“ASCOLTAMI”

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Questo titolo, “ASCOLTAMI”,  è il “grido” di Maria Ragazzi, che vuole continuare a vivere e comunicare con il mondo esterno, con i sentimenti, con i pensieri, con la speranza.

Servizio fotografico a cura di Corrado Corradi


Il giornalista-scrittore Saverio Tutino (che ha “inventato” il “Premio Pieve Santo Stefano” , in provincia di Arezzo, giunto alla 33.ma edizione) ha scritto che “il diario, più del romanzo, costituisce un rapporto intimo e personale con se stessi ma anche con il mondo esterno. Perché un testo è scritto per essere letto e per suscitare emozioni nel lettore, è scritto per andare altrove, per vivere altre vite, per potere entrare nel cuore e nella mente di altre persone”.  

Questo concetto è ripreso e condiviso dallo psichiatra Vittorino Andreoli, nel suo recente libro “La gioia di pensare”. E (probabilmente) è condiviso dalla scrittrice esordiente Maria Ragazzi, che, sabato 24 settembre 2017,  al “Circolo degli Artisti” di Modena, è stata presente ed è, più volte, intervenuta durante la presentazione del suo primo libro , “Ascoltami” , pubblicato  da “Artestampa” e dedicato a Maria Letizia Lombardi, paramedico-logopedista della RSA- Residenza Sanitaria Assistenza- “9 gennaio 1950” di Viale Paul Harris (è stato, tra l’altro, il fondatore dei “Rotary Club” nel mondo) di Modena. 

La dedica suona “A Letizia e a quanti hanno creduto in me”.

E Maria Letizia, risponde :” Grazie Maria per avermi insegnato che è possibile sognare il futuro, nonostante tutto” . Proprio perché Maria Ragazzi , per un incidente in motocicletta con il marito (Italo Rossi) , da dieci anni è immobile in un letto, “prigioniera di un corpo che non le risponde più, non può camminare, non può mangiare, non può parlare, le è rimasto un occhio solo. Il mondo esterno la crede un vegetale. Ma Maria sente, prova sensazioni, ha una mente che funziona in modo perfetto. E quando chi le sta accanto se ne accorge, inizia la sua rinascita”   Riesce ad esprimersi, a comunicare con il mondo esterno, grazie ad una “prima tastiera che è via via collegata con sistemi sempre più sofisticati per permetterle di esprimersi” .

Maria Ragazzi, con l’unico occhio fissa sulla tastiera le lettere che, via via, in successione formano le parole, che compaiono su un computer e consentono a Maria di esprimersi, di comunicare con il mondo esterno e  (soprattutto) “far sentire” la sua voce. Così Maria Ragazzi, dieci anni fa, (dopo un incidente disastroso in motocicletta, avvenuto il 7  -7 del 2007, Maria aveva 57 anni, Nel 2017 Maria compie 67 anni , e pubblica il suo libro. L’Amministratore di sostegno Avv.  Giuseppe Cresta  sottolinea che il “numero 7 è il simbolo di Dio e della Sua perfezione e completezza”)  ha cominciato a scrivere il suo diario (attraverso il suo unico occhio), ora pubblicato con il titolo “Ascoltami”, che è il “grido” di Maria per essere ascoltata, per esprimersi e continuare a comunicare con il mondo esterno (per decenni, fino all’incidente stradale, è stata una appassionata insegnante).

Sabato 24 settembre 2017,  al “Circolo degli Artisti” di Modena (che ha inaugurati i suoi 62 anni di vita e attività –l’incontro con l’autrice è stato il 672 .mo della sua storia) , grazie al tecnico Filippo Borghi , che ha impiantato e fatto funzionare “la strumentazione diabolica ma sempre più fondamentale” ,che collega Maria Ragazzi con il mondo esterno, grazie ad Angela Maisto,( operatrice socio-sanitaria –è una delle referenti del nucleo di residenza 2 della RSA presso cui è ricoverata  e assistita –da dieci anni- Maria Ragazzi), grazie ai due giovani infermieri della stessa struttura del Comune di Modena, Alessia e Maurizio, oltre cento  modenesi hanno assistito-partecipato attivamente alla presentazione del diario “Ascoltami”. Moderati e sollecitati-coinvolti dal giornalista e operatore culturale Roberto Armenia,  l’editore Carlo Bonacini (che, con il suo “cuore vivo” e con la sua forte fede cattolica, per primo ha voluto questo libro. Editore “divulgatore di pensieri e traghettatore di concetti”) il docente universitario e scrittore Gianni Ricci e l’archeologo-scrittore di successo Valerio Massimo Manfredi (che ha arricchito il volume con una bellissima, appassionata introduzione) ,hanno presentato il libro di Maria Ragazzi, che, in un letto “speciale” sanitario,  completamente paralizzata, è intervenuta più volte, attraverso la composita e straordinaria strumentazione     che le consente di comunicare con il mondo esterno. E’ stato un incontro di grande valore e spessore culturale ma anche sul piano umano e tecnico-scientifico,  ed etico-religioso, in un tempo in cui si dibatte sempre più di eutanasia  (dagli anni 60 del secolo scorso, quando Giovanni Arpino, in “Passo d’addio” parla della “dolce morte”)    e di morte assistita, di suicidio e “eutanasia svizzera”.  Molti dei presenti, in più occasioni si sono emozionati e commossi.                                                             

Da sottolineare che questo libro rappresenta una selezione di 200 pagine (selezionate dal curatore Gianni Ricci tra le oltre 1500 originarie, scritte da Maria Ragazzi in dieci anni) : sono stralci del diario per hli anni 2010-2016, seguiti dal “diario” giornaliero che va dal gennaio al luglio 2016, per concludersi con una lettera di Maria Ragazzi a Papa Francesco , in occasione del loro incontro , del 2 aprile 2017, a Carpi,  e con la lettera del Santo Padre che, tra l’altro, scrive “Il modo in cui viviamo la malattia e la disabilità sono indici dell’amore che siamo disposti a offrire: il modo in cui affrontiamo la sofferenza e il limite è criterio della nostra libertà di dare senso alle esperienze della vita, anche quando ci appaiono assurde e non meritate”.          

Questo sincero ed emozionante diario è arricchito da diverse testimonianze e da attestati di stima e affetto per Maria Ragazzi. Oltre all’introduzione di Valerio Massimo Manfredi, alla prefazione dell’editore Carlo Bonacini, alla premessa del curatore Gianni Ricci, comprende anche una poesie di Nazim Hikmet (“Non vivere su questa terra come un inquilino”), una appropriata  citazione del Mahatma Gandhi (Mantieni i tuoi pensieri positivi… Mantieni le tue parole positive.. Mantieni  i tuoi comportamenti positivi.. Mantieni le tua abitudini positive… Mantieni i tuoi valori positivi.. “) e testimonianze dei due amati  figli di Maria Ragazzi, Andrea e David, degli zii Paolo e Anna, della logopedista Maria Letizia Lombardi, della referente del nucleo di residenza 2 della “RSA” di Modena, del medico, Milena Martinelli, del medico del nucleo della “RSA 9 gennaio 1950” di Modena, Giuseppe Angeli, dell’operatrice socio-sanitaria Angela Maisto (intitolata “la mia principessa” ),  delle amiche di sempre Edi e Riccarda, delle operatrici e del dirigente del Gruppo cattolico “Vite Condivise”, Gianna, Nada e Fabrizio Alfani, di Padre Gianni Lamieri della “Comunità Padri Dehoniani Ragina Pacis”, degli infermieri Alessia e Maurizio (che l’hanno accompagnata anche al “Circolo degli Artisti”), dall’Amministratore di Sostegno Avv. Giuseppe Cresta, del dirigente Ambulatorio “CAA adulti” AUSL di Modena, Luciano Mazzoleni,  del Giudice tutelare Dottor Roberto Masoni ( che, tra l’altro, scrive:  “Maria Ragazzi è affetta da tetraplegia spastica, disfagia grave, anartria, da dieci anni permanentemente allettata, monocola,
portatrice di cannula tracheostomica e nutrita tramite nutrizione enterale (PEG) … comunica tramite puntatore oculare” ), del curatore del diario  “Ascoltami” Gianni Ricci) . “Nonostante tutto”, Maria Ragazzi continua , vuole continuare a vivere la sua vita: segue i suoi programmi televisivi  (privilegiando “Porta a Porta” e quelli di musica) e radiofonici ( quelli di “RadioBruno” in particolare) . Tra i suoi cantanti preferiti Vasco Rossi e Lucio Dalla. Ma anche Fiorella Mannoia (nel libro, è riportato il testo della canzone “Che sia benedetta”, , che, tra l’altro, dice “la vita è perfetta, se cadi ti aspetta” con l’invito “a tenersela stretta”.                                                                                                            Sabato 24 settembre, l’editore Carlo Bonacini, ha sottolineato che “la voce di Maria Ragazzi non può rimanere inascoltata… vuole comunicare e impara a parlare attraverso  il computer” . Maria Ragazzi, ha risposto “ormai vivo solo per scrivere al computer, che ho sempre detestato… ho sempre capito tutto, nel bene e nel male, … con questa interminabile degenza, ho capito molte cose”  come la fede che è “la più alta passione di ogni uomo” … (poi, aggiunge con l’ironia che la caratterizza) “ sono religiosa ma Dio deve essersi scordato di me, con tutto quello che ha da fare… Ringrazio Nostro Signore per i doni che mi sono rimasti: la memoria, la comprensione, l’intelligenza, la perspicacia, la capacità  di amare… Mi manca tutto ma non devo drammatizzare , nessuno ha colpa ma io so chi colpevolizzare  (il marito Italo Rossi n.d.r.) , chi ha distrutto la mia famiglia…  ero una mora favolosa, ero bella, bellissima… ora sono un mostro… Mio marito (è ricoverato nella stessa struttura sanitaria del Comune di Modena),  “eccelle nel dormire, dorme sempre come se niente lo riguardasse, non è la mia guardia del corpo ed io non ne ho bisogno… Io non ho nessun virus. Non contagio  nessuno e, spero che nessuno  mi contagi… sento tutto  ma non riesco a dirlo (ci è riuscita con il libro “Ascoltami” n.d.r.) …

Io sono piena di vita, molto sensibile e amo i miei figli sopra ogni cosa” . E i figli Andrea, risponde ”sono orgoglioso di te (mamma) e felice per il tuo traguardo (il libro pubblicato). Il figlio Davide : “mamma, sorella, amica e molto di più… sei cambiata nel corpo ma non nella mente”. Il libro scritto all’insegna dell’ironia e della gioia di vivere, “nonostante tutto” (Padre Gianni Lamieri scrive “è un inno alla vita”, è soprattutto all’insegna della speranza (“ mi è stato tolto tutto, mi è rimasta solo la speranza, quella è radicata in me profondamente e non si può abbattere”) .

Maria Ragazzi non cerca la pietà, ma rapporti umani. Cerca di essere ascoltata (titolo dei diario “Ascoltami”)  per sentirsi ancora viva e partecipare alla vita degli altri.     

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