Bambino di Betlemme e demagogia

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Il dibattito su jus sanguinis e jus soli è occasione, per alcuni,di rivendicare una sorta di superiorità morale, attribuendo la scomoda etichetta di razzista a chi non la pensa allo stesso modo

art. di A.D.Z.

 

 

 

Ho trovato memorabile la conferenza stampa, domenica 4 dicembre, del Presidente del Consiglio, indipendentemente dai contenuti, che hanno rovinato la digestione e procurato notti insonni a noi cittadini, schiacciati sotto il maglio di provvedimenti di incredibile severità.

Memorabile per la comunicazione ineccepibile ma, soprattutto,  per l’impressione di serietà, di capacità, di sicurezza,trasmessa da  Monti e dai suoi ministri.

Abituati al tendone sgargiante del “circo della politica”  siamo un po’ sorpresi dalla sobrietà di questi compassati ministri, dei quali, sicuramente, il tratto distintivo è la chiarezza nell’esporre, anche quando ricorrono agli inevitabili termini tecnici.

Ciò li pone a distanza siderale non solo dai “nani e ballerine” sui quali è meglio stendere un velo,  ma anche dai politici di lungo corso, nell’accezione più bassa del termine. Privilegiati che hanno fatto del politichese il loro linguaggio,  interessati solo al potere e al modo di conservarlo.

Di sicurezza, di fiducia ben riposta, di trasparenza, abbiamo un grande bisogno in questi momenti davvero difficili.

Nei travagliatissimi giorni che stiamo vivendo, sotto l’aspetto economico, sociale, finanziario e compagnia bella, si inserisce la polemica sul diritto di cittadinanza, polemica innescata da una frase del Presidente Napolitano,  a mio avviso piuttosto intempestiva, dato che al momento abbiamo già abbastanza guai, anche sul fronte immigrazione.

Non mi sembra auspicabile che, per una sorta di automatismo, il bambino di stranieri nato in Italia diventi italiano per nascita, e questa non deve essere  solo una mia opinione, evidentemente. L’aspro dibattito, frutto delle due scuole di pensiero, su jus sanguinis e jus soli è comunque occasione, per i soliti “buonisti”, di rivendicare una sorta di superiorità  morale, in quanto portati ideologicamente all’accoglienza e alla tolleranza, attribuendo la scomoda etichetta di razzista a chi non la pensa allo stesso modo.

A questo filone appartiene  la demagogica vignetta dell’ineffabile Vauro, che vedete qui e dove il “”demos””, il popolo di cui si cerca il consenso, è in questo caso una minoranza, quella degli stranieri.

Tornando alla vignetta, a me sembra che Vauro  sia andato vagamente fuori tema, perché il Piccino al quale Calderoli assesta una pedata, tutt’al più sarebbe un clandestino…ma non è questo che  mi interessa sottolineare ma piuttosto l’improntitudine di quanti, Vauro compreso, di Quel Bambino si disinteressano, magari e alla grande,  per tutto il tempo dell’anno, o per tutta la loro vita, invocando la laicità ad ogni piè sospinto e ad ogni costo…usandoLo però,  all’occorrenza,  come  utile appiglio,  per far vedere quanto loro sono buoni e caritatevoli e quanto, invece, la moltitudine degli “altri”, sia  razzista e inospitale. E mettiamoci  pure antistorica, crepi l’avarizia.

Nella loro infinita presunzione, essi fingono di non sapere che a dare pedate,ingiuste e crudeli, a Quel Bambino, sono in tanti, compresi loro, ogni volta che irridono i credenti, quando negano  una parola buona, quando ingannano, svillaneggiano, umiliano il prossimo, quando stupidamente tolgono il loro inutile saluto, quando chiudono la porta in faccia ad un amico.

Siamo quindi in buona compagnia. Buona si fa per dire.

L’articolo “Frau Blucher”, firmato da Alex Scardina, tratta del progetto, non si sa quanto realizzabile, di Angela Merkel, sul cosiddetto “euro tedesco”.

Molto interessante, e allarmante, nella sua lucida esposizione dei fatti, è l’articolo di C.V., “Istruzione, Democrazia E Studenti” sulla “okkupazione” di alcune scuole cittadine.

La Preda Ringadora pubblica l’articolo “Qualità della vita, Modena 22esima” .

Nonostante i  dati confortanti del Sole 24 ore,che la pone in alta classifica negli affari e nel lavoro, forte di un buon export e di una buona occupazione femminile, la percezione dei cittadini modenesi sembra essere diversa.

Buona settimana e buona lettura del n. 301

 

A.D.Z.

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