Anche qui non si chiude per ferie

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Sono innumerevoli le realtà pubbliche e private che non possono abbassare la saracinesca nemmeno per un giorno. Siamo andati a scomodare alcune realtà, meno famose agli occhi della gente, che saranno aperte anche per ferragosto.

 Abbiamo cercato di capire chi e cosa li obbliga a questa scelta avvicinando una famiglia di agricoltori modenesi che anche il giorno di ferragosto non potranno permettersi più di qualche ora di svago. Ci sembrava una scelta antiquata figlia di una cultura ostica al cambiamento, una sorta di vittimismo ostentato quasi  voluto.

Al contrario abbiamo raccolto queste informazioni parlando con gli interessati.

 

 

Signora, lei lavora questo sua impresa agricola con il marito e due figli. Se vi organizzaste un poco non riuscireste a chiudere una settimana?

 

Ho più di sessant’ anni, quando ne avevo venti, vedendo quanto è cambiato oggi il nostro lavoro, forse quello che dice lei allora si poteva fare,ma non ne avevamo il coraggio o la mentalità. Oggi, sembra un controsenso , considerando come è cambiata la nostra azienda e  le sue esigenze operative questo non è più possibile.

 

Noi le crediamo sulla parola ,ma ci vuole spiegare il perché di quello che ci dice?

 

Abbiamo oltre quattrocento mucche da mungere. Il loro latte è idoneo per la trasformazione in formaggio parmigiano reggiano. Quindi devono essere alimentate in modo specifico ed idoneo rimanendo entro le regole che impone il consorzio. Alimentazione e mungitura sono dei momento troppo delicati che non possono essere lasciati nelle mani del personale, anche se bravo nemmeno, per un giorno.

 

Quindi l’imprenditore, l’occhio e l’esperienza del titolare anche con le mucche fa la differenza?

 

Io non ho studiato purtroppo e non ho ben capito cosa vuole dire di preciso con questa domanda. Di sicuro so che se andassimo a dire ad ogni mucca “guarda bella che per una settimana ti lascio nelle mani di altri perché io vado in ferie” queste non risponderebbero e non darebbero segnali che non sono d’accordo, ma conseguenze negative sono sicura che alla fine ne dovremmo raccogliere.

 

Quindi avete anche carenza di personale specializzato che non è in grado di garantire le  vostre aspettative.

 

 

La “mano” nel fare i tortellini, come la chiamo io, è importante e fa la differenza perché ,anche se usiamo gli stessi ingredienti il risultato non è sempre uguale.Uno dei miei figli  è incaricato e specializzato nelle stalla. Alla lunga è diventato l’esperto di una sua ricetta segreta .

Se c’è lui la ricetta funziona. Del resto se andiamo in ospedale non tutti i professori vanno in sala operatoria. Con il solo apporto dei lavoratori in servizio nella nostra azienda, il risultato sarebbe completamente differente.

 

Quindi con il progresso per voi  le cose si complicano invece di facilitarsi?

 

No non intendo questo. Il lavoro nei campi con il progresso è molto cambiato.

Solo che una volta per lavorare in campagna bastava la terza elementare,come aveva mio nonno, Oggi mi accorgo che anche un buon diploma  a volte non è abbastanza. E meno male che ho preteso che i miei fig
li studiassero.

 

Quindi niente ferie?

 

Purtroppo niente ferie. Questo non lo facciamo perchè siamo dei contadini che tanto non capiscono le cose belle da vedere per il mondo o perchè tanto si trovano bene solo nella stalla.

Riposarmi , caso mai in un bel posto, piacerebbe  anche a me, ma non è possibile perchè questa nostra realtà “viva” “non facile” pretende la nostra presenza giornaliera e ognuno nella nostra famiglia ha un suo compito preciso e indispensabile.

 

Questo alto senso del sacrificio e del dovere secondo lei fino a quando durerà nelle nostre campagne?

 

Fino a quando? Non ci ho pensato. Anche perché non mi piace fare prediche o l’indovina. Certamente vedo in giro sempre meno italiani interessati a lavorare la terra..

Dovrà andare a finire che  gli extracomunitari diverranno i nuovi agricoltori. Se poi vorranno farsi le ferie dovranno cambiare il tipo di prodotti da coltivare e il bestiame da allevare. Anche voi consumatori allora dovrete cambiare qualche  vostra abitudine nel mangiare. Forse molte cose dovranno cambiare rispetto ad oggi. Quando  troveremo il cartello nei nostri poderi con la scritta “chiuso per ferie fino al…” sarà un’altra storia, un’altra agricoltura, un altro modo di ragionare. Non so se sarà meglio o peggio, ma intanto oggi se vogliamo mantenere in piedi certe caratteristiche della nostra azienda quel cartello “CHIUSO PER FERIE“ non riusciamo ad esporlo. 

 

 

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