Attualità di Gesù di Nazareth

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Lo scrittore-giornalista Corrado Augias ci ha gentilmente concesso una intervista inerente il suo libro di successo , “Inchiesta su Gesù. Chi era l’uomo che ha cambiato il mondo”, che, in soli sei mesi, ha già superato le 500.000 copie. In premessa abbiamo evidenziato alcune note introduttive sull’attualità di Gesù di Nazareth

Il Comitato  “Fiorano in Festa” (presieduto dall’Avv Gian Carla Moscattini), con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Fiorano modenese (la Prof Maria Paola Bonilauri) e sponsorizzato dalla LAPAM-Federimpresa di Fiorano M odenese (Sergio Romagnoli), si appresta a dare vita agli incontri culturali del mese di maggio 2007, che vedono le presenze di grandi e prestigiosi Autori: Corrado Augias (domenica 6 maggio ore 11,00); Dacia Maraini (domenica 13 maggio ore 11,00) e Dario Fo (domenica 27 maggio ore 11,00).

 

In un tempo in cui si dibatte sempre più intensamente (e calorosamente) sui DICO e sul progetto di legge governativo per le unioni di fatto (ce ne siamo già occupati, ampiamente, sul nostro settimanale on line), in un tempo in cui, per salvare la famiglia e la sua unità, è stato istituito l’Istituto Pontificio di Alti Studi sul matrimonio e la famiglia, in un tempo in cui, con Karl Marx e, sulla scia dell’ideologia marxista (per fortuna, repentinamente naufragata e fallita), siamo arrivati ad una visione individualistica della vita sociale, l’uomo cerca sempre più di conoscere, approfondire e capire Gesù Cristo, che si è fatto uomo per salvare l’umanità

Proprio in questi giorni, la RAI Radiotelevisione Italiana,  ha mandato in onda, in due serate successive, la fiction “L’inchiesta” del regista Giulio Base , su un testo del modenese Valerio Massimo Manfredi, un remake del film di Damiano Damiani, del 1986, ricavato da una bellissima opera di Anatole France, abbozzata per il cinema dal grande sceneggiatore Ennio Flaiano.

Sempre in questi giorni, l’Arcivescovo di Modena e Nonantola, Mons Benito Cocchi, nel suo messaggio pasquale, auspica un segno concreto di pace e, tra l’altro, dice “Anche chi decretò la condanna di Gesù, non lo fece per amore di giustizia, ma per accogliere le richieste di una folla urlante e per la macchinazione di chi voleva eliminare quel profeta. Allora ed oggi, la Pasqua acquista significato dall’amore di Dio, che ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio. C’è bisogno della vera Pasqua.. La situazione, vicina o lontana, non spegne in noi il desiderio della vera Pasqua. Al contrario ci stimola, come cristiani, a riscoprirla, celebrarla e testimoniarla…C’è bisogno della vera Pasqua, anche nelle nostre città. Continuano le guerre, in varie parti del mondo. Ma ogni giorno le cronache ci ricordano che anche nelle nostre città, a tante persone, la solitudine o l’infermità rendono tristi anche i giorni di grande festa”.

Dopo lo straordinario (e immeritato) successo del “Codice da Vinci”di Dan Brown (e, sulla scia di quel successo,si cerca, ora, di imporre altre “bufale” come il documentario “La tomba perduta di Gesù” e “I Vangeli di Giuda, uno dei Vangeli apocrifi della cristianità) e dopo l’altrettanto straordinario successo del film “The Passion” di Mel Gibson (successo meritato), mentre si accende un dibattito e una polemica sul personaggio di Gesù, che è il professorino che distrugge i libri nel film “Centochiodi” del bravissimo Ermanno Olmi, mentre sta avendo successo il film “A 7 Km da Gerusalemme” del regista Claudio Malaponti, ricavato dal libro di Pino Farinotti, presso l’Editore Mondatori sta per uscire “Gesù non lo ha mai detto” di Barr R. Ehrman e proprio  in questi giorni, l’Editore Rizzoli pubblica il nuovo libro di Benedetto XVI, Gesù di Nazareth”, libro che il Santo Padre aveva cominciato a scrivere, nel 2003, quando era ancora il Cardinale Joseph Ratzinger.

In questo bellissimo, edificante libro, il Pontefice ricorda come il “Dio, il lontano, in Gesù Cristo si è fatto prossimo” E, tra l’altro, scrive: “la Scrittura che esortava ad amare proprio anche gli stranieri, ricordando che in Egitto, Israele stesso aveva vissuto un’esistenza da forestiero.. Invece di dare loro  (agli africani ndr) Dio, il Dio vicino a noi in Cristo, e accogliere così dalle loro tradizioni tutto ciò che è prezioso e grande e portarlo a compimento, abbiamo portato loro il cinismo di un mondo senza Dio, in cui contano solo il potere e il profitto; abbiamo distrutto i criteri morali così che la corruzione e una volontà di potere priva di scrupoli diventano qualcosa di ovvio.. Il grande tema dell’amore… Noi tutti siamo “alienati” e abbiamo bisogno di redenzione…noi tutti abbiamo bisogno del dono dell’amore salvifico di Dio stesso l’amore che è l’essenza dello “splendore soprannaturale”… Il Cristo insegna che non si tratta di stabilire chi tra gli altri sia il mio prossimo. Si tratta di me stesso. Io devo diventare il prossimo, così l’altro con te per me come “me stesso””

L’inventore della “TV verità” (soprattutto con le trasmissioni “Telefono giallo”), l’Autore e conduttore (su RAITRE) delle trasmissioni “Cominciamo bene. Le Storie” e l’ “Enigma” ha così risposto alle nostre domande su Gesù Cristo, che si è fatto uomo , così che –come sottolinea il Santo Padre- “Dio, il lontano, in Gesù Cristo si è fatto prossimo”.

 

Lei è giornalista, scrittore, autore e conduttore televisivo. Quale di queste definizioni sente più Sua ?

 

“ Scrittore, direi : uno scrittore cui piace raccontare ciò che ha visto, fatto, letto e su cui si è correttamente documentato. Ma anche essere giornalista e autore-conduttore televisivo fa parte di me, della mia personalità e vocazione”

 

Televisione e letteratura appaiono due mezzi di comunicazione piuttosto lontani tra loro. Ma sono conciliabili ? Oggi, in televisione, è ancora possi
bile realizzare o proporre trasmissioni culturali serie come la Sua “Babele”, che informino e formino i cittadini ?

 

“ E’ possibile ma a certe , severe condizioni. Il pubblico televisivo è talmente degradato ormai e viziato da programmi spesso indecenti (in ogni senso) che alzare appena il tiro come vorrebbe il presidente RAI , Claudio Petruccioli e il Sindaco di Roma, Walter Veltroni, è diventato molto difficile. Ma non è impossibile. E’ quello che mi sforzo di fare nei miei programmi, “Le Storie” ed “Enigma” in onda, ogni giorno, su RAITRE… ma alle 12,45 il primo e in seconda serata, il secondo. Questo è il prezzo da pagare: un orario molto difficile”

 

Non dimentico la  fortunata ed intelligente conduzione del Suo programma sui libri “Babele”, che ci accomuna sotto un unico denominatore: la cultura come divertimento e un unico grande e sviscerato amore per la letteratura. Pochi, come Lei, si sono impegnati tanto per la sua diffusione, ma l’Italia è ancora oggi, il paese dove si legge di meno ?

 

“ Sicuramente si legge molto poco –leggono soprattutto poco i giovani – Si calcola che il pubblico dei veri lettori, dei forti lettori, nel nostro paese non arrivi nemmeno al milione di persone. Alcune iniziative di diffusione del libro da parte dei quotidiani, per esempio, lasciano comunque aperto uno spiraglio per il futuro. Lo stesso vale per iniziative come gli incontri con gli Autori, come nel caso di Fiorano modenese”

 

Questo Suo ultimo libro, “Inchiesta su Gesù” che ha ottenuto fulmini e consensi , è un documento vivo e palpitante su un argomento che da duemila anni affascina l’uomo. La scoperta di Gesù, della Sua umanità e dell’ambiente nel quale è vissuto, con una ricerca storica resa possibile dalla mole di documenti che, dal dopoguerra ad oggi , sono stati ritrovati e che gettano una nuova luce sul personaggio. Ma perché, come mai un laico come Lei ha voluto cimentarsi in quest’opera su Gesù?”

 

“Va premesso e sottolineato che non si tratta di un’opera pro o contro Gesù, ma piuttosto di un’analisi dei testi canonici e non, dei testi storici. E’ possibile sapere chi era l’uomo che, circa duemila anni fa, percorse la terra d’Israele, parlò alle folle, guarì gli ammalati, lanciò un messaggio che mai prima d’allora era stato concepito e finì straziato su un patibolo infame? Non sapremo mai quale aspetto avesse, quale fosse il suono della sua voce o il bagliore dello sguardo; possiamo però, cercare d’intravedere l’uomo nella sua storicità, in quella terra, in quegli anni. Possiamo avvicinarci alla sua immensa figura e tentare di conoscerlo com’era prima che scomparisse sotto la coltre fitta della teologia .Il dialogo riportato in questo libro nasce dall’esigenza e dalla possibilità di sapere ciò che Gesù, Yehoshua ben Yosef nella dizione ebraica, è stato. Devo ringraziare il professor Mauro Pesce , eminente biblista, titolare della cattedra di Storia del cristianesimo a Bologna, cui si deve il recente e fortunato volume Le parole dimenticate di Gesù, per avere accettato l’invito a discutere con un profano quale io sono la materia che conosce tanto profondamente. Quando abbiamo cominciato a preparare il nostro dialogo, il professore ha chiarito in questi termini il suo atteggiamento sul tema “Sono convinto che la ricerca storica non compromette la fede, ma neppure obbliga a credere. Certo, a volte mette in crisi alcuni aspetti dell’immagine confessionale di Gesù, ma questo porta a una riformulazione della fede, più che a una sua negazione. Del resto, anche certe affermazioni rozzamente antiecclesiastiche vengono messe in crisi dalla ricerca. Ma ciò non obbliga alla fede, permette un atteggiamento laico più maturo”.

In questo libro, l’incrocio tra la mia curiosità (ma potrei anche definirla ansia) e la scienza del professor Pesce è avvenuta sempre all’insegna della buona fede”

 

Come spiega, allora, la presa di posizione del Vaticano nei confronti di questa “Inchiesta su Gesù” ?

 

“ Ho assistito, nei sontuosi palazzi lateranensi al “processo” contro i libri che pretendono di esaminare la figura di Gesù fuori dall’ortodossia della Chiesa: impliciti o dichiarati Il Codice da Vinci e l ‘Inchiesta su Gesù che ho scritto con Mauro Pesce. Naturalmente  non è stato un processo vero e proprio, ma una reprimenda , affidata alla grande dottrina di Monsignor Romano Penna, che credo di poter così condensare: non si può parlare di Gesù senza misurarsi con le fonti. Queste fonti sono al 99 per cento scritti di fede. Più volte, nel giro di questi mesi, ho sentito ripetere la tesi che non si può capire Gesù se si prescinde dalla fede, cioè valutare solo in base ai documenti e alla storia.La mia idea è opposta: ritengo che Gesù si capisca molto meglio proprio se si prescinde dalla fede, dalla teologia che, nel corso dei secoli, è stata così fuorviante su di lui fin quasi a nasconderlo sotto un pesante mantello. La costruzione di una dottrina ha richiesto lo sforzo immane di rendere coerente ogni dettaglio della sua esistenza, anche nei periodi meno documentati.

La dottrina è complicata, ma Gesù è semplice. Egli parlava agli umili, per la gran parte poveri contadini analfabeti, il suo messaggio era diretto, le sue metafore prese dalla vita dei campi, dal succedersi delle stagioni
. Si prova un profondo sollievo quando si esce dai fumi della teologia per avvicinarsi direttamente a lui. L’approccio  di tipo storico è del resto giustificato dalla straordinaria riscoperta, negli ultimi sessant’anni di molti documenti ebraici e cristiani antichi . Anche i Vangeli canonici, letti alla luce di questa nuova documentazione, acquistano un senso diverso. Opporre la ricerca storica alla fede, renderle per così dire nemiche, non è giusto. Ha scritto il professor Pesce :

La ricerca storica non dipende né dalla fede, né dalla non-fede che impedisce di credere e non costringe a credere. E’ una cosa diversa . Negare una conoscenza razionale indipendente dalle fedi, significa condannare la nostra storia, una radicalizzazione dello scontro tra credenti e non credenti o tra credenti di fedi diverse”

Un’altra accusa che mi è stata rivolta è di avere insinuato la possibilità di rapporti omosessuali nella cerchia intorno a Gesù. Io ho fatto solo domande su un tema da qualche tempo ipotizzato. Il professor Pesce ha risposto che le voci sono infondate. Era mio dovere di cronista fare  anche domande scomode. Insistere sull’argomento rivela, a mio parere, la difficoltà di trovare obiezioni più fondate. La cosa che, forse, ha of feso di più il professore Pesce e me, è averci accomunato nel biasimo a Dan Brown. Il suo libro è un romanzo, a mio parere mediocre. Il nostro è stato un tentativo di ritrovare in Gesù un affascinante connotato umano che spesso proprio la teologia gli ha sottratto

Come ha precisato il professor Pesce “oggi il ruolo politico delle religioni è massiccio e abbiamo bisogno di un dibattito libero che faccia crescere la capacità di giudizio dei singoli. Senza conoscenza personale non si resiste ai fondamentalismi, compresi quelli nostrani”

Le risposte del professor Pesce, come egli stesso ha sottolineato, nascono “da un amore e da un desiderio di conoscere meglio la straordinaria esperienza di Gesù” Nel libro , il professor Pesce ed il sottoscritto, abbiamo voluto mostrare una strada per riconoscere la straordinaria statura di Gesù. Si tratta di capire come e perché la sua dimensione totalmente religiosa, mistica, verticale sia assolutamente coerente con la sua altrettanto assoluta concentrazione sulla giustizia, sui bisogni degli uomini”

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