Avviato l’iter per l’intitolazione della traversa sul Secchia a Rolando Rivi

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[ -Su questo argomento Bice intervenne con un articolo a firma di Ugolino il 10 febbraio 2009 –  Chiedo scusa per il disturbo, ma lasciate perdere …”ndr]

 

E’ stato avviato l’iter per l’intitolazione della traversa sul fiume secchia a San Michele al Beato Rolando Rivi.

Nato il 7 Gennaio del 1931 a San Valentino di Castellarano, Rolando Rivi nell’Ottobre del 1942, spinto da una profonda fede, fa il suo ingresso in seminario.

Alla chiusura dell’anno scolastico Rolando rientrò a S.Valentino dove divenne assiduo collaboratore del parroco Don Olinto e tale rimase anche quando questi, aggredito e derubato da alcuni partigiani della zona, dovette lasciare il paese.

Nonostante gli inviti dei familiari e l’esempio di altri seminaristi pure loro in quei giorni rientrati presso le rispettive famiglie il giovane Rolando non volle abbandonare la veste talare che i seminaristi a quell’epoca portavano anche quando erano a casa o all’esterno del seminario.

Il 10 Aprile del 1943, martedì dopo la domenica in Albis, conclusa la messa Rolando si recò a casa e prese i libri con i quali si recò a studiare in un boschetto poco lontano. Da quel momento non fu più visto. Tra i suoi libri venne ritrovato un foglietto che riportava la scritta “Non cercatelo, viene un momento con noi partigiani”.

Il corpo del quattordicenne seminarista venne rinvenuto quattro giorni più tardi da suo padre e dal curato di S.Valentino poco distante da dove si era fermato a studiare. Per questo omicidio è stata pronunciata nel 1952 una sentenza definitiva in Corte di Assise di Appello di Firenze.

“Abbiamo sempre sostenuto – afferma il Sindaco di Sassuolo Luca Caselli – la necessità di un’intitolazione per questo esempio di fede e di coraggio, vittima dell’odio e della prevaricazione.

La Giunta all’unanimità ha quindi deciso di avviare l’iter urbanistico e presso la Prefettura per l’intitolazione di un luogo della città, preferibilmente proprio quella traversa che da Sassuolo porta a Castellarano, la sua casa di ora e di allora. L’intitolazione avverrà entro la prossima primavera”.

f.panciroli

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