Ancora sulle exFonderie

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La solita storia. Agli annunci del sindaco Muzzarelli segue immancabilmente qualche turiferario pronto a spargere odorosi incensi. Uno schema noto, uno specchietto per le allodole (molte delle quali per fortuna ora volano lontane dal PD) che si ripete puntuale come un orologio svizzero . Per le ex Fonderie di via Ciro Menotti ecco arrivare  Giorgio Prampolini, presidente degli Amici delle ex Fonderie che, considerando l’annuncio del sindaco Muzzarelli cosa fatta (?) dice di voler telefonare all’ex sindaco  Pighi per congratularsi di aver mantenuto la promessa (del 2009). Cosa trovi Giorgio Prampolini da celebrare con soddisfazione  nel ripescaggio del DAST, a cui diede un proprio valido contributo mi è oscuro. Forse non si è accorto di due piccolissimi particolari che lo riguardano da vicino: 1) DAST stava per design, arte, scienza e tecnologia, ma design, arte e scienza nel progetto sono spariti, mentre la parte della tecnologia è piuttosto generica e confusa; 2) nel nuovo DAST proprio quello che più stava  a cuore a lui e agli “amici delle exFonderie”  nove/dieci anni fa, cioè il “museo delle scienze” non compare per niente. La domanda è proprio questa: per cosa c’è da congratularsi quando tutto quello per cui si era battuti è stato cassato?
Da ultimo ieri mi chiedevo come mai l’ipotesi di assegnare le ex Fonderie alla musica e ai giovani talenti musicali come sede del Vecchi Tonelli, avanzata in passato da due personalità insospettabili e culturalmente di alto livello come il maestro Carpegna e il dottor Roberto Armenia non fosse mai stata considerata nè tantomeno discussa. Oggi, mi chiedo come mai i tanti amici della musica, aspetto culturale sempre trascurato  a Modena, siano sordi ad una tale ipotesi. 
Pur conscio che il progetto sia il solito bluff a cui nulla seguirà, provo ugualmente a ribadire,  con le parole al maestro Carpegna: “Cosa meglio della musica e della gioventù per riqualificare una struttura ed un’ area della città?”
 
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