(Altre) Divergenze e dubbi sotto la Ghirlandina

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Sono qui pubblicati comunicati, opinioni, lettere su temi di attualità irrisolti che riguardano e coinvolgono tutta la città e non solo gli addetti ai lavori. Sollecitiamo il vostro pensiero in proposito

Bonaccini però dovrebbe spiegare anche perché ATCM non è mai stata risanata

 

CI accusano di fare terrorismo, e poi a leggere cosa scrive il segretario provinciale del PD, sembra di essere in guerra: peccato che i dati OCSE appena diffusi sulla scuola, ad esempio, dicano che dopo anni, la preparazione dei nostri studenti è in crescita, rispetto alle medie europee.

E sui trasporti provinciali vorrei sapere perché ATCM in questi anni non ha mai avuto un serio piano di risanamento, al contrario ha sempre perso denaro. Se vuole la risposta possa dargliela io: perché si è sempre dato per scontato che qualcuno avrebbe ripianato i debiti. A nulla sono valsi i capitali di aziende private, o le riorganizzazioni.

Oggi di fronte alla richiesta di fare sacrifici le casse suono vuote, e ci si rivolge alle tasche dei cittadini. Ma la verità è che ATCM è un colabrodo da anni.

 

 Avv. Luca Ghelfi

Consigliere Provinciale – PDL

 

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Trasporti, quello che gli “strilloni” del centrodestra non dicono

 

Bonaccini: “Smantellano lo Stato e i servizi pubblici con la scusa di tagliare i costi e razionalizzare le spese, poi scaricano la colpa del disastro su territori, Province e Comuni”

Il segretario regionale del Pd, Stefano Bonaccini, interviene nella polemica sull’aumento delle tariffe del trasporto pubblico. Ecco la sua dichiarazione.

 

«La strategia di questo governo era chiara fin dall’inizio: smantellamento dello Stato e dei servizi pubblici, con la scusa di tagliare i costi e razionalizzare le spese, per poi scaricare la colpa del disastro su territori, Province e Comuni. Il risultato di questa cura da cavallo è sotto gli occhi di tutti: forze dell’ordine appiedate, scuole senza insegnanti, ricercatori in fuga, trasporti in panne. E un centrodestra che – a Modena come nel resto della regione – addita al pubblico ludibrio sindaci e assessori, come se fossero loro i veri responsabili di questa macelleria sociale. Hanno fatto così per i problemi della sicurezza, hanno ripetuto la manfrina con la scuola e adesso ci riprovano con i trasporti, strillando contro i rincari dei bus e i tagli delle corse ma nascondendo la verità ai cittadini. E cioè: che il governo, benché moribondo, è riuscito nell’impresa di dare un taglio netto del 30 per cento al Fondo trasporti delle Regioni, il che, tradotto in soldoni, vuol dire 60 milioni di euro in meno all’Emilia-Romagna per treni e autobus.

Ancora una volta ci ha dovuto pensare la Regione a metterci una pezza – e che pezza – con un contributo di 50 milioni di euro. Ma questo, naturalmente, gli strilloni del centrodestra modenese non lo dicono. Come non dicono che anche il Comune di Parma, governato dal centrodestra, ha deciso di aumentare il biglietto dell’autobus di venti centesimi a causa dei tagli del governo. Delle due l’una: o sono in mala fede o usano due pesi e due misure, a seconda del colore dell’amministrazione. In entrambi i casi, pur di tenere bordone a un governo incapace e senza futuro, preferiscono raccontare frottole ai loro concittadini e ai loro elettori».

 

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Classifiche sulla qualità della vita, Sabattini“bene i passi avanti, ottimisti nonostante la crisi”

 

«Il nostro territorio risale le classifiche della qualità della vita?

E’ senz’altro una notizia positiva, in questo momento abbiamo bisogno di ottimismo per affrontare la difficile sfida imposta dalla crisi economica».

Il presidente della Provincia di Modena Emi
lio Sabattini si dice, tuttavia, «scettico rispetto alle modalità di definizione di questi strumenti di lettura dei cambiamenti. Come poteva sembrare paradossale retrocedere sensibilmente nei momenti di prosperità economica, può sembrarlo oggi risalire in maniera così evidente proprio nel punto di massima difficoltà del sistema economico e sociale. Non dimentichiamo che la crisi ha colpito la nostra provincia duramente, ben più che altre zone d’Italia, e l’emergenza non può ancora dirsi finita».

Analizzando i dati emersi dalle indagini sulla qualità della vita pubblicate da Sole 24 Ore e Italia Oggi, Sabattini sottolinea «la tenuta rispetto ad alcune voci, prima tra tutti l’occupazione, e questo dimostra che, rispetto ad altre aree del Paese, il “patto” tra enti locali e le misure messe in campo hanno prodotto risultati positivi. Questo è un territorio che non si è arreso, e insieme alle forze economiche e sociali ha una progettualità per il futuro. In questo senso, credo che il riconoscimento dei due quotidiani economici possa rappresentare uno stimolo per andare avanti su questa strada».

Tra le voci che contribuiscono a migliorare le performance del territorio modenese c’è la qualità ambientale, «un tema – aggiunge Sabattini – sul quale questa Amministrazione ha puntato con decisione, e continuerà a farlo con le scelte future, come dimostra la proposta di bilancio preventivo che abbiamo presentato».

Quanto al trend in miglioramento per quanto riguarda l’ordine pubblico, per Sabattini «è un riconoscimento dell’impegno straordinario messo in campo dalle forze dell’ordine e dalla magistratura, anche se non può in alcun modo rappresentare un punto di arrivo. Come dimostrano le classifiche, nonostante la battuta d’arresto determinata dalla crisi economica, il nostro rimane un territorio ricco e proprio per questo potenzialmente appetibile per chi svolge attività illecite».

 

Uff.stampa

Raffaella Quaquaro

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Modena, lo “scenario da brivido” che piace alla destra

 

Qualità della vita, la replica di Paolo Trande ad Aimi, Leoni e Rossi che dipingono Modena come la provincia di uno Stato africano dove regnano “illegalità, sopraffazione e violenza”

 

«Eravamo cauti l’anno passato quando Modena scivolava in basso nelle classifiche del Sole 24ore e di Italia Oggi e siamo cauti oggi che Modena è in crescita consistente.

Salutiamo con favore questi riconoscimenti ma, ripetiamo come l’anno passato, siamo consapevoli che pochi indicatori surrogati, alcuni oggettivi e altri di percezione, non riusciranno mai a rappresentare completamente fino in fondo la qualità della vita dei modenesi. Come sempre la composizione statistica di più indicatori offre dei modelli che presentano pregi e difetti. Sarebbe utile e interessante discuterne serenamente. E invece, immancabili, tornano le letture interessate, strumentali, ripetitive sino alla cacofonia, dei soliti fluviali commentatori modenesi (Aimi, Leoni & Nicola Rossi). Anche in un quadro di miglioramento degli indicatori i nostri riescono a dipingere Modena come la provincia di uno Stato africano o sudamericano dove regna l’illegalità, la sopraffazione e la violenza. Uno scenario da brivido. Modena dipinta come una grande favela in cui migliaia di immigrati con il coltello tra i i denti attendono miti cittadini per rapinarli, stuprarli, sgozzarli. Ma che razza di rappresentazione è mai questa!? Ancora una volta ci viene raccontata la favola della amministrazione buonista che dando servizi sociali a gogo attira immigrati regolari e irregolari. Pur sapendo che è falso lo ripetono da anni senza il minimo moto di coscienza.

Ancora una volta ci tocca ribadire che:

1) è falso dire che Modena ha più irregolari di altre città (dati dell’Università Cattolica in collaborazione con il Ministro dell’Interno);

2) è falso dire Modena ha più immigrati regolari residenti di città come Brescia, Verona etc etc (dati ISTAT e Caritas-Migrantes);

3) è falso dire che gli immigrati si stabiliscono in una città per i servizi sociali mentre è noto che è il lavoro e il buco demografico (bassa natalità dei decenni passati) a essere determinanti;

4) è falso dire che gli immigrati irregolari godono dei servizi sociali (chi non ha il permesso di soggiorno non accede si servizi fuori dall’emergenza sanitaria);

5) è falso dire che negli alloggi popolari ci sono più immigrati (sono circa il 12% come nella popolazione generale);

6) è falso dire che nei PEEP ci vanno gli immigrati (sono meno dell’1%);

7) è falso dire che fermare gli sbarchi significa fermare l’immigrazione clandestina (gli immigrati arrivano con i barconi solo per il 5% del totale);

E’ vero invece che dopo anni di governo dell’immigrazione con le Legge Bossi-Fini (2002) e con il reato di clandestinità (del 2009):

1) gli immigrati regolari continuano ad aumentare (in assoluto e relativamente) anche nelle città amministrate con la tolleranza zero o con il celodurismo (dati residenti Sassuolo settembre 2009)

2) gli immigrati irregolari continuano ad aumentare (+126.000 nel 2009; 700.000 totali di cui l’80% lavora);

3) i governi di destra (con Lega e PdL) hanno sanato o regolarizzato milioni di clandestini.

La verità è una sola. Il finto rigore delle leggi della Destra non hanno fermato l’immigrazione soprattutto quella irregolare che è quella che delinque al contrario della regolare che compie meno reati degli italiani. Anche sull’immigrazione (oltre che sulla scuola, sull’università, sulla sicurezza, sulla sanità e sulle autonomie locali) questo governo si è dimostrato inadeguato ed è meglio che vada a casa in fretta.

Un ultimo accorato appello ad Aimi che si ostina, con gergo da guerra fredda, a definire “compagni” gli avversari politici, incluso il presidente della Camera Fini.

Come dovremmo definirlo, se volessimo rendergli pan per focaccia: “camerata”? La smetta, per favore, e provi a rinnovare il vocabolario ingiallito invece di trastullarsi con la sua collezione di luoghi comuni». 

 

Il capogruppo del Pd in Consiglio comunale Il capogruppo del Pd in Consiglio comunale

Paolo Trande

 

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Luca Ghelfi

Qualità della vita di Modena non riesce a risalire per l’insicurezza, e questo è un dato di fatto

 

Modena è sempre stata una città di provincia con grandi qualità, e eccellenze indiscusse. Un luogo dove si poteva condurre una vita tranquilla, senza l’assillo della delinquenza, e nello stesso tempo godere del benessere dato dalla voglia di fare del suo popolo. Una voglia di cui spesso la sinistra si è attribuita il merito, ma che al contrario è dei modenesi, di qualunque credo politico essi siano.

Oggi però che questo sistema di benessere e qualità della vita è caduto, e stenta a risalire, ecco che i demeriti sono tutti di altri. La sinistra che ha sempre attribuito a se stessa il benessere locale, oggi scappa dalle colpe. Temo che nel modo in cui stanno andando le cose, per Modena, ci sia molto dei tempi in cui viviamo: l’immigrazione c’è ed è un dato di fatto, come la crisi del resto. Ma è inutile nascondere che se anche in un momento in cui il lavoro c’è molto meno, il flusso migratorio a Modena continua ad aumentare, probabilmente è perché gli stranieri sanno di trovare a Modena un terreno fertile dove in qualche modo vivere. E di questo la politica locale dovrebbe prendere atto.

Se qualche tempo fa Pighi diceva di non voler fare lo sceriffo, oggi chiede al Ministro Maroni più poteri in termini di gestione della sicurezza urbana. Significherà forse che davvero esiste un problema sicurezza, certificato dalle classifiche uscite in questi giorni, ma anche dai cittadini che si lamentano?

Le repliche del PD, quindi, che imputano al Governo Berlusconi i problemi di Modena, temo siano vittime di una certa amnesia tipica della sinistra: quella che copre i 65 anni trascorsi, nei quali i meriti sono sempre stati locali, i demeriti di altri. Troppo facile, cari miei.

 

Avv. Luca Ghelfi

Consigliere Provinciale – PDL

 

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“A Roma tagliano i fondi, a Modena fomentano paure”

 

Luciano Vecchi interviene nella polemica sulla “qualità della vita” seguita alla pubblicazione dei report sul Sole 24 Ore e Italia Oggi. Ecco la sua dichiarazione.

 

«E’ la solita solfa. Chi a Roma taglia fondi e personale alle forze dell’ordine, risorse alla giustizia e soldi per le politiche sociali, a Modena cerca solo di alimentare paure e risentimenti. E da loro non viene mai uno straccio di idea utile a costruire il futuro della nostra comunità.

Anche le recenti classifiche stilate dal Sole 24 Ore e da Italia Oggi mostrano come, pure nel pieno di una crisi economica e sociale che ha colpito soprattutto le province manifatturiere come la nostra, Modena e l’Emilia-Romagna continuano ad occupare le prime posizioni su tutti gli indicatori della qualità della vita.

Ciò è dovuto sia ad una società civile matura e responsabile sia alle scelte di governo locale che hanno sempre privilegiato un alto livello di qualità sociale ed ambientale, il sostegno allo sviluppo economico, i servizi alla persona.

Questo è stato fatto e si continuerà a fare nonostante il taglio irresponsabile dell’ormai agonizzante governo Lega-PDL ai bilanci degli enti locali e della nostra regione. Alla faccia del federalismo: sempre più risorse prodotte a Modena ed in Emilia sono trattenute “a Roma” per fare quadrare bilanci dissestati dalle scelte del governo nazionale (a cominciare da Alitalia e dai mancati introiti garantiti dalla tracciabilità dei pagamenti, aboliti proprio da Tremonti).

Ma tant’è, il nostro centrodestra indica sempre come colpevole di tutti i mali il presunto “buonismo della sinistra”. Se a Modena calano i reati contro il patrimonio e la gran parte dei cittadini immigrati contribuisce in modo essenziale all’economia della nostra provincia – oltre che alle casse dell’INPS – la destra sceglie di gridare “al lupo” e di fomentare la paura e le divisioni nella nostra società. Salvo poi denunciare che “c’è percezione di insicurezza”, al di là di ogni dato reale.

Ma, come ha affermato saggiamente ieri il Cardinale Tettamanzi, “chi governa deve amare la propria città e servirla integralmente, nel suo insieme, senza discriminarne una parte. E se c’è una predilezione da accordare sarà per il figlio più debole.”

Ecco, noi amiamo la nostra città, tutta, e la vogliamo, anche nelle difficoltà, unita e senza discriminazioni, né per i cittadini italiani né per quelli con un passaporto diverso. La coesione è ciò che ha fatto di Modena una città civile e migliore ed è ciò che si dovrà continuare a perseguire nel futuro».

 

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Confesercenti Modena.

 

Indagini sulla qualita’ della vita de il Sole 24 ore e Italia oggi

 

Modena conferma di essere una città con un solido tessuto socio-economico

Positivi i dati sull’occupazione femminile. Preoccupa invece il dato sulla lentezza della giustizia e il numero delle rapine. “Il rilancio passa attraverso l’innovazione e la formazione”

“Guardarsi allo specchio, purché venga fatto con il coraggio e l’onestà intellettuale di vedere quanto ci soddisfa e quanto invece vorremmo migliorare, è sempre un esercizio utile, perché consente di valutare lo stato dell’arte sulla base di dati oggettivi”. Le recenti indagini che hanno focalizzato l’attenzione sulla qualità vita a Modena e sul territorio provinciale, sono motivo di riflessione da parte di Confesercenti Modena: “Il balzo di 15 posizioni in avanti evidenziato dall’indagine del Sole 24 Ore, e di 27 secondo quanto indicato da Italia Oggi, naturalmente non può che far piacere.

Perché fotografa, peraltro in una congiuntura economica difficile, una situazione caratterizzata da una buona qualità della vita, soprattutto se l’orizzonte si allarga a livello nazionale”.

Ancora una volta, vuole sottolineare l’Associazione imprenditoriale, ciò che traspare è, sia pure con sfumature diverse, la presenza di un tessuto socio economico, solido e coeso, fatto di servizi, presenza diffusa d’imprese operanti in tutti i settori e di conseguenza di buoni livelli di occupazione. Segnali particolarmente positivi si registrano sul fronte dell’occupazione femminile: elemento importante che colloca Modena al secondo posto a livello nazionale. Positivi, soprattutto in un contesto generale sempre più preoccupante, anche i dati relativi all’occupazione giovanili che rimane sostanzialmente stabile, anche se i risultati più recenti sembrano essere peggiori.

Il tema dell’ordine pubblico e dei reati, in particolare, continua invece ad essere cruciale. Modena in questo caso non brilla: a enfatizzare questo dato è il sentiment dell’opinione pubblica misurato dal Sole 24 Ore, che colloca la città in coda, al 92° posto, molto
lontano dalla vetta e con solo 14 province dietro, con dati peggiori. “Ci pare sia un dato – osserva Confesercenti – che evidenzia quanto su questo fronte si debba ancora lavorare; nonostante gli eccellenti risultati ottenuti, sia dalle forze dell’ordine, sia da parte della magistratura che in più occasioni ha portato a termine importanti indagini che hanno permesso di colpire duramente la criminalità organizzata. Come Associazione che rappresenta le imprese del commercio, del turismo e dei servizi, desta preoccupazione il significativo incremento delle rapine, spesso messe a segno ai danni di pubblici esercizi. Fa riflettere infine il dato sulla velocità della giustizia. In questo la nostra città si ferma al 59° posto, posizionandosi nella seconda metà del gruppo. Viene da chiedersi in quest’ultimo caso se non sia necessario un intervento, contestuale, su due fronti. Il primo rivedendo l’organico, il secondo, di tipo strutturale, snellendo le procedure e favorendo il ricorso a soluzioni stragiudiziali, a partire dalla Camera Arbitrale”.

“Restiamo convinti che, anche alla luce di queste analisi, in cui purtroppo i coni d’ombra non mancano – tiene precisare Confesercenti Modena – prima di tutto debba essere l’investimento in sapere a creare le condizioni ottimali per guardare al futuro prossimo.

Contestualmente occorrerà affinare gli strumenti per leggere l’evoluzione dei mercati, dei bisogni della gente e dei gusti e capire quali scelte siano compatibili con le caratteristiche strutturali e culturali del nostro territorio; individuare le priorità su cui far convergere progettualità e risorse salvaguardando l’identità economica e sociale, cercando al contempo di individuare gli assi portanti del cambiamento. Soprattutto sarà fondamentale in considerazione anche dell’attuale situazione economica di crisi lo sforzo di tutti: dalla politica, alle imprese, alle istituzioni”, conclude Confesercenti Modena.

 

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Giovedì 9 dicembre manifestazione nazionale sindacati di polizia.

 

Sindacati  di  polizia in piazza giovedì 9 dicembre per protestare contro i tagli alla sicurezza previsti nella prossima finanziaria.

La  manifestazione  promossa  dalla maggior parte delle sigle sindacali del comparto  sicurezza  nelle maggiori piazze d’Italia, vede anche a Modena un volantinaggio  organizzato  da  Silp,  Siulp,  Sap,  Coisp  e Ugl giovedì 9 dicembre  dalle ore 10 alle 12 in via Emilia Centro davanti alla sede della Posta centrale.

I  Sindacati manifestano per difendere il diritto alla sicurezza di tutti e contro  le politiche finanziarie di soli tagli che hanno già sottratto alle forze di polizia circa 2 miliardi e mezzo di euro in tre anni.

I   Sindacati   chiedono  che  la  Finanziaria  di  quest’anno  non  limiti ulteriormente l’operatività dei servizi delle Forze di polizia e dei Vigili del  Fuoco  con la fissazione dal 31 dicembre 2010 di un tetto massimo allo straordinario  e  alle  indennità  operative,  anche  a  fronte di maggiori esigenze  di  sicurezza,  che non consentirà l’impiego dei poliziotti e dei

vigili del fuoco per un limite “ragioneristico”.

Si  rivendica,  inoltre  il  diritto  a  smettere  di  fornire  prestazioni straordinarie  (o  connesse  a  maggiori disagio/responsabilità)  senza  la retribuzione corrispondente.

I  Sindacati  denunciano  il  comportamento irresponsabile verso il Paese e verso  gli  operatori  della sicurezza da parte dell’attuale Governo che ha disatteso  gli  < /span>impegni  assunti  in  campagna  elettorale  e nei documenti programmatici.

 

silp+siulp+sap+coisp+ugl

 

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Codacons

Il passaggio al digitale terrestre … un affare per pochi, un disagio economico per tutti gli altri

 

Continuano ad arrivare segnalazioni di disservizi legati al digitale terrestre.

“ Ci avevano promesso che, con il semplice acquisto di un decoder, avremmo visto molti più canali …   bugie non riusciamo più a vedere neanche quelli che si vedevano prima.

In alternativa ora riceviamo solo piccole emittenti che trasmettono in continuazione il gioco del lotto, la cartomanzia o la vendita di tappeti di giorno e il porno di notte”

Questo è il tenore delle telefonate giunte al numero verde del centralino regionale del Codacons al quale si sono rivolti anche tanti Modenesi.

Ci segnalano anche che, oltre ad avere speso decine di euro per acquistare un decoder per ogni televisore, è ora necessario ricorrere  ai tecnici per riposizionare antenne, ampliare la ricezione attraverso l’installazione di schede per ricevere il segnale da Barbiano di Bologna e/o da Serra, ecc. ecc.

Un condominio di 20 famiglie ci ha inviato un preventivo di un  tecnico ha chiesto loro più di 1500 euro per ripristinare la visione di quanto prima vedevano regolarmente e bene.

Una coppia di anziani ha scoperto che il proprio televisore non avendo la presa scart non è utilizzabile. Ad oltre 80 anni, devono ricomprarsi il televisore, per poi correre il rischio di dover spendere del denaro per integrare l’antenna.

E pensare che era stato reclamizzato come un passaggio indolore dal punto di vista economico e migliorativo.

Il Collegio Legale del Codacons sta studiando le iniziative da prendersi oltre a quella di chiedere una riduzione del canone Rai per chi non vede uno o più programmi della Rai stessa.

Nel frattempo i cittadini interessati alla costituzione di un coordinamento di protesta, possono ricevere informazioni chiamando il numero verde del Codacons 800 050

 

Fabio Galli

v. Presidente Regionale CODACONS

 

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Paure

 

La paura può essere l’effetto di più cause. Tutti temiamo i pericoli reali,  ma spesso abbiamo paura anche di quelli immaginari, se questi ci sono costantemente suggeriti e allarmati dai media.

Io personalmente non ho paura degli spacciatori, non mi vengono nè a cercare nè a disturbare, ma ho paura che un giorno i miei figli, dimenticando i miei accorati consigli, possano decidere di provare sostanze stupefacenti.

A me non fa paura una donna che passeggia con il volto coperto dal velo, né uno con uno zuccotto in testa che prega sul marciapiede, ma ho il terrore di trovarmi in casa rapinatori dell’est che possono ferire o uccidere a sangue freddo i miei famigliari.

Io non ho paura di persone che parlano una lingua a me incomprensibile o che hanno il colore della pelle diversa: io ho paura che tornando a casa scopra che hanno imbrogliato il mio anziano genitore sottraendogli la pensione, ho paura di tornare a casa e di trovare la porta scassinata con destrezza da chi ti ha svuotato i cassetti di ogni bene prezioso.

A me non fanno paura le prostitute, di nessun tipo e sesso: a me fa paura pensare che mio nipote sia così stupido da non usare nessuna precauzione prima di appartarsi con una di loro.

A me non fa paura il traffico e le automobili, non ho paura di morire causa il loro inquinamento: io ho paura di incontrare sulla mia strada un autista ubriaco o drogato che mi investa, io ho anche paura che, se non ci resto secco, questo non si fermerà a soccorrermi perchè privo di patente o di assicurazione o addirittura di documenti perché è un clandestino, e che mi lascierà morire a bordo strada..

Io ho paura di diventare clandestino e senza diritti in casa mia.

Massimo Guerrini,

 

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La rana bollita        Mòdna 3 dicembre 2010

         

Una rana cade in una pentola di acqua bollente e subito schizza via.

Un’altra entra in una pentola di acqua fredda. Qualcuno accende un piccolo fuoco sotto la pentola. La rana si gode il tepore dell’acqua che via via si scalda… via via… gradualmente  sempre più… finché muore bollita…

Noi siamo come questa rana, riusciamo a captare solo cambiamenti repentini o a rispondere ad attacchi evidenti, quando i cambiamenti invece avvengono in modo meno esplicito, stiamo lì a crogiolarci e a dire … ma non sta succedendo niente! Così piano piano  ci succede un giorno di leggere il rapporto dell’Osservatorio di viale Martiri  che ci palesa  la cruda realtà, gli stranieri residenti sono 88mila,  il 12% della popolazione provinciale, mentre in centro storico abbiamo appurato che la popolazione straniera è arrivata al 25%, che l’Europa approva l’invasione ROM con la proposta di socialisti e democratici volta a liberalizzare i visti.

Ovviamente per la nostra Amministrazione Comunale è tutto normale, come è normale che ci siano 88 mila stranieri ”REGOLARI” su una popolazione che fino agli anni ‘90 era di 600 mila abitanti, che ora siamo quasi a 700 mila e che questo aumento sia dovuto unicamente agli immigrati, visto che la natalità degli autoctoni è pari a zero, è normale che nelle carceri il 77% di persone siano di origine straniera, che non si conosca l’effettivo numero di stranieri presenti nel territorio perché non si sa quanti siano i clandestini presenti (ricordo l’ultimo incontro fisico che ho avuto con l’assessore Marino in cui chiedevo un maggiore controllo anche per strada e negli appartamenti dei documenti e ricordo la sua risposta “noi siamo per la privacy, non possiamo molestare i cittadini ogni giorno che passeggiano per chiedere i documenti”), è normale per Sitta proporre un piano urbanistico che prevede di portare a 250mila abitanti la popolazione di Modena, è normale per la Giunta approvare la costruzione della 4° linea  dell’inceneritore  e accettare che il numero di tonnellate di rifiuti bruciati ogni anno salga fino alla cifra di 240 mila (molto più di quanto necessario ad oggi, a costo di prenderli anche da altre regioni ).

Quindi, mentre  a livello locale l’Amministrazione di centro-sinistra “prepara il campo” per un’ invasione multietnica, a livello nazionale il PD propone il voto agli immigrati e a Milano sta già nascendo il partito islamico. Mi chiedo se sia una nuova pulizia etnica che vogliono? Vogliono un altro Kosovo (i serbi confinati nelle enclavi della loro madrepatria)? Vogliono chiuderci nelle riserve come hanno fatto gli americani con gli indiani? La nostra Amministrazione PD ci sta imponendo un  violento etnomasochismo, per loro  è un peccato rivendicare il diritto alla propria specificità culturale che però viene riconosciuta ad ogni altro popolo presente sul territorio, un vero razzismo al contrario.

Questi sostenitori del “politicamente corretto” irridono alla situazione di difficoltà in cui si trova la nostra gente, che subisce quotidianamente la frustrazione di essere lasciata da sola, hanno fatto della frase la  “percezione della sicurezza” il loro cavallo di battaglia per minimizzare quello che invece ogni giorno succede nella realtà dove sono sempre i più deboli a subire, anziani regolarmente truffati e derubati, donne violentate e negozianti che rischiano ogni giorno la vita. L’Amministrazione modenese continua a scaldare l’acqua dove siamo immersi, piano piano come la rana che finì bollita senza accorgersene.

Il segretario cittadino lega Nord Modena per L’indipendenza della Padania Stefano Bellei

 

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A nome degli studenti del L.S. Wiligelmo di Modena, inviamo il nostro comunicato stampa, nonostante esso sia nello specifico rivolto al Resto del Carlino e all’Informazione, poichè sono questi i 2 giornali che hanno pubblicato le dichiarazioni polemiche di vari esponenti del Pdl modenese sull’intervento dell’Assessore Adriana Querzè all’occupazione del nostro istitituto. Vi ringraziamo per l’attenzione . 

 

A nome degli studenti del Liceo Scientifico Statale Wiligelmo di Modena, ci rivolgiamo alle testate ‘Il Resto del Carlino’ e ‘L’Informazione’ nell’esprimere il nostro malcontento riguardo gli articoli pubblicati dai suddetti giornali il giorno 2/12/2010 in merito all’intervento da parte dell’Assessore all’Istruzione Querzè all’occupazione del nostro Istituto: questi articoli lasciano ampio spazio ai commenti polemici di diversi consiglieri comunali e provinciali del Pdl, che giudicano il sostegno alla protesta studentesca da parte della Querzè un esempio di ‘ strumentalizzazione dell’occupazione, contro la volontà di chi avrebbe voluto andare a lezione’ e gli studenti ‘ sfruttati per interessi politici e di parte’.

A queste accuse rispondiamo con un comunicato già abbozzato il 30 novembre, a dimostrazione di quanto le testate e l’opposizione locale siano prevedibili: la Dott.essa Adriana Querzè è stata invitata alla nostra occupazione in veste di Assessore all’Istruzione, quindi di amministratore locale toccato dalla Riforma Gelmini, non di esponente del Pd, e le sue parole sono state totalmente slegate dal partito cui aderisce.

L’ appoggio agli studenti da parte della Querzè e di Pighi non è soltanto apprezzato, è dovuto: la Riforma Gelmini, che, per restituire alle parole il loro significato, non è una Riforma ma una manovra economica, distribuisce nell’arco di 3 anni a partire dal 2010 tagli alla scuola da 8 miliardi di euro, e, se approvata nella sua ultima parte, sottrae all’università 1,4 miliardi. Da futuri studenti universitari ( e alcuni da futuri ricercatori), non rifiutiamo la Riforma in toto: i provvedimenti contro i baronati e le facoltà con un numero irrisorio di iscritti sono auspicate da tempo. Ma ribadiamo ancora una volta che gli sprechi non si combattono con tagli indiscriminati a un sistema universitario già affamato e allo sfascio, bensì con una ridistribuzione mirata delle risorse.

Questa Riforma è accolta con giubilo solo da scuole e università private, con i 245 milioni destinati alle paritarie e l’impoverimento dell’istruzione pubblica: la Rifoma, in questo senso, si inserisce in una lunga tradizione politica italiana di scarsa considerazione, sia concettuale sia finanziaria, del settore scolastico pubblico. La novità, questa volta, è che mondo della scuola e della università sono coesi nello scongiurare l’approvazione di tale ultima Riforma, e ci stupisce che il dissenso generale verso una legge così obbiettivamente fallosa, i cui disastrosi effetti si sono già fatti sentire a Modena, non giunga anche dal Pdl locale: questa è la vera faziosità, quelli di quegli amministratori che, per fedeltà al partito promulgatore di questa Riforma, tacciono il proprio senso critico e sviliscono le proteste di istituzioni, studenti e docenti. Del resto, lo stesso ministro Gelmini, dopo 2 anni di protesta unitaria e trasversale, persevera nelle sue intenzioni.

Per concludere, ci teniamo a sottolineare che quella del Wiligelmo e di diversi altri Istituti superiori nel modenese ( e non solo) non è stata un’ occupazione ma una cogestione, che si può definire come una occupazione senza interruzione di servizio pubblico: il Wiligelmo ha garantito lo svolgimento delle lezioni per quegli studenti che non volessero rinunciarvi concedendo l’ingresso nello stabile a corpo docenti, personale A.T.A., segretari, dirigente, e genitori attesi per i ricevimenti; non occupazione, quindi, ma neanche autogestione, che si tiene nell’orario di apertura della scuola ( dalle 7.30 alle 18) : gli studenti del Wiligelmo hanno occupato lo stabile anche di notte. Questo per rispondere a chi ci ha criticato per aver impedito agli studenti che ne avessero necessità di fare lezione.

Invitiamo ‘Il Resto del Carlino’ e ‘L’Informazione’, infine, a dare spazio non solo alle manifestazioni più controverse della contestazione studentesca modenese( le occupazioni di Venturi e San Carlo), ma anche a quelle pacifiche e in collaborazione col corpo docenti ( la cogestione del Wiligelmo e l’autogestione del Muratori) : in questo modo si smentirebbe il dubbio che questi articoli fossero a tesi, mirati a dimostrare che gli studenti dissidenti sono facinorosi e soli contro la Riforma.

Con la speranza che questo comunicato, a differenza del primo da noi inviato, venga pubblicato,

 

i Rappresentanti del L.S.Wiligelmo

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