Appunti sulle Amministrative

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ASTENSIONISMO

All’appello dei votanti manca la metà degli aventi diritto… e stiamo parlando di votare per la propria città, non solo per la lontana Europa. Significa che la metà non si sente ‘cittadina’, ma soltanto abitante o forse soltanto poggiata lì sperando di volare altrove. Dispiace constatare che ad abituare la gente all’astensionismo sia stata la stessa politica in occasione dei referendum e abolendo il dovere di recarsi alle urne, come se al diritto di essere cittadino non corrisponda il dovere di esercitarlo.

BALLOTTAGGIO

Opzione che pare essere andata giù di moda per cui in molti comuni le sfide sono state risolte al primo turno, nonostante l’incremento di liste e candidati sindaco.

CONTINUARE

Le opposizioni hanno teso in genere a evidenziare soltanto i presunti difetti delle amministrazioni (rifiuti, manutenzioni ecc.) ma non sono state capaci di riconoscerne i tanti pregi per confermare quelli e inserire le proprie novità. A fare tabula rasa del passato si parte da zero, ma in Emilia-Romagna questo non è credibile; la rete di servizi educativi, sociali, culturali, sportivi è riconosciuta fra le migliori di Italia e non solo.

ENTUSIASMO

E’ stato un fattore importante per determinare il successo alle amministrative ed è stato il centrosinistra – qui nel modenese – a metterlo in campo, schierando giovani e voglia di riscatto rispetto alla situazione nazionale.

GENERAZIONE

 Le amministrative hanno rappresentato in molti comuni un cambio generazionale, ma non sempre. Ad esempio, non è nuovo Mezzetti mentre lo sono tre sindaci su quattro del distretto ceramico: Biagini, Mesini e Parenti. Cambiano molti assessori e consiglieri comunali per cui si pone forte il tema della competenza.

MANDATI

Si è confermato, per i comuni più grandi, la giusta scelta di impedire ai sindaci il terzo mandato, evitando incrostazioni di potere e di mentalità. Non bastano due mandati a realizzare i progetti di un sindaco? Bisogna che sappia fare crescere un gruppo fra cui scegliere chi dovrà sostituirlo.

SCOMMESSA

Che abbia vinto un candidato del centrosinistra, del centro destra o di una civica, non importa. Per tutti la prima scommessa è evitare che si disperdano le energie messe in campo e le persone che vi hanno partecipato. Anche stavolta si è arrivati alle elezioni dovendo cercare i candidati. La scommessa sarà vinta fra cinque anni i candidati saranno scelti in gruppi che per cinque anni sono stati attivi nel campo della politica locale e abbiamo accompagnato, sostenuto, criticato sindaco, giunta e consigli comunali. La scommessa sarà vinta se fra cinque anni non si farà campagna andando ad ascoltare la gente, perché la si è ascoltata per cinque anni, ma si farà campagna presentando il programma che di quel lavoro di ascolto permanente è la sintesi.

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