Appunti Elettorali

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In Italia, dopo le amministrative, vincono tutti, fuorché il Movimento 5 Stelle: ‘una frana’, ‘una sconfitta dai contorni pesanti’ la definiscono con sorrisi da panoramica dentaria i suoi avversari. Spero che i grillini non si aspettassero un risultato diverso; sono arrivati divisi; non hanno ancora costruito nei territori una classe dirigente autorevole, competente e riconosciuta.

 


Se guardo alla Gran Bretagna, ancora una volta l’elezione gira gira torna in testa a chi la tira, come già era successo a David Cameron e, in Italia, a Matteo Renzi. Mai chiamare l’elettore in anticipo e soprattutto mai essere sicuro di interpretare il suo volere.

Se guardo alla Francia e alla folgorante vittoria di Macron, rivedo sia l’ascesa di Silvio Berlusconi, sia quella di Matteo Renzi, sia quella di Donald Trump, persone capaci di incarnare il bisogno di cambiamento di un elettorato stanco della partitocrazia, portatori di una autorevolezza e competenza (vera o presunta), sempre accompagnata da una incontenibile fiducia in se stessi e da un ego smisurato. Sono gli uomini della Provvidenza, da non confondere con gli statisti, tutt’altra razza; per assurgere al potere basta un’aura di capacità, determinazione e appeal, ben condita da una presenza superstudiata sui media (facendosi eventualmente aiutare da Mosca); ma per conservarlo, il potere, occorre darsi una struttura di supporto. Berlusconi si è costruito Forza Italia da una costola aziendale; Matteo Renzi ha il Partito Democratico; Trump quello Repubblicano. Macron invece deve ora sapere trasformare il suo consenso in una forza organizzata o non durerà. C’è sempre un momento in cui il gran capo non ha più la forza di muovere la nave ed occorre che tutti si mettano ai remi. Ma se non hai imbarcato nessuno…

In Italia, dopo le amministrative, vincono tutti, fuorché il Movimento 5 Stelle: ‘una frana’, ‘una sconfitta dai contorni pesanti’ la definiscono con sorrisi da panoramica dentaria i suoi avversari. Spero che i grillini non si aspettassero un risultato diverso; sono arrivati divisi; non hanno ancora costruito nei territori una classe dirigente autorevole, competente e riconosciuta; sono più attenti al metodo (che pure è sostanza) e meno ai contenuti, ovvero le cose da fare; continuano a privilegiare il web, ma la stragrande maggioranza delle persone vive senza o utilizzandolo al minimo, preferendo informarsi dalla televisione.

In più rifiutano ogni alleanza, tagliandosi praticamente fuori dai ballottaggi dove primeggiano le aggregazioni e le alleanze, pensate proprio per il sistema maggioritario delle elezioni comunali; qui però sta anche una debolezza ‘genetica’ di questo movimento perché continuerà a raccogliere meno dei suoi voti. Se invece dovesse cominciare a costruire alleanze, sporcherebbe la propria bianca tunica e andrebbe in fibrillazione al suo interno, come docet la riforma elettorale fra i quattro dell’Asse.

Il centrodestra risorge dalle sue ceneri grazie all’elisir miracoloso composto dall’estremismo salviniano,  dal populismo berlusconiano (venato ora perfino di animalismo), dalle radici profonde della destra in diverse regioni italiane: unito, scopre di poter vincere perfino senza la discesa in campo del suo leader maximo Silvio Berlusconi, ma senza di lui non sarebbe unito.

Il centrosinistra oggi non è un  soggetto politico se identificato come la maggioranza del governo con Gentiloni: Alfano e i centristi vagano alla ricerca di un futuro cercando di smarcarsi da ogni unione soffocante; un Pd ondivago è portato a destra (per scelta) e a manca (per necessità) da Matteo Renzi, prima con l’accordo dell’Asse per la riforma elettorale, poi con la rinnovata apertura verso Pisapia; della Sinistra rischia di rimanere un buco rosso antimateria, se il primo luglio non ci sarà un passo decisivo verso una unificazione. Insieme però, con un programma e un leader credibile, può guardare alla Gran Bretagna e a Jeremy Corbyn: non importa da quali sondaggi parta, importa con quanti voti arriverà.

Ultimo appunto elettorale per constatare come il ‘diritto’ al voto sia ancora da conquistare: comuni senza liste, comuni con troppi pochi votanti e poi gli ultimi episodi: a Sant’Antimo di Napoli in una casa sono state trovate 321 tessere elettorali, valide, al cui interno era stato inserito un facsimile con il nome di un candidato sindaco e di un candidato consigliere (spero in punizioni espelari per i responsabili e il diritto di voto tolto a chi ha affidato la propria tessera elettorale ad altri). A Catanzaro  e nel laziale Sezze due elettori sono stati denunciati per avere fotografato la propria scheda dopo averla votata (anche per loro, spero, basta elezioni). 

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