Articolo Uno Vignola: non interrompiamo la Scuola per l’election day, utilizziamo altri spazi pubblici

Condividi su i tuoi canali:

None

Vignola e “Terre di Castelli”

 

 

 

 

 

                Approvato alla Camera ieri il decreto per l’election day ed entro la fine della settimana dovrebbe essere approvato anche dall’aula del Senato. Molto probabilmente si voterà il 20 settembre per le amministrative e per il referendum costituzionale, dopo i doverosi e necessari rinvii causati dalla pandemia sanitaria che ha martoriato il Paese e fermato la Scuola per molte settimane.

              Anche Vignola voterà per il rinnovo per eleggere il Sindaco e per il rinnovo del consiglio comunale dopo la scelta da parte di Pelloni di abbandonare e interrompere il mandato di governo ricevuto. Una opzione, quella di preferire lo scranno in Regione, che già in altre occasioni abbiamo definito sconsiderata, piegata alle ambizioni personali e del tutto indifferente alla fase sanitaria, economica e sociale della Comunità che lo ha eletto neanche tre anni prima.

               Chiediamo all’amministrazione di Vignola, dove sarebbe previsto un potenziale turno di ballottaggio, e a quelle di tutto il territorio “Unione Terre di Castelli” di non interrompere il ciclo scolastico, di non “distanziare” ulteriormente i ragazzi e le ragazze dalla loro Scuola, di non interrompere subito un anno scolastico che dovrà porsi anche l’obiettivo di non far perdere loro ulteriore terreno nell’apprendimento e crescita. I seggi elettorali possono essere allestiti in altri spazi pubblici, le sedi di proprietà pubblica, oltre le scuole, o con finalità pubblica non mancano. Chiediamo che i comuni facciano da subito una ricognizione e predispongano un piano che abbia come obiettivo primario di non interrompere la continuità scolastica alla ripresa.

 
[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

L’arco e le frecce

Un tragico incidente, un’uscita fuori strada autonoma, uno dei tanti drammi che insanguinano le nostre strade. Così, poteva essere reso noto e archiviato, ciò che

Non ti fidar dell’acqua cheta

Sull’Ansa ho trovato il lungo elenco di catastrofi provocate da frane e alluvioni in Italia negli ultimi settant’anni: 101 vittime nel Polesine (1951), 325 persone

Gli ambientalisti nelle pinacoteche

L’ultima moda di certi ambientalisti è utilizzare le pinacoteche ed i musei per protestare. Così in questi giorni cinque attivisti di ‘Ultima generazione’ sono entrati