Ambiente. Intesa funzioni Aipo, Gibertoni (Misto): evitare conflitto di interesse

Condividi su i tuoi canali:

None

Secondo la consigliera il fatto che i progetti in corso su ciclovie e percorsi ciclabili prevedano l’utilizzo di opere idrauliche e del sistema arginale del Po, in gestione ad Aipo, non giustifica il fatto che alla stessa Agenzia venga riconosciuto un ruolo nella mobilità ciclistica
 

L’Approvazione dello schema di intesa fra le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte sull’attribuzione di funzioni ad Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po) in materia di infrastrutture per la mobilità ciclistica è al centro di un’interrogazione di Giulia Gibertoni (Misto).

Il documento, approvato lo scorso 10 giugno in commissione Territorio, ambiente e mobilità, attribuisce ad Aipo “”i compiti e le attività di progettazione, costruzione e manutenzione delle infrastrutture per la mobilità ciclistica, ivi inclusi i poteri di autorità espropriante relativamente ai percorsi ciclabili e alle ciclovie di competenza di Aipo e relative al bacino idrografico del fiume Po”.

Ma – secondo la capogruppo – il fatto che i progetti in corso su ciclovie e percorsi ciclabili prevedano l’utilizzo di opere idrauliche e del sistema arginale del Po, in gestione ad Aipo, e quindi debbano essere sottoposti al suo parere, non giustifica il fatto che alla stessa Agenzia vengano date funzioni di progettazione, costruzione, manutenzione e gestione delle ciclovie.

Il documento, secondo la consigliera, potrebbe infatti generare “”un conflitto di interesse”” visto che la stessa Agenzia, “”o quanto meno la sua articolazione tecnica specifica, che ne controlla in maniera vincolante la compatibilità essenzialmente con le opere di difesa idraulica, verrebbe a coincidere con lo stesso soggetto, tramite un’altra articolazione tecnica, che vuole portare a termine il progetto di infrastruttura per la mobilità ciclistica””.

Inoltre, sottolinea Gibertoni, “”ci si permette, con una certa dose di sufficienza e sottovalutazione, di dare delle competenze in materia di infrastrutture di mobilità ciclistica a un soggetto come Aipo che mai si è occupato prima d’ora di questa materia”” invece di affidarle, ad esempio, “”ai competenti Servizi tecnici di ciascuna Regione coinvolta””.

La consigliera, quindi, chiede alla Regione di rivedere il documento in questione o almeno approfondirlo in via cautelativa, per evitare un conflitto di interesse o uno svilimento della materia.

(Francesca Mezzadri)

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Leva obbligatoria

La politica italiana gioca ai soldatini senza nemmeno sapere le regole del gioco. La politica italiana conferma la sua impreparazione sui temi militari e questa