Amazon Spilamberto: a fianco dei lavoratori sempre e attenzione agli effetti ambientali e sanitari del nuovo insediamento.

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Negli anni passati abbiamo cercato di evidenziare la insostenibilità sociale e ambientale del nuovo insediamento Amazon di Spilamberto, in sintonia con la Lista civica di Spilamberto “Cittadinanza Attiva” che noi abbiamo sostenuto. Ribadiamo che l’operazione non ci ha convinto ma ora saremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, dei sindacati perché sia riconosciuta loro dignità e diritti. Era così anche ai tempi della lotta dei lavoratori del distretto carni e alimentare, da Castelfrigo a Italpizza a Inalca etc. Senza entrare nello scontro interno ad un altro partito: i diritti dei lavoratori valgono sempre, valgono nell’insediamento industriale di casa tua e valgono nella casa accanto alla tua. Lo abbiamo detto ripetutamente in questi anni: tra false cooperative, contratti pirata, abolizione dell’art. 18, ad opera del Governo Renzi, ed una generale scarsa attenzione della politica abbiamo raggiunto vette di soverchieria e disprezzo del lavoro che chiamano in causa tutti. In questi anni abbiamo in ogni modo cercato di sollecitare una discussione su questi temi, e non su altri come le leadership di partito o la candidatura a sindaco di questo o quello. Ora si entra in una fase nuova, c’è necessità che Istituzioni, partiti della sinistra, del centrosinistra, dell’ambientalismo, movimenti per i diritti civili e la legalità si adoperino perché nello stabilimento Amazon di Spilamberto non si faccia strame di diritti e l’impatto sulla mobilità, sull’ambiente e salute sia mitigato o, meglio, compensato, neutralizzato.

Noi saremo a fianco dei sindacati confederali che proprio nei giorni passati hanno organizzato il primo, riuscito, sciopero della filiera Amazon.

Noi saremo a fianco, come lo eravamo anche sulle altre vertenze del distretto carni e alimentare, di chi si batterà perché il nostro territorio non veda altri arretramenti sul fronte dei diritti che oltre che essere ingiusti hanno un effetto negativo sulla qualità e, alla lunga, sulla competitività dei nostri territori. La competitività nei nostri territori va costruita sulla ricerca, sull’innovazione, sulla qualità dei prodotti e non sul continuo ribasso dei salari e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

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