Basta col finanziamento pubblico ai partiti

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I Socialisti del Nuovo PSI dell’Emilia Romagna, che rappresentano l’area Riformista del PDL,  di fronte al dilagare degli scandali e degli sperperi di denaro pubblico in ogni parte d’Italia a causa dell’indegno e immorale uso che viene fatto del Finanziamento Pubblico ai Partiti, dilapidato da personaggi dello spessore di Belsito,  del “trota” Bossi per la Lega Nord, di Lusi e Penati, e in questo giorni dal Batman Fiorito di quell’An confluita nel PDL, indignati

 

Stigmatizzano

la inadeguata e deludente risposta agli urgenti problemi che, se irrisolti, fomenteranno ancor più il discredito totale della classe politica di centro destra e centro sinistra, responsabile di aver portato il Paese sull’orlo del collasso economico e nella sua disgregazione sociale.

L’antipolitica trionfa proprio sulla incapacità della classe dirigente di rinnovarsi e di darsi un assetto costituzionale finalmente al passo con  una società che cambia con grande rapidità, ma soprattutto per la sua più totale mancanza di RIGORE, di SERIETA’, di MORALITA’, e in base agli ultimi accadimenti, anche di profonda e severa AUTOCRITICA

 

Denunciano

in ogni caso che i fatti clamorosi emersi sono solo la punta dell’iceberg di una situazione di corruzione e di degrado non più tollerabile, se è vero che anche in Emilia Romagna esistono situazioni grottesche di Consiglieri Regionali che hanno cumulato incarichi istituzionali con diversi incarichi pubblici, arrivando a percepire cifre simili a quelle del Presidente della Repubblica, on. Napolitano e dei quali si potrebbe fare nome e cognome. Deve tornare ad esistere la “”questione morale””,  in stretto rapporto con l’ETICA che in politica deve guidare i comportamenti di coloro che ricoprono ruoli di responsabilità. Vogliamo ricordare che mentre si parla di cifre da capogiro distribuite ai partiti senza alcun controllo, vi sono nella nostra Regione, interi paesi distrutti dal terremoto di maggio, numerose famiglie ancora nelle tendopoli e la ricostruzione, a quattro mesi dalle scosse che hanno devastato l’Emilia, è ferma. Tra nuove leggi e intralci burocratici, i soldi messi a disposizione dal governo sono ancora bloccati. (Forse sarebbe importante sapere DOVE sono bloccati).

                                              

Analizzano

il loro ruolo all’interno del PDL al  quale avevano aderito con entusiasmo, illusi di dare alla luce un nuovo soggetto politico plurale e includente, unito ed amalgamato dalla forza delle idee. Nulla di quanto atteso si è realizzato, e la dimostrazione più evidente è nello slogan del “Governo del Fare”, che, a conti fatti, poteva fare molto di più. L’area Riformista, specialmente in Emilia Romagna dove il PDL è guidato da  una dirigenza vecchia e perdente quanto pervicace ed arrogante di marca ex-AN,  è stata totalmente emarginata e non ha potuto esprimere né uomini, né idee. D’altra parte nulla avrebbe potuto fare, poiché i rapporti con questi gruppi di potere sono pressoché nulli; la classe dirigente locale di così basso profilo politico, ha come obiettivo principale, nonostante i disastrosi esiti elettorali (vedi Parma al 4%) e nonostante le EMERGENZE del Paese Italia, unicamente il mantenimento della propria poltrona, con il tacito e connivente consenso del Popolo della Libertà Nazionale.

Tutto ciò premesso, i Socialisti del Nuovo PSI Emilia Romagna, rivolgono un invito al Gruppo dirigente Nazionale PDL  e NUOVO PSI,  ad attivarsi con urgenza e tempestività per intervenire severamente  seguenti temi proposti:

·       La cancellazione del sistema di Finanziamento Pubblico ai Partiti che ha creato abominevoli degenerazioni;

·       Lo studio di un rigoroso sistema di controlli sui Bilanci dei Partiti;

·       Il  rinnovamento totale dell’attuale classe dirigente (non più di due mandati).

 

Ricordando che l’elettorato PDL si riconosce in parte consistente nell’area laica e riformista, e a questo elettorato noi dobbiamo e vogliamo rispondere, il Nuovo Psi chiede ai vertici nazionali PDL un incontro in tempi brevi per un ormai necessario e inderogabile confronto.

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