Avanti, dottò…

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L'involuzione della specie: da Giovanni Gentile a Valeria Fedeli, omologhi, nel dicastero della Pubblica Istruzione. Filosofo, pedagogista, importante protagonista della cultura italiana nella prima metà del XX secolo, cofondatore dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, il primo....autoreferenziata sindacalista e esponente politica la seconda.


A chi non è accaduto,  di essere  chiamato “”dottore”” o “”dottoressa””, senza esserlo? Credo più o meno a tutti, sia nel frangente di un parcheggio, come lo scherzoso titolo ricorda, oggetto di tante barzellette, sia in circostanze decisamente più serie.  C’è chi, non laureato, giustamente,  corregge l’interlocutore  …  ci sono altri , invece, che hanno una tale piccineria d’animo  da compiacersene  fino a gongolare,  e si guardano bene dal correggere l’interlocutore che così generosamente ha donato loro un dottorato. Le piume del pavone sono sempre di moda per certe persone.

Si sprecano, poi,  gli esempi di persone che millantano titoli di studio mai posseduti, persone che tranquillamente  operano per anni in settori  anche delicatissimi, come la Medicina,  e che, malauguratamente per loro,  da un controllo, da una verifica, da una spiata, forse, chissà… vengono smascherati,  licenziati,  puniti, fino alla restituzione degli stipendi percepiti. 

Tutti  devono pagare per una colpa così grave.

Non voglio mitizzare  il fatidico “”pezzo di carta””,  sarebbe decisamente superficiale e sciocco definire il valore delle persone solo in base al suo possesso: il primo che mi viene in mente, in positivo, il  “”non laureato”” Eugenio Montale, poeta straordinario, uomo coltissimo, Premio Nobel 1975… in negativo una “”stellina”” , della quale per  decenza non faccio il nome,  appartenente al sottobosco dello spettacolo porno soft,  titolare di una sbandierata laurea alla Bocconi… ma che a screditare la laurea, minimizzandone la mancanza,  siano le persone che  quella laurea non l’hanno conseguita, non mi sta bene. Meno ancora mi sta bene che  qualcuno, senza aver neppure conseguito la Maturità, si “”percepisca”” come laureato, e dichiari pertanto di possedere il titolo.

E’ quello che ha fatto la neo Ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli.

Da quale pulpito e con quale autorevolezza, potranno  piovere su docenti e discenti,  i predicozzi del Ministro, pardon, della Ministra della Pubblica Istruzione, Valeria Fedeli?

La Scuola,  da sempre, dovrebbe essere il giardino in cui si  coltiva il merito, in cui si premia l’eccellenza, in cui si esortano sia gli studenti, sia gli insegnanti, all’impegno, anche al sacrificio, perché studiare è molto difficile  e altrettanto è difficile insegnare. E a scuola, con le discipline di studio,  si impara anche  che fare buona figura agli esami, conquistare un  attestato, un diploma, una laurea… è frutto del merito e dell’impegno. Nulla è regalato.

Sarà buffo, quando girerà per gli istituti di ogni ordine e grado, sentire le esortazioni allo studio e qualche rigoroso sermone impartito da  questa  signora, capace non solo di millantare  titoli di studio mai conseguiti… ma incapace di riconoscere  la gravità di questo gesto!

Millantare  è umano, forse.

Autoassolversi, invece, rimanendo saldamente incollato all’insperata poltrona,  derubricando a “”leggerezza”” il fatto di aver  inserito nel curriculum una laurea inesistente, se non è diabolico è quantomeno meschino.

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Come di consueto,  qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto portano direttamente ai relativi pezzi.  Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Avanti, dottò…

di A.D.Z.

 

Un 2016 da dimenticare e un 2017 che non promette niente di buono.

di Massimo Nardi

“”Non so quanto abbia speso il comune di Modena per allestire tende e documentazioni fotografiche relative ai migranti nel chiostro del Dipartimento di Giurisprudenza in via San Geminano, ma anche se avesse solo speso un euro dei miei soldi che periodicamente gli verso, non sarei d’accordo.“”

Da gettare con l’anno vecchio,da tenere per l’anno nuovo

di Alberto Venturi

Atteso e gradito, il consueto dizionario di fine anno, in cui, alternando i toni faceti all’amarezza, la speranza alla disillusione, vengono elencati  nomi, eventi e situazioni…alcuni da portare con noi per il 2017, altri da lasciare senza rimpianti.

Prima o poi qualcuno si ribellerà

di Paolo Danieli

Impossibile  non pensare all’enorme ingiustizia, alla vergogna, di mantenere giovanottoni africani che gironzolano nullafacenti per le nostre strade, muniti di cellulare, mentre mancano le risorse per garantire la retta minima agli italiani, anziani  non autosufficienti, che hanno passato la vita a lavorare e a pagare le tasse.

Fenomenologia Italiana

di Eugenio Benetazzo

Italici, Italioti, italopitechi, Italianici, Troiani… in questa analisi, condotta con la consueta sapiente mescolanza di dati incontrovertibili, gradevolezza nell’esposizione, disincanto e anche amarezza nelle previsioni  dell’immediato futuro. 

Eventi di Dicembre

di Corrado Corradi

Nella rubrica Visti da vicino,  i  testi introduttivi  e  le gallerie fotografiche relative agli eventi.
Questi i link : Museo della figurina
,  Mi ritorna in mente3, Mostra di Natale

Auguro a tutti buona settimana e buona lettura del n. 543 – 215.

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