Alpini a Modena?

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Neanche su questo siamo d’accordo. Ma rinunciare a 300-400.000 presenze è un suicidio e
non solo da un punto di vista economico, quanto di promozione del territorio e di sottolineatura
del valore della solidarietà e dell’impegno nella protezione civile.

Leggo che una parte della sinistra non è d’accordo con la candidatura di Modena ad ospitare l’adunata nazionale degli alpini del 2024 e già questo potrebbe risultare un inciampo alla candidatura stessa affiché trovi riscontro. Perché scegliere una città dove una parte non ti vuole, quando la lista d’attesa è lunga?

Ci possono essere soltanto due motivi per non gradire l’adunata degli Alpini:

è un’associazione di ex combattenti

 gli episodi di Rimini.

Alla prima rispondo ricordando quanto fanno ogni giorno a favore della comunità come servizi e come protezione civile; chi era a Rimini ha visto sfilare per dieci ore persone impegnate per gli altri, unendo disponibilità, professionalità e competenze.

Basterebbe tornare con il ricordo al terremoto dell’Emilia, come scrisse la stessa Associazione Nazionale degli Alpini: “L’intervento della Protezione Civile ANA è iniziato nella mattina del 20 maggio e si è concluso il 20 ottobre, con l’uscita dell’ultimo sfollato dal campo ‘Robinson’ di Finale Emilia, gestito dai volontari ANA delle cinque sezioni dell’Emilia Romagna che hanno lavorato compatti e operosi. Sono stati 5 mesi di duro lavoro per 6.285 volontari e per tutte le strutture operative della nostra Protezione Civile”.

Alla seconda obiezione rispondo chiedendo lo stop ad ogni altro appuntamento che possa presentare similari rischi: partite di calcio con tifosi violenti, discoteche, feste popolari a base di vino e alcolici, ecc.

Io credo che l’atteggiamento giusto sia chiedere all’Associazione Nazionale Alpini il massimo impegno nel controllo dei propri iscritti; alle forze dell’ordine (a Rimini ne ho viste poche in giro) una presenza costante soprattutto nei giorni di preparazione dei vari campi base. Basterebbero che fossero proporzionalmente pari a quelle impiegate per una normale partita di calcio o per una manifestazione politica con centinaia di migliaia di partecipanti.

Ma rinunciare a 300-400.000 presenze è un suicidio e non solo da un punto di vista economico, quanto di promozione del territorio e di sottolineatura del valore della solidarietà e dell’impegno nella protezione civile.

Una cosa so: gli Alpini non rinunciano al loro appuntamento annuale perché è una festa identitaria dove anche chi non partecipa, è presente con il cuore e chi c’è ne porta il ricordo per tutta la vita. Ricordo soltanto di un altro evento con la stessa capacità di coinvolgimento e di adesione: il comizio finale alle grandi Feste dell’Unità prima del 1990.

Resto convinto che varrebbe la pena avere a Modena l’adunata del 2024, ma non sarà facile e se ciò avverrà, richiederà un anno di preparazione e di collaborazione fra tutte le istituzioni.

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