della polizia municipale. La legge regionale prevede che, oltre alla pistola, siano dotati di strumenti di contenimento più limitati. Entro 10 giorni sarà redatto un regolamento ad hoc. Sugli assessori che dicono no penso che si tratti solamente di democrazia. E’ evidente che davanti ad uno strumento nuovo, che simbolicamente può assumere certe connotazioni, occorre mettere tutto bene a punto.

 

Stefano Bonacini (segretario Ds) Sono convinto che alla fine la Giunta saprà trovare compattezza e la mediazione per decidere. Siamo nel campo dell’autodifesa, si fa fatica a negarla. Tra l’altro i cittadini non capirebbero il fatto che gli si conceda la pistola e non un’arma più piccola come il bastone estensibile. Credo che dividendoci su queste cose non saremo capiti dai cittadini, anche perché questa scelta è già stata votata da altri comuni della Provincia. Sono opposizioni incomprensibili, la sinistra radicale ne deve tener conto.

 

Frieri e Romagnoli (assessori Prc) Non ci piacciono i manganelli, né le armi in genere. Abbiamo partecipato pacificamente alle manifestazioni di Genova 2001 e siamo stati percossi dalle forze dell’ordine senza motivazione. Siamo coscienti del fatto che sia necessario prestare attenzione alla percezione di insicurezza che i cittadini dimostrano, crediamo che le politiche di riqualificazione e di integrazione corrispondano ala cura e alla prevenzione. In nessun caso riteniamo il manganello una risposta a problemi di sicurezza. Sarà difficile trovare il voto favorevole a spray e manganello.

 

DOPO

Giorgio Pighi (sindaco) Politicamente la partita è chiusa. Visto che la bozza era pronta, redatta dal comandante della polizia municipale e dal capo di gabinetto, ho convocato la Giunta. Rifondazione, pur apprezzando il metodo, ha detto che non era in condizioni, per via di un suo percorso interno tuttora aperto, di approvare il provvedimento, che è passato con il loro voto contrario. Ora, visto che non ci sarà un passaggio in consiglio, entro 15 giorni saremo operativi e pronti per i corsi di addestramento. Non voglio sentire parlare di crisi di Giunta, è solo una divergenza di opinione.

 

Samuele Calò (segretario Prc) Restiamo convinti della contrarietà al manganello ai vigili, per due ragioni: è inutile a risolvere i problemi della sicurezza in città, è un passo verso la trasformazione della Pm in quarta forza armata del paese. Crediamo che le politiche di sicurezza siano quelle messe in atto in via Attiraglio, dobbiamo ricominciare dai grandi contenitori dimessi, vogliamo rilanciare le politiche di integrazione e solidarietà. Alla fine c’è l’ordine pubblico dove occorre adoperarsi per adeguare organici di polizia e carabinieri. I blitz non ci piacciono, chiediamo quindi un’immediata ridiscussione con tutte le forze di maggioranza e poi in consiglio. Riteniamo che le scelte della Giunta debbano nascere da una discussione di tutta la maggioranza (e non solo dalle forze rappresentate in Giunta) al fine di trovare un filo conduttore comune. Consideriamo poi doveroso un passaggio in consiglio, luogo naturale di discussione delle politiche della città.

 

Andrea Leoni (Forza Italia) E’ la vittoria di Forza Italia. La Giunta Pighi esce ancora una volta a pezzi e con le ossa rotte. Pighi, nel tentativo di uscire un imbarazzante vicolo cieco, ha spacciato accordi che non esistono e una bozza di regolamento palesemente frutto di un compromesso al ribasso. Prc, che vede gli agenti di polizia municipale e i manganelli come elementi di pericolo e non di garanzia, dice no, ma allo stesso tempo obbliga il sindaco all’introduzione di regole di ingaggio restrittive che rischiano di vanificare l’efficacia del provvedimento. L’assessore comunista Ponticelli dimostra invece di rappresentare ormai solo se stesso contro le opinioni del suo segretario. Prevedere l’uso del manganello solo in rari ed eccezionali casi non fa che confermare la sfiducia dell’amministrazione verso la polizia municipale.  

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