“Angeli dalla faccia sporca. Viaggio al di là del giallo e del noir”

Condividi su i tuoi canali:

None

Alla “Libreria UBIK” di Modena , il modenese Roberto Barbolini presenta il suo nuovo  libro , “Angeli dalla faccia sporca. Viaggio al di là del giallo e del noir”

Sabato 14 gennaio 2017, alle ore 17,30, presso la “Libreria UBIK” (Via dei Tintori,2 – angolo Via Canalino- ) di Modena,  il modenese (“emigrato” a Milano ) Roberto Barbolini  ritorna nella sua città per presentare il suo nuovo libro , “angeli dalla faccia sporca. Viaggio al di là del giallo e del noir” (Galaad Edizioni) .            Introduce l’incontro  il giornalista Roberto Armenia. Dialoga con l’autore, lo scrittore Claudio Vergnani.

L’autore sarà a disposizione per rispondere alle domande  dei presenti  e per dedicare copie del libro.         L’ingresso è libero.

Roberto Barbolini è nato a Formigine (nel 1951) ma da oltre 30 anni risiede ed opera a Milano (per decenni, giornalista culturale del settimanale “Panorama”)  . E’ narratore e saggista, ma anche giornalista culturale di lungo corso: si è occupato e si occupa di teatro, di letteratura fantastica e di poesia erotica. Al poliziesco, ha dedicato numerosi saggi  (ben 9) , tra cui “Stephen King e il Gruppo 63” -1999- finalista al “Premio Viareggio” e la prefazione ai “Romanzi e racconti di Dashiell Hammet” – 2003- per “I Meridiani Mondadori” .  I  suoi romanzi (7)  :”Il punteggio di Vienna” -1995-; “Piccola città, bastardo posto” -1998-; “Ligabue fandango” –2003-; “Uomini di cenere” – 2006-; “Ricette di famiglia” – 2011-;”Provaci ancora Radetzky” –2012-   e “L’uovo di Colombo” -2014-  Tra le raccolte di racconti (9) : “ La gabbia a pagoda” 1986 con prefazione di Giovanni Arpino; “La strada fantasma”  – 1991 con prefazione di Cesare Garboli; “La fine di Dracula” – 1993-; “Buffalo Bill sceglie Chico” -1997-; “Chiamala veglia. Storie tra sonno e rock” -2011-; “Giallo in città” –con Giuseppe Pederiali, 2005-; “Più bestie si vedono” – 2009-; “Sade in drogheria e altri racconti – 2015- . E’ una scrittore-intellettuale poliedrico , uno scrittore storyteller, che declina la pratica su diversi registri: narrativa e saggistica, critica letteraria, teatro, articoli culturali . Uno scrittore di poemi in prosa che si offrono come dedali sorprendenti , sempre all’insegna dell’approfondimento culturale e dell’ironia.  Molte sue opere, molte delle sue riflessioni estetiche, letterarie e civili sono ambientate o  raccontano Modena e il suo territorio ( dalla raccolta di racconti “Beethoven 27%” ,  dove la città rivive nei ricordi di Barbolini bambino che “scopre” il fascino dei libri nella “storica” Libreria Tarantola” –che aveva sede come “Nuova Tarantola” proprio dove oggi si trova la Libreria “UBIK” – ,  a “Il punteggio di Vienna” a “Piccola città, bastardo posto”, “Ricette di famiglia” , a “L’uovo di Colombo” ) .  Un suo testo teatrale “Io parlo ai perduti” , incentrato sullo scrittore modenese Antonio Delfini (di cui Barbolini è profondo studioso e grande ammiratore) ,  edito dalla modenese “Artestampa”, è stato prodotto da “ERT –Emilia Romagna Teatro-“ ,  ed è andato in scena nella stagione 2009-2010 , con la regia di Claudio Longhi.

“angeli dalla faccia sporca. Viaggio al di là del giallo e del noir” (Galaad Edizioni) è dedicato allo scrittore e intellettuale italiano Guido Fink (critico letterario, cinematografico e critico teatrale – come Barbolini-  che è conosciuto e stimato anche per come mette in relazione la letteratura con il teatro, la radio e il cinema.  Tra le “curatele” di Roberto Barbolini, vi è anche l’opera “Nel segno di Proteo. Da Sahakespeare a Bassani”, pubblicato nel 2015 e dedicato a Guido Fink  . A conferma dell’interesse di Barbolini per il cinema, anche la copertina del suo ultimo libro , “angeli dalla faccia sporca. Viaggio al di là del giallo e del noir”, che riproduce un fotogramma tratto dal film “Angels with Dirty Faces” di Michael Curtiz, del 1938                     E’ una raccolta di saggi,  che si leggono  come opere di narrativa . Come si legge nell’ “Ouverture” , è una specie di autobiografia critica “che lo porta a viaggiare lungo le piste da sempre predilette “ e percorse: il giallo e il noir. Parte dal ricordo degli anni giovanili , quando presso la “Libreria Tarantola” (poi “Nuova Tarantola” ed oggi “UBIK”) acquistava i libri dell’editrice Carroccio e della “gloriosa casa torinese Viglongo” . Aveva già assimilato che “leggere è già scrivere” e immedesimandosi nelle “parole che ci scorrono davanti agli occhi fino a trasformarci temporaneamente proprio in quel determinato testo, che a sua volta diventa noi, posso –sottolinea Barbolini- tranquillamente affermare che tra gli otto e i dodici anni, più o meno, sono stato uno scrittore di razza”.  Poi prosegue “Molto è sicuramente dipeso dalla salute. La prima regola, lo dico per esperienza personale, consiste nell’ammalarsi spesso. Questo consente di leggere molto, liberi dalle catene della quotidianità “  Poi prosegue “nel campo della malattia ho spesso mostrato una certa mia tendenza a strafare…. Morire è infatti uno di quei gesti radicali, fin troppo appariscenti, che sul momento possono esercitare un certo fascino romanzesco, ma alla lunga si rivelano impedimenti decisivi alla prosecuzione di qualsiasi carriera letteraria.  Meglio fermarsi all’influenza o a quei piccoli interventi chirurgici … ho cercato di tesaurizzare dai migliori scrittori di genere (giallo- poliziesco, noir)  . Ed è anche il motivo di una lunga fedeltà critica ai miei “angeli dalla faccia sporca”: Hammett e Chandler, Salgari e Stevenson, Poe e Verne  ma anche un noirista radicale come  Chester Himes o un autor comico ingiustamente sottovalutato come Giovannino Guareschi.  Le loro fisionomie inconfondibili, che il tempo non riesce a scalfire, affiorano continuamente in questo libro e si mescolano fino a confondersi con quelle di amici scomparsi che sono stati per me anche amati maestri: da Giovanni Arpino a Giuseppe Pontiggia.. Luciano Anceschi, straordinario ostetrico di talenti letterari, … Cesare Garboli … ultimo ma non ultimo , Guido Fink , a cui questo libro è dedicato … Sono loro la mia ciurma, l’equipaggio che mi accompagna in questo viaggio attraverso gli amati inferni della letteratura di genere…  Nella “Notizia sui testi” , a chiusura di questo interessante e divertente (una delle peculiarità di Roberto Barbolini è il gusto per l’ironia,  l’autoironia, per l’umorismo che caratterizza anche i modenesi da Alessandro Tassoni ad Antonio Delfini ai vari Guglielmo Zucconi o, nelle vignette e nei disegni umoristici, Mario Molinari) libro di saggistica che si legge e si “gode” come un romanzo o, meglio, un racconto (genere che Barbolini dice di privilegiare-amare) , lo stesso autore ricorda e sottolinea “ Questo libro somiglia un po’ al mostro di Frankestein. Ha infatti preso forma dal progressivo assemblaggio di materiali eterogenei, solo in parte inediti, fino a comporre un nuovo organismo vivente.  Proprio come la Creatura di Mary Shelley , Angeli dalla faccia sporca, è un progetto di rianimazione, una specie di terapia intensiva per dare statuto unitario d’esistenza, per quanto provvisoria, alle false membra di una riflessione critica disseminata negli anni, e a una passione di lettore che con gli anni non si spegne”  Sono 296 pagine suddivise in due parti all’insegna del giallo
, del noir ma anche dell’avventura , che spesso sconfina nel fantastico . Sono pagine all’insegna della leggerezza di “una scrittura costantemente venata da ironia dalla quale trapela continuamente la passione per i temi delle indagini che Barbolini conduce in virtù di una conoscenza enciclopedica dei temi-argomenti trattati, confermandosi guida intrigante e seducente nei meandri spesso barbosi della critica letteraria” .                                                                                                                   

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Fiera di San Rocco 2022

Dal 12 al 16 agosto: cinque giorni di festa, spettacoli e tanto cibo, ad ingresso gratuito! Ecco in arrivo la ultracentenaria Fiera di san Rocco,

Corso per Clown Dottori

Si parte a ottobre, ma gli incontri di presentazione del corso sono previsti il 6 e il 10 settembre L’associazione Dìmondi Clown organizza, a partire