Amnistia

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“Si può condividere o non condividere questo modo di affrontare l’emergenza un po’ troppo all’italiana, ma non si può negare che l’emergenza ci sia” art. del Sen. Paolo Danieli

 

Che la situazione carceraria dell’Italia sia indegna di un paese civile lo ha stabilito la Corte Europea, ma lo sanno anche tutti coloro che per un motivo o per l’altro hanno avuto a che fare con il carcere.

Quindi l’amnistia o l’indulto proposti al Parlamento da Napolitano non sono altro che una sorta di pronto soccorso per svuotare le prigioni da circa 20 mila detenuti per reati non propriamente gravi. Si può condividere o non condividere questo modo di affrontare l’emergenza un po’ troppo all’italiana, ma non si può negare che l’emergenza ci sia.

Troppo facile anche disinteressarsene perché tanto è cosa che riguarda gli altri. Un po’ come il cancro, che sembra qualcosa che tocchi solo gli altri finché non ne viene colpito qualcuno che ti è vicino e allora capisci cosa vuol dire.

Troppo facile dire che tanto è una roba che riguarda i delinquenti. Ci sono troppi esempi, anche eclatanti, di innocenti tenuti in galera per anni e due terzi sono i detenuti in attesa di giudizio, cioè per la legge innocenti fino a condanna definitiva. Insomma se un povero diavolo innocente si trova a dover andar dentro, già è una tragedia la perdita della libertà personale, figuriamoci se a questo s’aggiunge la condizione disumana!

Qualcosa insomma bisogna fare.

 E l’amnistia o l’indulto sono la strada più breve. Solo che gli effetti di questi provvedimenti sono sempre di breve durata in quanto poi molti di quelli che escono nel giro di qualche mese tornano dentro. E’ allora opportuno, senza scartarle a priori, pensare ad altre soluzioni. Quella, ad esempio, delle pene alternative per i reati meno gravi. Quella dell’utilizzo delle caserme dimesse per i detenuti non pericolosi. L’uso del bracciale elettronico per concedere con più sicurezza a più condannati gli arresti domiciliari e consentire l’utilizzo dei detenuti in certi lavori utili, come la pulizia delle strade, la raccolta dei rifiuti, la cura del verde pubblico o altri lavori manuali. Ma anche considerare se ripristinare la pena di morte per i reati più efferati laddove ci sia la certezza matematica della colpevolezza.

 

 

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