Apicoltura. Serri (PD): “Enormi margini di crescita, investiamo in formazione”

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“Sostegno al settore, sensibilizzazione delle istituzioni, formazione, lotta alle frodi. Con una risoluzione presentata in Assemblea legislativa chiedo alla Giunta regionale di mettere in campo una serie di azioni per rilanciare e valorizzare l’apicultura”. A darne notizia è la consigliera regionale PD Luciana Serri, Presidente della Commissione Politiche Economiche.

 

“Quello dell’apicoltura è un settore molto importante per l’Italia, con 1,2 milioni di alveari e un giro d’affari di 150-170 milioni di euro. In Emilia-Romagna sono presenti 104.556 alveari (poco meno del 10% del totale italiano) con una produzione di 2.677 tonnellate di miele (il 12% del totale). A questi dati di tutto rilievo – aggiunge la consigliera Serri – va inoltre aggiunto il preziosissimo valore dei servizi eco-sistemici garantiti dalle api grazie all’impollinazione”.

 

“L’attuale struttura produttiva del settore è molto frammentata e caratterizzata da molte imprese di piccola o piccolissima dimensione che potrebbero crescere molto grazie a politiche dedicate. Solo per fare un esempio, attualmente solo il 10% degli apicoltori italiani è certificato per la produzione biologica ma almeno un altro 20% attua le medesime tecniche di allevamento pur rinunciando alla certificazione. L’Italia è già al vertice mondiale per l’apicoltura, ma i margini di crescita sono ancora enormi. Questo settore – sottolinea la consigliera Serri – può costituire un’opportunità di sviluppo economico, culturale, sociale e ambientale. È però un’opportunità non scontata, da coltivare con passione, competenza e impegno”.

 

“Il settore dell’apicoltura, come è stato per quello enologico negli anni passati, può consentire la creazione di isole di qualità ambientale dove prodotti di eccellenza lavorano sinergicamente per trovare una via sostenibile allo sviluppo. Per fare questo, però, è importantissimo partire da una formazione scolastica e universitaria che possa portare alla creazione di figure tecniche specializzate. Con la risoluzione presentata – conclude Luciana Serri – chiediamo alla Giunta regionale di aprire un confronto con le Università e l’Ufficio Scolastico Regionale perché all’interno di alcuni corsi di laurea e nella programmazione didattica degli Istituti tecnici e professionali agricoli si progettino e si realizzino percorsi formativi dedicati all’apicoltura. Chiediamo inoltre di sensibilizzare le istituzioni e gli apicoltori e di sostenere l’attivazione di progetti e iniziative per l’acquisizione e la divulgazione delle conoscenze sulla razionalizzazione e sull’aumento dell’efficienza del servizio di impollinazione. È inoltre fondamentale un sostegno alla ricerca per trovare soluzioni capaci di tutelare il patrimonio apistico minacciato dai cambiamenti climatici e dalle moderne tecniche di coltivazione agricola e un’azione su più fronti, a partire da quello europeo, per un’azione comune contro le frodi per la tutela del miele comunitario”.

 

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