Avanguardie e … retroguardie

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Non è mancata la classica difesa  d’ufficio per i primi due fermati, ritenuti responsabili di ""violenze sessuali, rapine e lesioni"" avvenute la notte di Capodanno in piazza Duomo. Il padre del diciottenne l’ha definito “Un bravo ragazzo, un gran lavoratore” . Anche i genitori del ventunenne arrivato da Torino hanno difeso il figlio: ""«È un bravo ragazzo, non ha fatto nulla»"" Bene…con queste avanguardie, i nuovi italiani, e con le retroguardie indifferenti  e mute delle femministe nostrane, la questione è  chiusa.

 


Stranieri, italiani di seconda generazione o discendenti dalle antiche genti italiche che siano… non m’importa. Esseri che si macchiano di certe colpe… che siano  egiziani, marocchini, italiani o altro, per me  appartengono  tutti alla stessa etnia, quella  dei subumani. I documenti attestanti la  loro cittadinanza non mi  fanno mutare pensiero. Questo è il mio parere personale, evidentemente non condiviso da tutti; tuttavia, se si vogliono, invece, fare  distinzioni fra nazionalità, allora occore essere  precisi, non approssimativi. 

Con quella che io  chiamo  pornografia dell’informazione, per alleggerire la conclamata responsabilità dei giovani stranieri nei fatti di Capodanno a Milano, si calca la mano e si ripete con sussiego, come un mantra, che fra gli aggressori erano presenti anche giovani italiani. Questa puntigliosa precisazione implicitamente  suggerisce all’ascoltatore che gli italiani sono colpevoli allo stesso modo degli stranieri ai quali non abbiamo nulla da invidiare in questi comportamenti aberranti.

La puntigliosa precisazione di cui sopra, tuttavia, non è una notizia completa in quanto tralascia di dire che gli italiani cui si fa riferimento nei servizi giornalistici  e sulla carta stampata sono tutti figli di stranieri.

Non sono  avvezza a adornarmi con le penne di pavone che, fra l’altro, pare portino pure jella. Pertanto, fuor di metafora zoologica, poiché non è mia  abitudine appropriarmi del pensiero altrui, attribuendomelo, riporterò virgolettato quando scritto da Italico Cauteruccio in alcuni post su un noto social. Sono parole talmente esaurienti, parole che rispecchiano talmente  il mio pensiero, anche nei  termini  usati,  che sarebbe stato impossibile farne una sintesi con parole mie.

“Le recenti malefatte notturne in occasione del Capodanno, hanno incrementato il fervore del costante aggiornamento del glossario progressista, talché è diventata frenetica la ricerca di un sinonimo della parola “stupro” da adottarsi dai mass media – peraltro, con molta parsimonia e se la notizia è inevitabile – quando il reato è commesso da straniero.

Se non apparisse tanto lassista all’ immatura opinione pubblica, l’imputazione più aderente all’ imperante concetto di aperta accoglienza, sarebbe da rubricare come “disturbo alla quiete privata di donna o di minore””, in modo da renderla coerente con la immediata messa in circolazione a piede libero del soggetto, in attesa di giudizio e della successiva sentenza che ne sancisca la finta estradizione o la condanna ai domiciliari senza fissa dimora.

Sono giorni che televisione e giornali ci ammorbano propinandoci le malefatte – in termini di violenza sessuale e di leso rispetto di giovani donne non accompagnate – avvenute disinvoltamente a Milano, pur tra una folla di gente, nella notte di Capodanno da parte di branchi di ragazzi.

A quanto pare, trattasi di risorse estere – parto, anche di seconda generazione, della nostra aperta accoglienza – nonostante la cosa sia enunciata quasi velatamente o con qualche reticenza.

Quello che sorprende è lo sconcertato stupore dei mass media per tali episodi, dal momento che non possono ignorare la profezia che già nel 2014 proclamava come tali risorse “… oggi sono l’elemento umano, l’avanguardia di questa globalizzazione e ci offrono uno stile di vita che presto sarà molto diffuso per tutti noi». Sono giovanissimi, quindi … più avanguardia di cosi ! Quella che non si comprende, invece, è la silente retroguardia delle nostre femministe.”

(Italico Cauteruccio)

 

Già…dove sono le paladine delle donne?  Quelle per intenderci  che fanno  fuoco e fiamme non solo per sacrosante motivazioni, come la sicurezza, la tutela economica, la dignità femminile ma si battono anche, forse anche con maggiore ferocia, per  variazioni  al vocabolario,  imponendo termini come assessora, sindaca, prefetta, ministra…beandosi di questi eccelsi traguardi raggiunti… Tornando a bomba: dove sono? Non sono sdegnate per il comportamento di chi, nel Terzo Millennio, osa concepire la donna come mero oggetto  sessuale, come trascurabile accessorio  dell’uomo, come entità priva di diritti, persino  quello di sostare, incolume,  in una piazza, fra la folla, per salutare il  nuovo anno ?

Francamente,  oltre a questo silenzio da parte delle suffragette ben note, mi colpisce e mi  sconcerta  quello  dei giornalisti. Quello dei grandi giornalisti, s’intende, il silenzio di  quelli che contano, di  quelli che hanno visibilità e mezzi per poter porre alle predette paladine qualche domandina scomoda, anziché le scempiaggini di tutto riposo, scevre da pericoli, che solitamente infarciscono le loro interviste.

E, ulteriormente più grave, è la  diffusa sfiducia nella nostra giustizia, testimoniata dal fatto che molte giovani  donne non hanno sporto denuncia in quanto convinte che l’etnia degli aggressori induca comunque a trattarli con indulgenza, scusando comportamenti e  azioni abominevoli. E non è mancata la classica difesa d’ufficio per i primi due fermati, entrambi ritenuti responsabili di “”violenze sessuali, rapine e lesioni”” avvenute la notte di Capodanno in piazza Duomo.

Il padre del diciottenne Abdelrahman Ahmed Mahmoud Ibrahim, l’ha definito “Un bravo ragazzo, un gran lavoratore” . Al quale, ovviamente,  tutto è permesso, in Italia.

Anche i genitori del ventunenne Abdallah Bouguedra, arrivato da Torino, hanno difeso il figlio: “”«È un bravo ragazzo, non ha fatto nulla»””

Bene…con queste avanguardie, i nuovi italiani, e con le retroguardie indifferenti  e mute delle femministe, la questione è  chiusa.

Anche perché, come ci stanno  ripetendo  fino alla nausea, costoro rappresentano comunque il nostro  futuro e  ci conviene  adattarci. E,  dato che le nostre sono  culture non sovrapponibili, saremo noi ad integrarci.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più agevolmente il giornale, andando direttamente all’articolo interessato.

 

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Avanguardie e retroguardie

A.D.Z.

Siamo sicuri che ci sia una informazione senza difetti?

Massimo Nardi

Telegiornali e dibattiti di politica su chi deve fare il Presidente della Repubblica. Berlusconi sì, Berlusconi no. Sembra che il problema dell’Italia, oltre al Covid, sia solo questo.

Draghi capisce poco di economia. Di Battista dixit        

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L’inutile, pericoloso accaparramento dello Zitromax

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L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa)  richiama “tutti, prescrittori e cittadini, alla responsabilità di usare le terapie antibiotiche solo ove indicate. Utilizzare gli antibiotici con attenzione e prudenza deve essere un impegno e un dovere per tutti, dai professionisti sanitari alla popolazione generale, come principale arma di contrasto al problema della resistenza agli antibiotici”.

Scandalosi guadagni per le società energetiche! 

Ugo Volpi

Ritengo che l’energia sia un bene dell’umanità sul quale non si possano generare profitti, ma so come vanno queste cose: a pagare sarà l’anello più debole della catena: noi. Però non mi rassegno e spero che il governo proceda.

“Vox Mutinae”         

Corrado Corradi

Grandissimo successo della finale del Concorso Internazionale di Canto Lirico dedicato a “Nicolaj Ghiaurov”.

Buona settimana e buona lettura del n. 783 – 475.

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