Basta kebab, ristoranti cinesi, giapponesi e fast food

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L’italiano riscopre il piacere di mangiare come ai tempi della nonna. Andando in trattoria. un’opportunità anche per rilanciare la piccola impresa che tiene in piedi l’Italia

La  classica zuppiera di tortellini fatta  dalla rezdora e la grigliata mista pronta per la cottura, come si presentava una volta

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Che siamo in periodo di crisi economica, è noto a tutti. In effetti, fra aziende che chiudono, per vari motivi e disoccupazione alle stelle c’è poco da stare allegri. Basta farsi un giro per il centro di Modena per vedere serrande di storici negozi, abbassate. Per non parlare degli edifici lungo la via Emilia o nei villaggi artigiani che stanno andando in rovina. Eppure, in questo paesaggio desolato, c’è chi si mette in gioco perché crede nel suo lavoro. Andando per notizie, perché stare dietro una scrivania e davanti a una tastiera non mi è mai piaciuto, mi sono trovato in quel di Castelfranco Emilia, in piazza Garibaldi, a guardare un cartello sulla porta di un ristorante dall’evocativo nome, il Braciere in Piazza: INAUGURAZIONE 9 APRILE.

Da sinistra verso destra Marco Barbieri e Antonio D’Ettorre

Quale gustosa occasione per sentire l’opinione di un imprenditore che di questi tempi si mette in gioco. Per la verità gli imprenditori sono due: Antonio D’Ettorre, classe 62, da 32 anni nel settore della ristorazione e Marco Barbieri, classe 78, molto conosciuto a Modena fra i giovani come organizzatore di eventi. Una domanda, subito, sorge spontanea: cosa via ha spinto a intraprendere quest’avventura?: – E’ bello – risponde d’Ettore – ripartire per una nuova avventura con lo stesso spirito che avevo 32 anni fa quando ho iniziato a lavorare. Aggiungo che, altresì, è positivo che ti affianchi un giovane con l’entusiasmo di creare qualcosa di suo -. D’accordo per  l’entusiasmo, però non siamo una nazione che sta navigando in buone acque: – Prima di tutto siamo convinti che, piano piano, la crisi sarà superata. La seconda è che in un momento non felice per i bilanci familiari, in cui si cerca di risparmiare su tutto, noi vogliamo dare la possibilità a una famiglia, ai ragazzi, la possibilità di passare una serata diversa, ma anche a mezzogiorno per chi lavora, dando un servizio, un buon prodotto, a un prezzo accessibile, mantenendo un’ottima qualità – Quindi, puntare su una ristorazione vecchio stile, diciamo quella delle nostre rezdore: – Certamente, a partire dal tortellino. Siamo a Castelfranco, che è sempre in eterna disputa con Bologna per il primato di chi ha inventato l’Ombelico di Venere: tutti i nostri primi si rifanno alla tradizione del territorio e della regione. Per i secondi abbiamo puntato sulla carne alla brace, ma abbiamo anche altri piatti -.  

                                                                    La regina della griglia la fiorentina.

Torniamo all’impresa. Spesso la mancanza, o il rallentamento, del rilancio dell’economia, è imputato alla burocrazia. Dal vostro osservatorio, cosa potete dire? – Confermo quanto da lei detto. Lo dicono anche le statistiche. La burocrazia è uno nostri mali peggiori. Tenga presente che se io, causa la mancanza di un timbro, o di un sopraluogo dell’organo competente, si ripercuote anche sull’assunzione di lavoratori. Vede, noi qui abbiamo già tre nuovi posti di lavoro -. Non vi fa paura la concorrenza di kebab ristoranti cinesi, giapponesi e altro che non rientra nella nostra cultura gastronomica, ma con prezzi che hanno dell’incredibile e che attirano i giovani, che, come si sa, non hanno molti soldi in tasca?: – Siamo convinti – risponde Marco, il giovane socio, – che alla fine l’italiano voglia mangiare nella vecchia trattoria di una volta, dei buoni piatti naturali, accompagnati da un buon bicchiere di vino con un giusto rapporto qualità prezzo e aggiungo anche della buona musica dal vivo -. A  questo punto, non resta che fare un augurio a questa nuova impresa nel settore della ristorazione, porzione dell’economia che rimane sempre uno dei punti fermi del made in Italy.

 

 

 

 

 

 

 

 

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