Assuefazione, quasi rassegnazione

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La rassegnazione non è una virtù. Per lo meno  non lo è certamente dinnanzi  a fenomeni che stanno prendendo sempre più spazio nella nostra società e che la stanno profondamente minando. Fra questi fenomeni, uno dei più pericolosi, sicuramente, è quello delle cosiddette “baby gang”.
Già questa definizione è talmente blanda, quasi indulgente, tanto da indurre alla sottovalutazione della reale pericolosità del fenomeno. Le “Baby gang” sono  composte da giovanissimi, a volte poco più che bambini, dodici o tredici anni… per lo più stranieri o  italiani  di seconda generazione, come si  suol dire.
E’ indispensabile a questo punto una precisazione: quando si citano questi dati è altamente ingiusto e scorretto tacciarli come una manifestazione di  razzismo strisciante… ma questo non è un parere personale, questi sono dati  degli uffici  di polizia, queste sono statistiche ufficiali, indipendenti non solo dalle idee di chi  scrive ma assolutamente lontani e liberi  rispetto a  qualsiasi potere, a qualsiasi  governo in carica.
Sono dati reali.

Tornando  alle baby gang, esse terrorizzano  e proliferano in ogni  città, dapprima il fenomeno era soprattutto circoscritto a certi  quartieri delle metropoli maggiori,  come Milano, come Roma e  a grandi città come Torino, Napoli… ora, ogni  città, grande e piccola, ha le sue  brave “baby gang” con le quali  fare periodicamente i  conti.

Anziani  malmenati e derubati, coetanei che sono presi a calci e massacrati, in pieno  giorno, sistematiche azioni di  disturbo ai passanti, con scippi relativi, danneggiamenti di ogni tipo…
Sembra che, di  fronte a questi  fatti, le autorità preposte siano impotenti.
Ma non si può, io  credo, accettare che frotte di  delinquenti veri e propri, per quanto  minorenni, possano spaziare con le loro  azioni, rendendo letteralmente invivibili  rioni e quartieri  …
Le azioni ad essi  contrapposte sono  talmente blande, insufficienti, inadeguate,  da apparire ridicole, sempre che di  fronte a fenomeni simili  ci sia qualcuno  che ha ancora voglia di  ridere.

Il problema della sicurezza nelle nostre città, ma anche nella scuola , o in altri luoghi  di aggregazione, come parchi, etc. deve essere affrontato non in teoria,   con i prevedibilissimi e scontati  bei  discorsetti sull’educazione di  questi virgulti e sull’educazione  alla legalità che la scuola ( della famiglia non ne parliamo proprio) dovrebbe loro  offrire.
La prima cosa, soprattutto nei confronti di chi è ancora “impunibile” per età… è sanzionare pesantemente i  genitori o chi per essi.
Il minore  non può essere imputabile? Benissimo ( si fa per dire…) per lo stesso reato  in galera ci va il genitore o paga in solido il genitore.

Nel  nostro ordinamento che per decenza definisco  a maglie larghe,  so bene che per reati  con pena prevista  fino a quattro  anni non si  va in carcere … Per qualsiasi  motivo  sia stata fatta questa legge ( che considero iniqua) deve essere, a mio  avviso cambiata, in modo che sia previsto in questo  caso che si paghi, almeno in denaro, per ciò che si è  commesso.

Ma questo deve essere fatto subito, le leggi sono talmente inadeguate alla criminalità, macro o micro, comunque la si  voglia definire,  da risultare inutili ad arginare il fenomeno.

Invece, assuefatti e rassegnati, apprendiamo    nelle cronache dell’ennesimo anziano scippato, del giovane studente derubato di cellulare, oggetti personali, scarpe persino… di aggressioni,  furti, vandalismi… come se a questo fenomeno non si potesse efficacemente contrastare.

Ma la rassegnazione di fronte all’illegalità, da qualsiasi parte venga, non è mai una virtù, semmai una colpa.  

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Una risposta

  1. Commento ovvio : fenomeno divenuto, come giustamente enunciato, di carattere generale, frutto di un lassismo talmente generalizzato per carenze familiari e scolastiche al punto di aver ceduto il ruolo “formativo” dei giovanissimi alle loro stesse bande. Correttivo ? Severità ad ogni livello responsabile.

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