Aumento degli organici delle Forze dell’Ordine «Non credo che sia la soluzione per limitare i problemi”

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Il Ministro Carlo Giovanardi, inserito al secondo posto nelle liste elettorali dell’UDC, è pronto a rilanciare la sfida per dare continuità al suo incarico che in questi cinque anni lo ha visto impegnato anche con le deleghe al servizio civile e alle politiche antidroga.

 

Ministro, è d’obbligo iniziare con la polemica delle ultime ore. Lo scontro tra lei e Capezzone.

 

 «La polemica è stata organizzata a regola d’arte da Capezzone che al termine di una trasmissione radiofonica ha gridato all’incidente internazionale dicendo che io avevo tacciato una legge olandese di nazismo. Ma io ho citato documentazioni di medici, etici e studiosi olandesi che a loro volta paragonavano quella legge a quelle nazionalsocialiste. Con quale logica si può pensare di autorizzare la soppressione, o omicidio che di si voglia, di un giovane fino ai dodici anni soltanto perché non è perfetto fisicamente? Questo non è tollerabile, non possiamo accettare di creare uno spartiacque sulla dignità della vita»

.

 A suo favore però si sono schierati in tanti illustri italiani, in primis il Presidente Emerito Cossiga .

 

 «E’ ovvio. Io ho parlato con tanti enti e associazioni che quotidianamente lavorano a fianco delle persone disagiate e sono affascinato da quello che fanno. Se dovessimo accogliere la legge olandese questi gruppi non avrebbero più ragione di esistere, perché spendere soldi e risorse quando sarebbe molto più semplice sopprimere le persone? Dopo Norimberga tutta Europa decise che la legge morale è superiore a quella di ogni singolo Stato. Penso che in questo caso tutti dovrebbero ricordarsi di quella storica decisione»

.

Qualcuno però ha chiesto le sue dimissioni .

 

 «Mi fanno sorridere. L’Ulivo e il centrosinistra hanno chiesto che io mi dimettessi. Ma stiamo scherzando? Io ho espresso un’opinione personale, non mi sembra di aver offeso né aver fatto nulla di irresponsabile. Allora seguendo questa logica delle dimissioni tutti coloro che si schierano contro la pena di morte negli Stati Uniti dovrebbero essere allontanati dai loro incarichi».

 

  Cambiamo discorso: la questione sicurezza è diventata una priorità.

 

 «La legge Bossi-Fini è l’unica ricetta a nostra disposizione per conciliare l’immigrazione regolare con il dramma delle migliaia di persone che vogliono entrare senza permessi né obiettivi concreti. Le recenti notizie provenienti da Pavullo e Sassuolo sono l’emblema di quanto sto affermando. Non è possibile che anche nei piccoli centri si vengano a creare assembramenti di clandestini che poi diventano automaticamente spacciatori o delinquenti. Servono regole rigide che tutelino sia gli italiani sia coloro che in Italia arrivano. Purtroppo c’è ancora chi strumentalizza e fa polemiche insensate. E’ possibile che  ancora qualcuno voglia chiudere i Cpt? E le polemiche per sei ore di fila davanti alle poste sono accettabili? Secondo me no. Proviamo a ricordare come venivano trattati gli italiani che emigravano. Andavano negli Stati Uniti e venivano trattenuti per giorni a New York, qui facevano loro domande, sottoponendoli a condizioni iniziali difficili da sopportare, ma non mi pare che i nostri migranti si siano mai comportati come tanti clandestini attualmente in Italia».

 

 Polizia e Carabinieri chiedono di aumentare gli organici.

 

 «Non credo che sia la soluzione per limitare i problemi. Io sono stato solidale da subito con i carabinieri di Sassuolo perché capisco le condizioni disagiate in cui sono costretti ad operare. Fino a che ci sarà un fronte così largo che lincia l’operato delle forze dell’ordine allora gli aumenti di organico non contano. Bisogna lavorare alla radice, facendo capire che loro tutelano la gente onesta».

 

 Ultima domanda: il faccia a faccia televisivo Prodi-Berlusconi. Come lo giudica?

 

  «Mi è piaciuto fino all’ultima domanda. Poi il Presidente del Consiglio ha criticato il metodo del confronto, perdendosi nella risposta. Ha dato l’impressione ai tanti telespettatori che la critica fosse rivolta anche al merito del confronto, ma non era così. Purtroppo non ha avuto modo di spiegarsi. Le regole però sono le regole».  

 

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