Ancora senza una politica per i migranti

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Come per vincere la droga bisognerebbe distruggere chi la governa, la criminalità organizzata, altrettanto con i migranti sarebbe primario bloccare con ogni mezzo chi specula e arricchisce sulla tratta di donne e uomini. Forse è impossibile, senz’altro è molto difficile.

 


Sono ripresi gli sbarchi e non cessano i morti nel Mediterraneo;  scandali che una nazione civile non dovrebbe sopportare. Eppure, dopo quarant’anni dall’arrivo dei primi extracomunitari, non abbiamo ancora elaborato una politica per l’immigrazione che sia giusta e accogliente, il che non significa tutti dentro. Se non fosse che l’Italia è il Paese delle contraddizioni, sarebbe strano da comprendere visto che ha riempito il mondo con i suoi figli, andati alla ricerca di una vita migliore e hanno mantenuto, con le loro rimesse, intere comunità di ogni regione.

Il primo e più importante punto fermo è che non si lascia nessuno in mezzo al mare; così come la soluzione non può essere impedire che partano creando dei ghetti regni di violenza e di terrore. Altrettanto punto fermo riguarda il diritto di chi arriva ad essere curato e sfamato,

In teoria un clandestino non dovrebbe ottenere alcun visto se non dopo l’accertamento della sua condizione di rifugiato, condizione mi sembra minoritaria rispetto al numero di migranti in cerca di migliori condizioni di vita. Il rimpatrio però è quasi impossibile e poi dai barconi scendono sempre più donne con bambini e bambini soli. Come si fa a rimandarli indietro?

Abbiamo leggi che non possiamo rispettare e, costume tipico italiano, norme nate per non tenerne conto. L’articolo base della nostra Costituzione reale è: ‘L’Italia è la repubblica fondata su “untantoalbraccio” e la giustizia su: ‘una legge leva l’altra’.

Bisognerebbe intervenire  nelle nazioni di provenienza creando punti dove sia possibile fare richiesta di un visto temporaneo, ma bisognerebbe ancora di più non dimenticarli una volta sbarcati. Senza diritti, senza appoggi, finiscono nelle mani della criminalità organizzata, ai margini e nelle periferie dove la legalità è un optional. 

Come per vincere la droga bisognerebbe distruggere chi la governa, la criminalità organizzata, altrettanto con i migranti sarebbe primario bloccare con ogni mezzo chi specula e arricchisce sulla tratta di donne e uomini.

Forse è impossibile, senz’altro è molto difficile. Certamente non mi aspetto molto da una nazione capace di schedare il povero diavolo diventato cattivo pagatore per difficoltà e perciò messo al bando dal sistema creditizio, ma incapace di avere una banca dati delle persone legate alle mafie, le quali possono quindi tranquillamente rubare centinaia di migliaia di euro percependo il reddito di cittadinanza non dovuto. Ora lo stato vuole recuperare quelle somme; ma davvero non era possibile bloccarle all’inizio?

Comunque non mi sembra che la questione migranti sia nelle prime pagine dell’agenda politica. Neanche in quelle di mezzo. Abbiamo la memoria corta e non duriamo un giorno oltre la commozione per qualche naufragio; ma l’immigrazione continua. Non c’è futuro se non affrontiamo questo presente.

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