Attenti al cibo!

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""Il crollo della produzione e il conseguente rincaro dei prezzi alimentari hanno contributo a destabilizzare i regimi della regione.""art. del dr. Riccardo Pelizzo

 

Alcuni mesi fa, partendo proprio dagli aumenti degli alimenti-base, per la prima volta svincolati dal prezzo del petrolio, avevamo previsto i sommovimenti politici che oggi infiammano l’altra sponda del Mediterraneo.

Ora, disponendo di altri dati, li mettiamo a disposizione per un’ulteriore riflessione.

Ai primi di gennaio la FAO ha aggiornato i dati relativi al costo del cibo, che vengono regolarmente misurati sulla base del Food Price Index (FPI), cioè dell’Indice del

Prezzo del Cibo. Questo indice a gennaio è cresciuto per il settimo mese consecutivo, salendo del 3,4% rispetto al mese precedente, per raggiungere i 231 punti. Questo valore non solo è superiore al valore più alto registrato nel 2008, quando si sono avuti i valori più elevati del decennio, ma rappresenta il valore più alto dal 1990 sia in termini nominali che reali.

L’incremento si è registrato per tutti i tipi di alimenti (cereali, oli e grassi, latticini, riso, etc.) ad eccezione della carne perché la produzione è calata. Nei paesi nordafricani si è avuto un vero e proprio crollo della produzione.

Per esempio, mentre la produzione di cereali è calata dell’1,4% a livello mondiale (fonte: FAO, Crop Prospects and Food Situation, n. 4, 2010, p. 1), essa è calata molto di più nei paesi nordafricani. Nel Nordafrica – regione che include l’Algeria, l’Egitto, il Marocco e la Tunisia- essa è scesa in media del 13, 1%, calando rispettivamente del3,1% in Egitto, del 15,1% in Algeria, del 26% in Marocco e del 52% in Tunisia.

Il crollo della produzione e il conseguente rincaro dei prezzi alimentari hanno contributo a destabilizzare i regimi della regione. Se il prezzo del petrolio si rimette a salire, il prezzo del cibo salirà di conseguenza, e gli scontri e le violenze che finora sono rimasti circoscritti ai paesi nordafricani,potrebbero estendersi al resto del continente Africano, all’Asia e ai paesi più disagiati dell’America Latina.

 

 

 

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