Articolo UNO Vignola/Castelli su Piano Investimenti Sanità Modena

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Vignola/Terre di Castelli

 

 

Investimenti sulla sanità a Modena, dei 226 milioni stanziati solo 6 all’area Sud! La debolezza e l’abbandono di Vignola da parte di Pelloni/Pasini and co. la pagano i cittadini di Vignola e del Distretto Socio-Sanitario.

 

Il Piano di investimenti sanitari presentato alla Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria il mese scorso è iniquo, trascura una parte consistente dei bisogni sanitari del territorio modenese, in particolare del pedemontano (Terre di Castelli) e della montagna. Solo 6 dei 226 milioni per gli investimenti territoriali, ospedalieri e per l’innovazione tecnologica vanno all’area Sud e di questi 1,7 milioni sono quelli destinati all’Ospedale di Vignola (anti-incendio, area omogenea e nuovo CUP). Quando dicevamo che la città e la comunità di Vignola erano stati strumentalizzati e sacrificati per le ambizioni politiche della Lega e di Pelloni intendevamo dire proprio questo. Una comunità senza rappresentanza istituzionale e politica, afona, senza forza nelle sedi istituzionali e politiche in cui si determinano le scelte di politica sanitaria e vengono, di conseguenza, allocate le risorse. Cosa ancora più grave quando tutta la Sanità, alla luce della pandemia e dei rischi di riaccensione, viene riprogrammata, potenziata e riequilibrata con un rapporto nuovo tra ospedale e territorio. Il Sindaco dimissionario di Vignola (Pelloni), il facente funzione attuale (Pasini) e la giunta comunale tutta (di centrodestra) hanno brillato per la totale inconsistenza, per la totale incapacità di ottenere risorse e indirizzarle per potenziare la medicina territoriale ed ospedaliera della città e del distretto socio-sanitario (quasi 91.000 abitanti). E la debolezza del Comune capo-distretto ha generato debolezza dell’Unione di Comuni “Terre di Castelli”. Proprio mentre si giocavano delle partite importanti, con risorse disponibili in aumento, dopo anni di tagli, grazie alla Legge di Bilancio nazionale e alle risorse che arriveranno per l’emergenza Covid-19, Lega, Pelloni e centrodestra tutto erano “”in tutt’altre faccende affaccendati”” tipo la carriera politica del sindaco e gli insani propositi di lasciare l’Unione per coltivare l’idea sovranista di Vignola “piccola patria” salvo poi fare sparate fantasiose sul nuovo ospedale nell’area ex-Sipe. Un vice-presidente della Conferenza, Pelloni, dimostratosi non all’altezza di fare, come Modena, Carpi e financo Mirandola sindacato del proprio territorio. Un sindaco w una giunta all’angolo. Chi ha sperato di vedere Vignola protagonista oggi constata che la destra al governo della città ha mostrato il solito mix di inadeguatezza amministrativa e interessi di carriera che porta solo danni ai territori amministrati.

E’ ora di cambiare! Il Comune di Vignola, prima che sia troppo tardi, d’intesa con gli altri Comuni del Distretto muova una iniziativa forte, politica e istituzionale, per recuperare una situazione che rischia di essere compromessa, chieda più risorse per gli investimenti per la Sanità ospedaliera e territoriale e poi, a settembre, vadano a casa causa manifesta incapacità.

 
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